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Voci fuori dal coro

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The Zen Circus

AA.VV. – Faber Nostrum (Sony, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Recentemente è stata rilasciata una compilation intitolata Faber Nostrum nella quale molti esponenti di quello che ormai diamo per definito come it-pop, reinterpretano dei brani dello storico cantautore genovese. Mi hanno chiesto di parlarne proprio perché io quando De Andrè era in vita non ero nemmeno nato, mentre ho visto in diretta la crescita esponenziale degli ultimi anni dei protagonisti di questo progetto. Sia comunque chiaro che a casa mia sono cresciuto a pane, De Andrè (e Springsteen) quindi comunque la sua discografia la conosco; rimane che non l’ho vissuto realmente e che non potrò mai farlo, che tra me e la sua musica per quanto possa approfondirla e avvicinarmici, rimarrà sempre come un vetro a dividerci perché io gli anni da lui cantati non li ho mai vissuti. Il disco è composto da quindici cover, alcune delle quali anche in parte riscritte, che ti accompagnano per un’ora abbondante.

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Primo Maggio Roma 2019: non un Festival di Sanremo bis, ma il luogo delle parole forti e dei sodalizi musicali

L I V E – R E P O R T


Articolo e foto di Iolanda Raffaele

Come nei due anni precedenti, anche quest’anno abbiamo vissuto la strana e straordinaria esperienza del Primo Maggio a Roma e vogliamo raccontarvela. È stata un’edizione criticata su ogni fronte, dalla scelta degli artisti che sembra strizzare l’occhio a Sanremo, alla presenza di poche donne nella line up, alla conferma dei precedenti presentatori nella conduzione.
Off Topic, tuttavia, non ama giudizi e polemiche e si vuole concentrare sulla bellezza di questo evento sia pur nelle difficoltà che sono proprie delle grandi manifestazioni. Il clima non è stato di certo amico, la pioggia, infatti, è stata quasi un cantante aggiunto, ma non ha scoraggiato il pubblico con la sua schiera di ombrelli colorati, riparato con giubbini, impermeabili o oggetti improbabili di fortuna, né la musica, né i cantanti.

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Festival di Sanremo 2019 – qualche parola in libertà

Articolo di Luca Franceschini

L’ho scritto recentemente da un’altra parte e non ho voglia di ripetermi: non mi è mai piaciuto l’atteggiamento di chi “Non guardo Sanremo perché tanto fa tutto cagare” o “Quella non è mica vera musica!”. In sintesi: stabilire che cosa sia “vera musica”, ammesso che si possa, richiede competenze troppo elevate che sicuramente non sono in mio possesso. Il prodotto televisivo è di bassissimo livello, questo credo che si possa affermare senza troppi problemi ma le canzoni (che non sono mai il piatto principale del programma ma che poi, in fin dei conti, sono quelle che interessano davvero) non è detto, generalizzare non è mai una bella idea.
Tutt’al più che è già qualche edizione che il direttore artistico di turno cerca di svecchiare un po’ la lista dei concorrenti, inserendo nomi che siano più vicini alle giovani generazioni, artisti dall’hype indiscusso o dai recenti successi, in modo tale che il Festival possa essere preso in considerazione anche da chi è genuinamente interessato alla musica.

Daniele Silvestri e Rancore

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Non siamo mai stati di moda e questa forse è stata la nostra fortuna – Intervista a Ufo (The Zen Circus)

Intervista di Iolanda Raffaele, immagini sonore di Salvo Bilotti

In occasione della recente partecipazione degli Zen Circus al Color Fest di Platania (Cz), abbiamo scambiato qualche chiacchiera con Massimiliano Schiavelli in arte Ufo, bassista della band toscana.

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Color Fest 6: Il Festival della visione e della crescita @ La Giurranda, Platania (Lamezia Terme), 4 – 5 agosto 2018

Articolo di Iolanda Raffaele, immagini sonore di Salvo Bilotti

Qualcuno cantava “per quest’anno non cambiare stessa spiaggia, stesso mare”: era il 1963 e lei era la grande Mina,dopo Piero Focaccia, Edoardo Vianello e tanti altri.
Il tempo è passato, siamo cresciuti, ma quella strofa non è più andata via dalla mente, anzi è diventata quasi parte delle nostre vacanze o, addirittura, un vero motto di vita (almeno il mio).

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L’orgoglio di una mela marcia: The Zen Circus live @ Alcatraz, Milano – 19 aprile 2018

Report di Giovanni Tamburino, immagini sonore di Stefania D’Egidio

Ci si sente quasi dei veterani a saper ormai indovinare quando una serata all’Alcatraz sembra promettere bene. Si vede negli occhi della gente già seduta davanti al palco in quel punto che a breve diventerà l’ombelico del mondo, aprendosi e chiudendosi a ritmo di corpi scatenati, finalmente sguinzagliati dalla foga del pogo. Del resto, va anche ammesso che non ci vuole un profeta per capire che un concerto degli Zen Circus non è posto per stare stesi a farsi le coccole, soprattutto considerando le referenze dell’ultimo loro lavoro: Il fuoco in una stanza, ennesimo successo della trionfale carriera della band pisana.

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La vera vera vera verità svelata degli Zen Circus sul loro nome, che farà cambiare la versione di Wikipedia

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Parole sparse sul narrato collettivo che non c’è, sul fallimento degli anni 70, passare dalla politica al supermercato e l’imprinting anarchico dei nostri darkettoni. E “Il testamento”? pensavo fosse terapeutico, invece sto peggio di prima.

Intervista di E. Joshin Galani

E’ nella festa di Sant’Ambrogio Milanese che incontro gli Zen Circus, prima del loro spettacolo all’Alcatraz.
Devo aspettare un po’ il termine di un’altra intervista e lo faccio nel retropalco.

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The Zen Circus – La Terza Guerra Mondiale (La Tempesta, 2016)

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Articolo di Roberto Bianchi

Gli Zen Circus sono una grande realtà, che si è costruita un importante spazio nel panorama dell’indie rock italiano. In attività da diciotto anni hanno pubblicato nove album e collaborato con gruppi “alternative” del calibro di Pixies, Talking Heads e Violent Femmes. Le performance live della band sono apprezzate da un pubblico affezionato, che cresce costantemente, e li sostiene con molto trasporto. La loro musica riesce a coniugare folk, rock, cantautorato e avanguardia; i suoni sono sostenuti da testi graffianti e mai banali.
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The Zen Circus – Canzoni contro la natura (2014 – La Tempesta Dischi)

the zen circus canzoni contro la naturaArticolo di Nadia Merlo Fiorillo

“Tutti gli uomini sono a loro modo anormali. Tutti gli uomini sono in un certo senso in contrasto con la natura e questo, sino dal primo momento, con l’atto di civiltà che è un atto di prepotenza umana sulla natura, è un atto contro natura”.

Questo pensiero, posto come chiusa di Canzone contro la natura, terza traccia dell’ottavo disco degli Zen Circus, è la cornice di senso entro cui la band pisana definisce il loro nuovo album e se nel suo esordio solista Appino ha preso spunto dal suicidio di Monicelli, stavolta l’ispirazione proviene da un’intervista di Pasolini a Ungaretti. 

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