R E C E N S I O N E


Recensione di Elena Colombo

È uscito venerdì 7 marzo Chi sono io | Volume massimo, il nuovo disco di Maestro Pellegrini, cantautore livornese noto soprattutto per il suo ruolo di chitarrista degli Zen Circus. Pellegrini gode del nomignolo “Maestro” proprio perché gli Zen Circus lo hanno ribattezzato così. Ma Pellegrini è un polistrumentista che porta avanti molti progetti, oltre alla band: nel 2024, ha ideato lo spettacolo “Indiretta Show”, un format musicale che ha come obiettivo principale quello di avvicinare i grandi artisti del panorama indipendente italiano al pubblico.
Il nuovo disco è il secondo della sua carriera da solista, dopo Fragile, del 2020. Era stato anticipato il 10 maggio 2024 dall’Ep Chi sono io – vol.1, di cui avevamo già parlato qui, e dal singolo La mia anima, pubblicato a gennaio 2025. Quest’ultimo è un brano delicato, che inizia con il vociare dei bambini, che presto si sovrappongono alla chitarra e alla voce di Pellegrini. È un pezzo introspettivo, come si evince già dal titolo.

La voce del cantautore distingue “chi cura la pelle e chi cura i pensieri, e chi al resto ha rinunciato già”, interrogandosi sullo smarrimento del senso della vita, e il rischio di “perdersi dentro a un’anima”. In conclusione, tornano le risate infantili che svaniscono in lontananza.
Il brano successivo è Le regole degli altri, in cui, dopo una breve introduzione cantata, gli accordi al pianoforte intervengono per avviare un ritornello caratterizzato dalla nostalgia. “Non puoi raggiungere la serenità partendo da regole che non hai deciso tu.” Commenta Pellegrini a proposito di questa canzone. “Nella vita ci troviamo di fronte a molte strade che sembrano promettenti per la nostra realizzazione, le imbocchiamo con entusiasmo, ma spesso senza accorgerci che la nostra volontà è già vincolata. Così, alla fine, la felicità ci sfugge. A volte, presi dalla frustrazione, distruggiamo tutto nella speranza di poter ricominciare da capo. Ciò che conta, però, non è il risultato ma il processo, uscire da qualsiasi cosa ci accada con una maggiore consapevolezza.
In Le regole degli altri, Pellegrini si rivolge a un “tu” che cammina “con lo sguardo basso di chi fa da sé”. Emerge il rimpianto di un’occasione, o di una persona, perduta, che crea, a mio parere, un parallelismo con il pezzo Non puoi rimanere, già presente nell’Ep del 2024, dove la vulnerabilità e la solitudine sono i temi cardine della canzone. Anche Canzone per un amico – pure presente nel primo volume – rimarcava la sofferenza e il rimorso per qualcosa di passato.

D’altra parte, questo disco è, in tutte le sue sfaccettature, un viaggio attraverso la perdita, il cambiamento e la ricerca di sé, che mette al centro l’accettazione e il perdono, senza nominarli mai. È la trascrizione in musica di un percorso interiore, caratterizzato da influenze che spaziano da King Krule ai Radiohead, dai Verdena a Damon Albarn, fino a Lous and the Yakuza e Battisti. L’ultimo inedito di questo Ep è Notte all’alba, che ho apprezzato soprattutto per la parte strumentale. L’ingresso di un suono ripetuto e cadenzato traduce il bisogno di stabilità, che forse si può ottenere – parafrasando – tenendo stretti i propri ricordi. Il brano, inoltre, parla della ricerca di una “pace dai tuoi sogni”: ma perché una persona vorrebbe pace dai propri sogni? Le ipotesi sono due: la prima, che quei sogni in realtà siano incubi, da cui il “tu” apostrofato da Pellegrini preferirebbe fuggire. La seconda, che quei sogni siano sì belli, ma forse troppo ambiziosi e difficili da realizzare, e quindi fonte di ansia. Quest’ultima supposizione può essere supportata dal verso “sai brillare ma non dormi”, ripetuto più volte nel ritornello. Il tema, quindi, potrebbe essere quello della paura di sognare, ben controbilanciato dal brano Un’altra luna, che conclude il disco ed era già presente nel primo Ep, in cui un Pellegrini decisamente più incoraggiante canta: “cadere è volare, se provi a lasciarti andare”. Il brano Notte all’alba si conclude con un finale che si spegne, un po’ improvviso e inaspettato.

Il disco nella sua interezza è composto da otto tracce, che custodiscono storie di legami spezzati, identità in bilico, battaglie interiori combattute tra memoria del passato e un futuro che può spaventare. È un album triste, ma anche rassicurante: c’è un che di consolatorio nell’udire pezzi che toccano i temi del dolore e del perdono. Se volete ascoltare il Maestro live, sappiate che Chi sono io | Volume massimo sarà accompagnato da una lunga tournée, di cui sono state annunciate le prime 18 date.

Tracklist:
01. Chi sono Io
02. Non puoi Rimanere
03. Ruggine
04. La mia Anima
05. Le regole degli altri
06. Notte all’Alba
07. Canzone per un amico
08. Un’altra Luna



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