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Simone Lenzi e Gigi Giancursi: il duo delle meraviglie

I N T E R V I S T A


Articolo di Joshin E. Galani

Il primo video di Gigi Giancursi e Simone Lenzi ha fatto capolino il 21 marzo, in sordina, senza nessuna comunicazione se non il commento su youtube: “Intorno al 2011 Gigi Giancursi e Simone Lenzi registrarono alcune canzoni scritte insieme, che sono rimaste in un cassetto per più di otto anni”. Helsinki è stato il primo brano a vedere la luce, una perla lanciata nel mondo affidata al suo percorso. È poi arrivato Todestrieb ed infine (per ora) Sulle rotatorie. Dalla gioia e curiosità di questa inedita collaborazione di due musicisti che stimo profondamente è nata questa intervista, tra il serio e il faceto. Buona lettura e buon divertimento!

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Virginiana Miller: Benvenuti nell’America irreale di McCoy

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini e immagini sonore di Andrea Furlan

“In questo camerino ci sono stati anche Kurt, Dave e Chris…”. Sono al Bloom di Mezzago assieme ai Virginiana Miller, siamo seduti nel piccolo stanzino che funge da backstage, le pareti interamente tappezzate di scritte e adesivi, testimonianza viva di trent’anni di amore per la musica dal vivo. Ci sono passati in tanti, da questo storico locale, ma è inevitabile che il primo pensiero vada ai Nirvana, che qui furono protagonisti di due concerti leggendari, uno nel 1989, ai tempi di “Bleach”, l’altro nel 1991, quando “Nevermind” era già uscito ma, almeno da noi, non aveva ancora fatto il botto. I presenti di quella sera non immaginavano certo di stare partecipando ad un qualcosa che ci saremmo ricordati per sempre e per noi che non c’eravamo, è piuttosto inevitabile lasciarsi andare al fascino eterno della storia… Solo per poco, però. Questa sera c’è da parlare di un disco, The Unreal McCoy, che segna il ritorno, dopo sei anni, di quella che è una delle band più importanti del panorama musicale italiano. Oggi i tempi sono cambiati, certe sonorità vengono liquidate come una faccenda per vecchi, come ironizza da tempo l’account Instagram di “Nonno Indie”. Il sestetto di Livorno non appare molto preoccupato da questi cambiamenti; semmai, ha risposto prendendo una decisione mica da ridere: si è messo a cantare in inglese. Proprio loro, che hanno in Simone Lenzi uno dei più grandi parolieri italiani e che sono stati tra i primissimi a far fare un passo avanti alla tradizione cantautorale di cui per troppo tempo siamo stati prigionieri. Col cambio di idioma è cambiata anche la musica, anche se non troppo: The Unreal McCoy è in parte un tributo alla tradizione stelle e strisce ma a conti fatti rimane un disco dei Virginiana Miller, fresco ed ispirato come era lecito aspettarsi. Ne abbiamo parlato con Simone Lenzi (voce), Daniele Catalucci (basso), Giulio Pomponi (tastiere) e Antonio Bardi (chitarra), qualche ora prima della data di Mezzago, la terza in assoluto di questo nuovo tour. Tra una battuta e l’altra (perché, da buoni toscani, le cazzate a raffica non sono mancate), siamo comunque riusciti a capire che la situazione della band è ottima e che questo ritorno potrebbe aprire una nuova fase decisamente molto interessante.

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Virginiana Miller – The Unreal McCoy (Santeria Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Simone Nicastro

Come dico spesso non amo recensire artisti a cui sono particolarmente legato, vuoi per il rischio di essere poco oggettivo, vuoi per una difficoltà probabile ad esprimere compiutamente quanto mi piacerebbe far percepire di loro a chi avrà la bontà di leggermi. I Virginiana Miller sono indubbiamente tra questi artisti e, praticamente, hanno accompagnato la mia vita, nei momenti belli e in quelli brutti, negli ultimi venticinque anni. Ogni loro album è un puro avvenimento, un momento in cui so che ritroverò quella voce, quel “mood”, quella incredibile meraviglia che nonostante i cambiamenti strutturali e stilistici non mi ha mai tradito. Chi mi legge “in giro” sa che non mi piace usare la parola capolavoro poiché nella maggior parte dei casi è usata o a sproposito o ad esclusiva legittimazione del gusto personale, ma devo ammettere che per i Virginiana Miller, in più casi tra l’altro, mi è sfuggita.

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“Per il verso Giusto”, la forma canzone secondo Simone Lenzi – l’intervista

Intervista di E. Joshin Galani

Con grande attesa aspetto i lavori discografici dei Virginiana Miller e dedico altrettanta attenzione, nonché curiosità, ai romanzi di Simone Lenzi.
Nel 2012  è uscito il suo primo  scritto “La Generazione” da cui è stato tratto il film di Paolo Virzì “Tutti i Santi Giorni”,  titolo omonimo del brano dei Virginiana che fa da colonna sonora e si è guadagnato il David di Donatello come miglior canzone originale.
L’anno successivo sono stati pubblicati “Sul Lungomai di Livorno” e “Mali minori”, che ha vinto il premio Ceppo a Pistoia.
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