L I V E – R E P O R T
Articolo di Daniela Pontello
Ci sono sere in cui la storia della musica decide di rimettersi in cammino, scegliendo come palcoscenico una delle cornici più suggestive d’Italia. Il 30 giugno, l’Anfiteatro del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera ha ospitato l’unica, attesissima data italiana dei Beat, il supergruppo nato per far rivivere la leggendaria trilogia anni ’80 dei King Crimson (Discipline, Beat e Three of a Perfect Pair). È stato un trionfo di tecnica e avanguardia che ha letteralmente stregato il pubblico del festival Tener-a-mente. Il progetto, nato sotto i migliori auspici con la benedizione totale dello storico leader crimsoniano Robert Fripp, che ha suggerito personalmente il nome alla band, mette i brividi. Schierare sullo stesso palco quattro titani come Adrian Belew, Steve Vai, Tony Levin e Danny Carey poteva rischiare l’effetto “super-cover-band di lusso”. Ma la realtà del live ha raccontato una rilettura vitale, ferocissima e filologicamente impeccabile.

La sfida più complessa era senza dubbio quella di Steve Vai, chiamato a interpretare le geometrie matematiche e spietate di Fripp. Il chitarrista si è calato nel ruolo con un rispetto sacro, quasi immobile nei passaggi più intricati come Frame by Frame, per poi esplodere in fiammate soliste nei momenti di libera improvvisazione. Accanto a lui, un eterno ragazzino come Adrian Belew ha guidato le danze con la sua solita, eclettica energia vocale e chitarristica. A 80 anni (compiuti proprio a giugno), Tony Levin è apparso in uno stato di grazia totale. È stato l’unico vero elemento di continuità storica sul palco, avendo registrato quei dischi in prima persona negli anni ’80. Vederlo accarezzare e colpire le corde del suo Chapman Stick a pochi metri dal pubblico del Vittoriale, mantenendo un groove impeccabile insieme a Carey, è stato una lezione di classe e longevità musicale.

Ecco la scaletta completa suonata dai BEAT, divisa in due atti più l’encore finale.
Primo Set (Focus principale su Beat e Three of a Perfect Pair)
01. Neurotica
02. Neal and Jack and Me
03. Heartbeat
04. Sartori in Tangier
05. Dig Me
06. Model Man
07. Man With an Open Heart
08. Industry (atmosfere cupe e industriali assecondate dalle percussioni di Danny Carey)
09. Larks’ Tongues in Aspic (Part III)
Secondo Set (Focus principale sul capolavoro Discipline)
10. Waiting Man (introdotta dal celebre duetto ritmico di percussioni)
11. The Sheltering Sky
12. Sleeples
13. Frame by Frame
14. Matte Kudasai
15. Elephant Talk
16. Three of a Perfect Pair
17. Indiscipline
Bis
18. Red (L’intruso perfetto: l’unico brano della scaletta non anni ’80, estratto dall’omonimo album del 1974)
19. Thela Hun Ginjeet

Brani come Model Man non erano mai stati eseguiti dal vivo nella storia da nessuna formazione legata ai King Crimson prima di questo progetto Beat, mentre perle come Dig Me e Larks’ Tongues (Part III) non venivano suonate da membri originali della band dal lontano 1984.
L’Anfiteatro del Vittoriale, con la sua splendida vista-lago, ha fatto il resto. L’acustica perfetta e l’atmosfera intima di Gardone Riviera hanno esaltato la complessità poliritmica della musica, creando un contrasto meraviglioso tra la storicità futuristica della musica dei Crimson e la poesia del luogo dannunziano. Un trionfo di tecnica, cuore e avanguardia rock che ha lasciato il pubblico estasiato.













Immagini sonore Ⓒ Daniela Pontello






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