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Roberto Bonati

Tor Yttredal | Roberto Bonati – Some Red Some Yellow (Parma Frontiere, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Se si pensa a contrabbasso e sax si pensa al jazz e se si pensa al jazz, si pensa a contrabbasso e sax, strumenti iconici e quasi eponimici del jazz stesso. Ma non è mai un bene fidarsi troppo della consuetudine ed è invece molto benefico, essere curiosi, non avere pregiudizi e non fidarsi troppo delle etichette. Per corroborare questa teoria, basta mettersi all’ascolto di Some Red Some Yellow, ultimo lavoro discografico del grande contrabbassista Roberto Bonati, accompagnato in questa passeggiata nordica e di stampo “etno-jazz”, dal sassofonista norvegese Tor Yttredal. Una collaborazione tra i due musicisti iniziata nel 2013 e che è proseguita fino ad oggi, per la realizzazione di questo disco realizzato con il sostegno della University of Stavanger che ha condotto la ricerca artistica “Improvisation” della Faculty of Performing Arts. Il disco è quindi il frutto di una residenza di Tor Yttredal in Italia al festival ParmaJazz Frontiere. Nel comunicato stampa che accompagna il disco c’è una definizione che credo riassuma alla perfezione l’atmosfera che si respira qui, quella di “folklore immaginario”. Sì perché se è inequivocabile la vena folklorico-etnica, è anche vero che non si riesca a definire una area di provenienza di quel tipo di suono, di quelle armonie, di quegli accenti. Ed è bellissimo così.

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Roberto Bonati – Vesper and silence (ParmaFrontiere, 2019)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Molti anni fa, Roberto Bonati si imbattè in un pezzo di John Coltrane reinterpretato da due contrabbassisti, Jimmy Garrison e Reggie Workman. Il pezzo era “India”. Quell’incontro fortuito fu vissuto da Roberto Bonati come un cambio totale di prospettive musicali e, forse, non solo musicali, nasce così Vesper and Silence. È da allora che Bonati promise eterno amore al suo strumento, il contrabbasso appunto. Oggi, nel silenzio più totale, dovuto alle note vicende, l’ho ascoltato. Il verbo “ascoltare” assomiglia molto al verbo del gergo medico “auscultare”.

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