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Algiers – There is no year (Matador, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Antonio Sebastianelli

“Questa è la semina/del turbine”(“Repeating Night”)

Algiers. Algeri. Il simbolo della lotta al colonialismo, un luogo dove si fondono razzismo, violenza, religione e resistenza” secondo le parole della band. Nati a Londra nel 2012 e formati da tre ragazzi di Atlanta a cui poi si è poi unito l’ex Bloc Party Simon Tong; titolari di due album che hanno saputo definire un suono unico e originale ma anche figlio di un’urgenza espressiva e “politica” che non lascia spazio al cazzeggio o fraintendimenti. Non è semplice raccontare al neofita la musica del quartetto, potremmo cavarcela citando nomi tra i più disparati (Malcom X, l’attivista Angela Davis, le Black Panthers, i singulti soul di tipi come Marvin Gaye e Wilson Pickett, la lezione del Post Punk Inglese, le derive elettroniche e rumoriste dai Depeche Mode in giù, gli Stooges egli MC5) o in nostro aiuto potrebbe venire la splendida definizione di Blake Butler che descrive il cantante come “il figlio sintetico di Marvin Gaye e Fever Ray” e in riferimento all’ultimo lavoro parla di “Soul distopico”.


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Kurt Vile – Bottle it in (Matador, 2018)

Articolo di Ylenia Pepe

Come concludere musicalmente in bellezza il 2018 se non con l’ascolto dell’ultimo album di Kurt Vile? Il cantautore statunitense, infatti, nel bel mezzo di questo autunno, ha pubblicato Bottle It In: tredici tracce piene di sorprese per i fan, ma anche per chi è alle prime prese con la sua musica. Continua a leggere “Kurt Vile – Bottle it in (Matador, 2018)”

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