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Articolo e illustrazione di Mauro Savino.

Non è facile parlare di uno che ha iniziato con l’eroina e ha finito con il Taiji Quan.
Sicuramente, però, Lou Reed è l’incarnazione sincera di una certa New York e di un certo milieu musicale e culturale. E di un mondo che ha spinto le sue radici fino a noi, violentandoci nella pratica sadomaso che frusta il presente per ricordargli il padre dimenticato e l’immagine stordita di ciò che non è riuscito a diventare.
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