R E C E N S I O N E


Recensione di Alessandro Tacconi

Dimmi della mente con cui han fatto i cuori
Disegna le cremagliere ai bicchieri di tea verde
Sai tutto degli uomini, non sai niente della pianta del vingùs
(J.T. Alexander, Corremmo a ovest-Ovtse, a Ostev)

Musica fatta di legni & metallo, fili gialliverdirossi + tasti pulsanti, respiri intrecciati a mp3/wma/Mp4, corde e beats, pelli and loop…
Roberto Ottaviano per suonare dei tempi oscuri che viviamo, dei massacri che compiamo, degli affari che spregiudicatamente facciamo parla e suona di uomini & high tech. Come ormai sappiamo, la faccenda dei genocidi in corso è questione di affari e alta tecnologia.
Dark sides pubblicato da Dodicilune (un altro album pregevole che ne fa un catalogo sempre più interessante!) intesse il linguaggio degli strumenti suonati “nel corpo e nella carne” con l’elettronica, i loop e i sampling di Luca “DJ Rocca” Roccagliati.

Questa danza la conosco perché l’ho già ballata prima
Quindi mi annoia perché la conosco
Ma suonala ancora, così la noia
trapasserà azzoppata dalla mia ferma ostinazione
(J.T. Alexander, Tornammo da Est-Iaest, East)

E visto che certe “innocenti marachelle” non le facciamo a casa nostra, nella quieta e opulenta Europa, ma nel vicino oriente, allora sian le corde dell’oud di Peppe Frana ad aprirci le porte di certi luoghi magici e tragici.
Nel brano Gabriel’s Message, che è stato ispirato da un pezzo tradizionale basco, il suono grave delle corde del contrabbasso di Giorgio Vendola e quelle dell’oud dialogano fin quasi a strofinarsi le une sulle altre.
Il brano omonimo che dà titolo all’album, Dark sides, è un solo del sax di Roberto Ottaviano che viene effettato elettronicamente, in modo da modificarne suono e timbro. La verità delle cose viene continuamente cambiata sotto i nostri occhi? L’alterazione è parte della fiction a cui la nostra mente e il nostro cuore decidono di credere? 

Se il tuo cembalo assomma due note, brucialo
Se l’abaco incoccia due numeri, sfrantecalo
Tutto inizia con un +. Un PIÙ è sempre un Meno
(J.T. Alexander, MatematiKando)

Il curioso e ironico Musk Aroma Therapy for Trumpeters non prevede trombettisti nell’esecuzione, ma un serrato interplay tra il sax soprano di Ottaviano e la batteria di Ermanno Baron.
Il brano Syte si apre col suono dell’oud. Ci attendiamo il tipico affascinante viaggio verso le terre del Maghreb invece… le percussioni servono da aggancio per l’avvio della parte elettronica, che si apre sotto di noi come un mare limaccioso. Su questo inizia a scivolare il sax soprano di Ottaviano, che viene presto raggiunto da Frana.

I brani dell’album si susseguono tutti ugualmente ispirati, ognuno con la propria identità, equilibrio e sintesi di opposte tensioni, in cui ogni musicista può dare tutto il meglio di sé, entrando in risonanza con quanto gli gravita sonoramente attorno. Attendiamo curiosi anche per questo progetto di Roberto Ottaviano l’esecuzione dal vivo.

Tracklist:
01. A Long Deception
02. Preachers and Merchants
03. Gabriel’s Message
04. Dark Sides
05. Musk Aroma Therapy for Trumpeters
06. Syte
07. Waiting the Flood
08. Bridal Ballad
09. Spinosa Lacrimae
10. If You Want to tell me something (shout up)
11. Goin’ Home

Rispondi

In evidenza

Scopri di più da Off Topic Magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere