L I V E – R E P O R T


Articolo e immagini sonore di Daniela Pontello

Lettuce alla Santeria: il funk è vivo, e Milano lo sa.

Sabato sera, la Santeria Toscana 31 ha ospitato un evento che ha fatto vibrare le fondamenta del funk contemporaneo: l’unica data italiana del tour mondiale dei Lettuce. Il collettivo di Boston, attivo dal 1992, ha portato sul palco milanese un concerto che è stato una celebrazione del groove, una dichiarazione d’identità musicale. Fin dalle prime battute di Larimar, il pubblico ha capito che non si trattava di un set preconfezionato. I Lettuce suonano come un organismo vivente: ogni musicista è una cellula autonoma, ma il corpo è uno solo.

Adam Deitch alla batteria ha guidato la serata con una precisione che non rinuncia all’istinto, mentre Erick “Jesus” Coomes ha scolpito linee di basso che sembravano parlare direttamente al diaframma degli spettatori. La chitarra di Adam “Shmeeans” Smirnoff ha alternato riff taglienti e fraseggi liquidi, mentre la sezione fiati – Ryan Zoidis e Eric “Benny” Bloom – ha dato fiato a un dialogo continuo tra jazz e funk, con assoli che non cercavano il virtuosismo fine a sé stesso, ma l’interazione. Nigel Hall, voce e tastiere, ha fatto da collante emotivo, portando il pubblico dentro ogni brano con naturalezza e carisma.

Il concerto ha anticipato l’uscita del nuovo album Cook, in arrivo il 3 dicembre. In scaletta, oltre a brani storici come Chief e Silence Is Golden, anche la recente reinterpretazione di Rising to the Top di Keni Burke, eseguita con rispetto e freschezza. Il pubblico ha accolto il pezzo con entusiasmo, complice anche il racconto di Deitch sul legame personale con il brano: “L’ho scoperto da ragazzino grazie all’Hip-Hop. Suonarlo oggi è come chiudere un cerchio.”

La scaletta completa ha incluso:

  • Larimar
  • Chief
  • Silence Is Golden
  • Everything
  • Trap
  • Rising to the Top
  • Gold Tooth
  • Let the World Know
  • Encore: Make It Funky

Ogni brano è stato un viaggio, con momenti di pura improvvisazione che hanno trasformato la sala in un laboratorio sonoro. Nessuna concessione al facile intrattenimento: i Lettuce pretendono attenzione, e la ottengono.

La platea milanese ha risposto con calore e competenza. Non solo applausi, ma ascolto attivo, silenzi rispettosi durante gli assoli, e ovazioni nei momenti più intensi. Un pubblico che conosce il funk, lo ama, e lo riconosce quando è autentico.

Il concerto dei Lettuce alla Santeria è stato un promemoria: il funk non è nostalgia, è presente. È una lingua viva, parlata da musicisti che sanno cosa significa suonare insieme. Milano ha ascoltato, ha ballato, ha capito. E ha già fame del prossimo piatto.

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