R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Capelli lunghi, volto ed espressione senza un’età, condivide il nome con uno dei più grandi cantautori della musica italiana. Non sapresti dire se questo viso da ragazzino abbia davvero 26 anni oppure 50 o 500, se sia reale o provenga da un altro mondo, magari un mondo dove le fiabe le trasporta il vento, come gli amici che pesano troppo poco.
Lucio Corsi in “Cosa faremo da grandi?” racconta storie vere sotto forma di bugie. E lo fa seguendo uno stile cantautoriale che può ricordarti Paolo Conte e Ivan Graziani, ma con guizzi i psichedelia glam rock anni 70 che ti sorprendono all’improvviso.
Cosa faremo da grandi? Qual è, poi, il limite del sentirsi grandi? Proprio lui, che di anni ne ha pochi ma tanti, ci spiega che l’importante non è tanto arrivare a un traguardo, ma partire. Pensate a chi ha inventato le conchiglie, così belle e bianche, per poi gettarle in mare dove in pochi possono goderne. L’apice massimo di una grande impresa mandata in fumo, ma con l’animo in pace.

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