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Maestro Pellegrini

Maestro Pellegrini – Fragile (Blackcandy Produzioni, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cinzia D’Agostino

Come molti di voi, ho visto negli anni l’evoluzione di questo artista che si è guadagnato, un po’ per mano di Appino e un po’ per la sua attitudine polistrumentista e la sua formazione al conservatorio, l’appellativo di Maestro, oramai divenuto meritatamente un vero e proprio nome d’arte. Lo ricordo una sera d’estate del 2013 a suonare nei suoi Criminal Jokers che, nonostante la preponderante presenza del carismatico frontman batterista Francesco Motta, si faceva comunque notare nella penombra. Ho ancora in mente la sua esile figura sul grande palco di Nada a suonare chitarra e fagotto e la sua squisita educazione nel dopo concerto salutando i fan. Rammento lo stupore nel vederlo all’Ariston durante l’esibizione degli Zen Circus, gruppo del quale ormai fa parte in pianta stabile dal 2016. E poi, come forse era naturale, eccolo eseguire da solo le sue canzoni una manciata di mesi fa alla Latteria Molloy a Brescia, la sua semplicità che incanta, il suo inchino grato quando gli abbiamo detto che in Siamo noi ci ricordava un po’ Brunori.
Ed ecco che finalmente questa sua espressione intima e solitaria trova la sua realizzazione e forma in Fragile in uscita il 30 ottobre per Blackcandy Produzioni, diviso inizialmente in due ep, Vol 1 e vol 2. 

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Maestro Pellegrini: L’avventura solista tra Zen Circus e Conservatorio

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini 

Dagli esordi acerbi con i Walrus, passando attraverso le scarne ma significative pagine della storia del rock indipendente italiano scritte con i Criminal Jokers, la band da cui ha poi avuto origine la carriera solista di Francesco Motta, fino ad approdare alla grande vicenda degli Zen Circus, con cui suona dal 2017 e assieme ai quali ha vissuto anche un Sanremo, quello dello scorso anno. Prima, durante e dopo, c’è un percorso da musicista classico, con gli studi di fagotto al Conservatorio, sulla scia di una famiglia che ha fatto della musica la propria vocazione (il padre Andrea Pellegrini è un importante pianista Jazz), Francesco Pellegrini, detto simpaticamente “Maestro” proprio per via del suo percorso accademico, è approdato anche lui all’esordio da solista. Uno sbocco quasi obbligato, per un artista che, pur sempre al servizio degli altri, non ha mai nascosto la passione per la scrittura ed il desiderio di mettersi alla prova in un progetto che fosse tutto suo.

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