R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Talamazzi

Dev’essere un sognatore intenso, Pasquale Stafano, di quelli che creano continuamente immagini estraendole dalla fantasia e dando loro la dignità di oggetti reali attraverso la musica. Prendiamo il titolo di questo lavoro, ad esempio, Sparks, in inglese scintille. Bisogna figurarsi uno sciame di lapilli che s’alzino da una fiamma e che a loro volta appicchino ciascuno piccoli incendi immaginari. Oppure i riflessi del sole – o della luna – sull’acqua, a creare quelle visioni frammentate e disomogenee sulle quali si può indugiare a evocare lampi di esistenza trascorsa e bagliori di sentimenti persi nella memoria. Stafano riesce a dare una superba forma artistica a tutto questo tratteggiando un mondo di bellezza lacerante, musicalmente arricchito di influssi classici ben evidenti ma conglomerati con dinamiche riferite a tradizioni più esplicitamente jazz. Il suo pianismo è pulito e asciugato da ogni barocchismo ed egli è cocciutamente tra i pochi che credono nel rigore dello stile e nella scelta delle dissonanze in un’epoca nella quale sembra sia quasi la regola crogiolarsi in un mondo di suoni ostici, perfino quando non se ne avverta l’inderogabile necessità. Stafano ha alle spalle un solido curriculum di concerti in tutto il mondo – molta attività svolta anche nei paesi asiatici, oltre che in tutta Europa – e sei precedenti personali pubblicazioni discografiche, in parte con Nuevo Tango Ensemble, in parte solo con Gianni Iorio al bandoneon. Questo Sparks è stato realizzato in trio con Giorgio Vendola al contrabbasso e Saverio Gerardi alla batteria. Non so da quanto tempo questi tre musicisti si conoscano ma ascoltandoli in questo disco sembrerebbe abbiano suonato insieme da una vita, tanto è l’affiatamento perfetto che regna tra loro.

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