R E C E N S I O N E
Recensione di Mario Grella
La notte è per la musica una miniera inesauribile di suggestioni, tanto che è stata detta “notturno” proprio ogni composizione evocativa della notte, nella musica classica, ma non solo. Se dovessimo stilare una bizzarra classifica degli strumenti notturni, il podio spetterebbe certamente di diritto al pianoforte, non sarebbe poi un problema anche decidere quale strumento collocare al secondo posto, certamente il sax. Del resto è cosa risaputa e non credo di scoprire nulla di nuovo. È invece un piacere scoprire il nuovo lavoro di Roberto Bonati che, proprio in onore della notte, si intitola Parfois la nuit. Ma non si illuda chi crede di trovarsi di fronte a composizioni consolatorie sulla scia di ciò che s’intende solitamente per “notturno”. Se il pezzo che dà il titolo all’album, in apertura prefigura tutto l’universo notturno carico di mistero, fatto di intima pace, già dal secondo pezzo, ovvero Dream #1 Danza d’amore, qualcosa comincia ad incrinarsi, poiché il jazz non è fatto per le facili consolazioni.

Lo dicono le stesse note di copertina del disco: “Parfois la nuit est difficile,/ on ne la comprend pas, parfois,/ avec sa couleur, ses lumières/ ses ténèbres/ joyeuses, le noir de son obscurité,/ le bruit de la pluie, l’aube qui viendra./ Parfois la nuit est suspendue,/ quelque fois elle a une grâce particulière, une beauté douloureuse./ La nuit, parfois mystérieuse, toujours inconnue.” Ed è proprio così ed ecco allora che si presentano Roberto Bonati e il Madreperla Trio, ovvero Gabriele Fava al sassofono tenore e soprano, Luca Perciballi alla chitarra, e all’elettronica e lo stesso Bonati al contrabbasso. E se Chiara è la notte ci fa tornare ad uno stato interiore e sonoro di pace, col lento scorrere della notte, l’incipit di Dream #2 the Getaway, elide bruscamente il tempo della notte, con suoni frammentati, improvvisi come, se si volesse rifarsi sempre al tema dominante, ma con quei rumori notturni presaghi di incertezza e anche di angoscia. Per ritrovare la quiete, dopo una serie di brani come Rouge, Night Village, Dream #3 the Fall, Folk, Dream #4 the Fight, occorre arrivare a Madreperla il cui titolo lunare, lattiginoso e diafano ci riporta al tema del notturno. La notte è il mondo dell’Es che mette a tacere il fragore di Io e Super-Io, (se proprio si volesse eccedere in una lettura freudiana, cosa anche forse un po’ illegittima da parte di un ascoltatore), e in temi come la caduta o la lotta emergono in particolare, le corde del contrabbasso di Roberto Bonati che sembrano scimmiottare la dialettica vibrante della lotta, qui hanno pieno diritto di cittadinanza. Anche gli “Incontri strani” dell’omonimo pezzo (Dream #5 Weird Meetings), sono giocati sullo stridore degli strumenti, in un crescendo che arriva quasi agli eccessi della Industrial Music, se mi è concesso un azzardo (uno dei tanti). Con And He Paints Her Blue, si torna nell’alveo delle tematiche meno sperimentali, dove persino il colore è quello del jazz e, per antonomasia, della notte. May Love conclude l’album fatto di piccoli incantesimi onirici e suggestioni interiori. Il disco si può reperire su Bandcamp, piattaforma interamente dedicata a musicisti indipendenti alla quale, nonostante il blasone, Roberto Bonati e i suoi musicisti appartengono a pieno titolo (e questo è davvero un gran merito).
Tracklist:
01. Parfois la nuit
02. Dream #1 Danza d’amore
03. Chiara è la notte
04. Dream #2 the Getaway
05. Rouge
06. Night Village
07. Dream #3 the Fall
08. Folk
09. Dream #4 the Fight
10. Madreperla
11. Dream #5 Weird Meetings
12. And He Paints Her Blue
13. Dream #6 Flying Shadows
14. May Love
Photo © Pietro Bandini Phocus Agency
Cover Photo © Chiara Berta


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