R E C E N S I O N E


Recensione di Nadia Cornetti

Quando esce il nuovo disco di un artista che è solito accompagnare band o cantautori validissimi ma molto diversi tra loro, quel che mi aspetto è ancor più una sorpresa. È questo che penso prima di immergermi nel nuovo e secondo lavoro di Francesco “Maestro” Pellegrini, “Chi sono io – Vol. 1”, in uscita il 10 maggio per Pioggia Rossa Dischi (distribuito da Universal).

Cantautore e polistrumentista, il livornese Francesco Pellegrini (ribattezzato “Maestro” dagli amici e colleghi Zen Circus, con i quali collabora in qualità di chitarrista e corista dal 2017) ha avuto una solida formazione presso le scuole di Musica di Livorno e Pisa e nella sua carriera artistica ha collaborato con nomi notissimi come, per citarne solo alcuni,  Nada, Andrea Appino  – oltre che, appunto, i suoi Zen CircusBobo Rondelli, Enrico Gabrielli e i Fast Animals And Slow Kids; inoltre, insieme a Francesco Motta, ha fatto parte dei validissimi Criminal Jokers, band rock-punk new wave di punta nata nei primi anni Duemila.

Il primo album solista di Pellegrini risale al 2020, e rivelava dal principio alla fine la formazione del Maestro, oltre che la sua passione importante per i fiati e per la tradizione cantautorale italiana, attualizzata – come insegna la scuola toscana dei suoi “fratelli” Appino &Co – da un profuso e moderno sound rock e tanto realismo, derivato dalla vita “normale”. Il nuovo nato, Chi sono io – Vol. 1 è anticipato da un tour iniziato a marzo dove, oltre ai due singoli, il Maestro ha presentato anche il resto del disco, prima dunque della sua pubblicazione: un’operazione particolare e decisamente controcorrente nella quale ha «svelato i suoi tesori, prima che uscissero», come ha personalmente affermato.

Ma andiamo con ordine: i due singoli, molto diversi tra loro a livello sonico, lasciavano già perfettamente trapelare la profondità e l’intimità dell’opera completa dove Francesco, abituato a non essere il protagonista e il centro della scena, si mette a nudo (anche letteralmente: la copertina dell’album rispecchia metaforicamente quello che vi troveremo all’interno).

A dire il vero l’album non è definibile in tutto e per tutto un lavoro finito: come è precisato nel titolo, si tratta della prima parte di un viaggio interiore composto, per il momento, da cinque brani; ho maturato una teoria, che si è sempre più radicata in me a mano a mano che avanzava il mio ascolto. Ma ve ne parlerò più tardi.

Il primo singolo pubblicato, Chi sono io, anticipa con un titolo importante e riflessivo il messaggio dell’album: canta di identità e di relazioni interpersonali, dell’importanza di rimanere in contatto con sé stessi. Da parole semplici, cantate con sincerità e senza alcuna sovrastruttura – parole che possono appartenere a tutti – traspaiono concetti quali l’insicurezza, la solitudine e la percezione di sé stessi. Dal punto di vista musicale si tratta di un pezzo sperimentale, fatto di synth e suoni analogici, dal piacevole sottofondo dance e dal sound, appunto, innovativo rispetto al precedente lavoro del Maestro, che, come recita il testo, anche tramite il suono comunica l’importanza di trovare «il coraggio per cambiare».

Uscito il 19 aprile, il secondo singolo Non puoi rimanere è una bellissima ballata melodica e malinconica. Molto toccante la storia legata al suo significato, che ha spiegato direttamente Francesco: «si tratta della dedica per un addio fatta con grande affetto a una persona che dopo tante delusioni ha scelto di rimanere sola e in silenzio negli ultimi mesi della sua malattia, e ora non c’è più. Nelle relazioni, quando i fraintendimenti si accumulano, i rapporti si congelano piano piano fino a diventare blocchi di incomunicabilità che creano assenza, distacco e solitudine». Le chitarre cadenzate, i delicati fiati e poi la virata verso suoni più bassi e ritmici, sottolineano il messaggio forte di questo importante brano: «dici il dolore, sai, ci aiuta a crescere/ ma tu a star male non sei cresciuta mai/ Hai un equilibrio stanco nella mente/ Io una canzone che non sentirai».

Il primo brano inedito dopo i due singoli già diffusi è Ruggine, triste e toccante poesia in musica, il cui titolo già evoca il tempo che trascorre e che lascia segni in superficie, ma anche in profondità: si parla della fine di una relazione, dei ricordi che restano e della sensazione amara che non scompare ripensando al passato. Il pezzo esordisce con una voce ovattata, un sottofondo che pare il lento scorrere delle onde tranquille su una spiaggia; poi, però, tutto si fa più chiaro, limpido. Anche qui si ripete la bellissima struttura musicale che troviamo in altri brani del Maestro (e in molte belle ballate degli amici Zen, ora che ci penso): un delicato inizio, un crescendo fino a un’esplosione fatta di beat e ritornello molto piacevoli, seguito da un frame, in questo caso, quasi da piano bar.

Inizia, invece, cristallina e delicata, Un’altra luna, dove vengono evocate le stelle e Dio, e dove viene portato un messaggio positivo: «crederemo nei sogni, anche se adesso è dura vivere senza paura»; torna a cantare il Maestro di solitudine e di umanità, di relazioni e debolezze, ma non ci fa mai dimenticare che non bisogna arrendersi: «soli si cresce, con il bisogno degli altri/ anche se adesso è dura/ ti giuro non avrò paura».

La conclusione di questo breve ma intensissimo e consapevole lavoro è Canzone per un amico, in cui una voce rauca, quasi rotta dal pianto, rivela che ascolteremo ancora una importante confessione: si tratta di una breve pagina di diario, dedicata a una cara persona che non c’è più, e a cui l’artista dedica la cosa più preziosa che un essere umano possa mai donare: un inestimabile pensiero.

Ho maturato una teoria, accennavo: Chi sono io – Vol. 1 è un profondo viaggio di riflessione dentro e fuori da sé stessi e, come le migliori sedute presso un bravo psicologo, è mentalmente impegnativo, questo viaggio. Per questo motivo i cinque brani che ci propone Pellegrini sono sufficienti a riempire tutto l’album: la quantità di emozioni, sentimenti, storie e intime introspezioni riempiono cuore e mente, e fanno terminare l’ascolto con una soddisfazione emotiva importante. Con Francesco, ascoltando la sua voce e i suoi suoni, ho vissuto paure, vulnerabilità, nostalgia; ho sperato, sognato, immaginato e pensato, con lui e con le persone raccontate e ricordate, ascoltando una narrazione sincera e umile. Non posso che dire, quindi: complimenti, Maestro.

Tracklis:
01. Chi sono io
02. Ruggine
03. Non puoi rimanere
04. Un’altra luna
05.Canzone per un amico

    Photo © Lorenzo Santagada


    Una risposta a “Maestro Pellegrini – Chi sono io Vol. 1 (Pioggia Rossa Dischi / Universal, 2024)”

    1. […] stato anticipato il 10 maggio 2024 dall’Ep Chi sono io – vol.1, di cui avevamo già parlato qui, e dal singolo La mia anima, pubblicato a gennaio 2025. Quest’ultimo è un brano delicato, che […]

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