R E C E N S I O N E
Recensione di Sabrina Tolve
Nell’estate del 2018, gli alGot varcano la soglia del vibrante panorama musicale romano, portando con sé una proposta musicale tanto curiosa quanto affascinante. La loro capacità di combinare una miriade di influenze si traduce in un risultato peculiare ed efficace. Ritmi dispari, vibrazioni di chitarre acide e melodie avvolgenti, creano un’esperienza che non può passare inosservata. Il tutto è avvolto da un interessante sapore italiano, che abbraccia formazioni storiche come Area e Massimo Volume, ma che viene rimaneggiato con cura.
Il 2018 diventa un anno di incubazione durante il quale la band si fa strada attraverso eventi organizzati da collettivi ed etichette indipendenti, diffondendo la loro musica in città come Roma, Bologna, Milano, Napoli e Modena. La loro presenza costante in vari eventi urbani diviene il preludio a una crescente risonanza, consolidando la loro posizione nella scena musicale emergente italiana.

Nel 2019, gli alGot lanciano la demo Math Demo registrato presso il Ghat Studio di Roma, un prologo convincente alla loro crescita e al continuo impegno tessuto nella trama musicale italiana, dal math al prog al post-rock.
Il 2021 si rivela un anno significativo, con l’uscita dell’EP d’esordio Ripetizione/Combinazione, una fruttuosa collaborazione con 1a0 / Kosmica Dischi / Troppistruzzi. Questo EP non è solo una nuova e più matura creazione musicale, ma conferma l’evoluzione degli alGot e rappresenta un tassello fondamentale nel loro percorso musicale, tanto che il 10 novembre di quest’anno e a due anni dall’EP, gli alGot fanno il loro ritorno presentando al mondo il loro primo album ufficiale, OUCH.
La band svela la sua personalità, si proietta ben oltre i meri riferimenti musicali e fa della sua scrittura una narrazione impeccabile di surrealtà – brani visionari parlano di angosce e grovigli emotivi, di esperienze difficili, e si sviluppano in otto quadri che si riferiscono alla parola onomatopeica che dà il nome al disco, richiamando l’immaginario dei fumetti quando un personaggio si fa male.
L’ascolto di Ouch si configura come un percorso istintuale, un autentico impatto proveniente dalla stessa essenza della vita; l’album diventa pulsione energica che spinge a maggiore grinta e altrettanta forza.
La fusione di stili, tra post rock e sperimentazione, accompagna l’ascoltatore in un climax emotivo, creando un tappeto sonoro su cui rivivere ricordi comuni un po’ a tutti. La loro versatilità si rivela eclettica e l’album si configura come una nuova architettura musicale. Ouch infatti non viaggia soltanto attraverso brani accattivanti, ma diventa un’esplorazione profonda di momenti in cui la musica si libera dai confini delle parole. Questa indagine musicale offre un’esperienza d’ascolto innovativa, una sfida per chi cerca costantemente nuove sfumature nella giungla della musica emergente italiana.
Con Ouch, gli alGot emergono come un progetto musicale maturo, pronto a esplorare nuovi orizzonti sonori e a lasciare un’impronta indelebile nella scena musicale nazionale emergente. Un capitolo che sottolinea la loro evoluzione e conferma la loro presenza significativa nel tessuto artistico romano e italiano.
Tracklist:
01. Essere caotici
02. Spigoli
03. Asset
04. Morforama
05. Le debolezze di una pianta annuale
06. Vivo/Privo/Vivo
07. Spaccaquindici
08. Tra le costole






Rispondi