R E C E N S I O N E


Articolo di Antonio Sebastianelli

La sua voce non giocava più, la sua voce era un fiotto di sangue, degna per il suo dolore e la sua sincerità, di aprirsi come una mano di dieci dita sui piedi inchiodati, ma pieni di burrasca, di un Cristo di Juan de Juni…”. Federico Garcia Lorca – Gioco e Teoria del Duende

Capita nel corso della propria esistenza di entrare in contatto con anime uniche, sia nella vita di tutti i giorni che nella musica. Persone che involontariamente riescono a tracciare una linea di demarcazione. Un prima e un dopo. In alcuni casi (e qui parlo nello specifico di alcuni artisti) sono in grado di illuminare e chiarire una parte di te che avevi solo vagamente presentito. A me è successo nel 2006 ascoltando per la prima volta “quella voce”. La Voce di Greg Dulli. Nato nel 1965 a Hamilton, Ohio e titolare con gli indimenticabili Afghan Whigs prima e sotto altri nomi poi, di alcuni degli album più interessanti degli ultimi trent’anni.

Continua a leggere “Greg Dulli- Random desire (Royal cream, 2020)”