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King Gizzard & The Lizard Wizard

Ossi – Ossi (Snowdonia Dischi/Audioglobe, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Stefania D’Egidio

Tra i miei peggiori difetti sicuramente la testardaggine, se mi convinco di una cosa non c’è verso di togliermela dalla testa: una di queste l’avversità per le piattaforme di musica digitale, sia per lo sfruttamento economico ai danni dell’artista, che per la smaterializzazione dell’opera, perché, per quanto di facile fruizione, nulla può eguagliare il piacere di tenere in mano un cd o, meglio ancora, un vinile. Per questo oggi voglio parlarvi di un lavoro in uscita il 9 settembre: il nuovo progetto di Vittorio Nistri e Simone Tilli, un album che va ascoltato, ma soprattutto sfogliato,letto, guardato e riguardato, per il suo artwork, che è un omaggio a quel fumetto underground che fu, negli anni passati, fiore all’occhiello di quella controcultura di cui ci sarebbe tanto bisogno ancora oggi. La copertina stessa dovrebbe essere esposta in una galleria d’arte, riunendo due firme storiche della rivista Frigidaire: in front cover l’indomabile scheletrino del compianto Andrea Pazienza , la back cover, il booklet e il logo affidato a Ugo Delucchi, che di Pazienza stesso fu allievo. Le dimensioni atipiche del booklet (25.4 x 17.4) richiamano quelle del fumetto underground americano degli anni ’70, la spirale psych e i colori sono del disegnatore Lido Contemori e il progetto grafico di Gabriele Menconi (Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Viareggio). Insomma, come potrebbe tutto ciò essere sostituito da un frigido click?

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King Gizzard & The Lizard Wizard – Butterfly 3000 (KLGW, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Francesca Marchesini

Everybody here is catching smoke, looking for the ephemeral
Riding on a yellow-bellied brown snake, sipping on hedonism

(King Gizzard & The Lizard Wizard, Catching Smoke, 2021)

A distanza di soli quattro mesi dall’uscita di L.W., gli australiani King Gizzard & The Lizard Wizard tornano a far parlare di sé rilasciando un nuovo album full lenght, il diciottesimo in undici anni di carriera: Butterfly 3000. Stu Mackenzie e compagni proseguono il viaggio attraverso le dimensioni del Multiverso – o Gizzardverso – incanalando la propria energia psichedelica in un lavoro vicino al nostalgico synth-pop.

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King Gizzard & The Lizard Wizard – K.G. (Flightless, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Simone Catena

I King Gizzard & The Lizard Wizard sono un super collettivo sperimentale australiano, formatosi a Melbourne nel 2010. Tornano sulle scene con il 16°album in studio dalle tinte psichedeliche e fuori dal normale. Un ennesimo salto estremo nelle sonorità acide e viaggianti, dopo l’enorme successo ottenuto lo scorso anno con un tour incendiario, che li ha portati sulla vetta delle classifiche underground di tutto il mondo. La band si è guadagnata una grande fetta di pubblico, sempre più affascinata ad entrare nel loro mondo cosmico e distopico. Nel nuovo lavoro troviamo qualcosa di innovativo e all’avanguardia, oltre ogni aspettativa.

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King Gizzard & The Lizard Wizard @ Alcatraz, Milano – 15 ottobre 2019

L I V E – R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini, immagini sonore di Ambrogio Brambilla

I King Gizzard & the Lizard Wizard sono una band fuori dal comune, direi che è un’affermazione banale ma assolutamente inevitabile. 
Al di là del nome che si sono scelti, che basterebbe da solo a farci parlare per mezz’ora, gli australiani si sono distinti anche dal punto di vista dell’amministrazione della propria carriera e dei propri contenuti musicali: non ci sono molti gruppi, in effetti, che hanno pubblicato 14 dischi in sette anni, cinque dei quali, tra l’altro, nel solo 2017. E non esiste altro gruppo in grado come loro di giocare coi generi e le etichette, stravolgendoli, indossando maschere ed incarnando di volta in volta la veste che è loro più congeniale. Che sia il Jazz di “Sketches of Brunswick East”, la psichedelia rarefatta e vagamente progressiva di “Gumboot Soup”, l’Heavy Metal di “Murder of the Universe” o ancora le bordate stoner di “Nonagon Infinity” o “Polygondwanaland”, ogni uscita di questi simpatici pazzoidi rappresenta un punto di vista unico, un lato differente della loro personalità. 

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