R E C E N S I O N E
Recensione di Sabrina Tolve
David Place, nativo di Melbourne, Australia, ma ora residente a Bari, si dedica alla musica fin da quando è bambino. La sua passione lo porta fin da piccolo a cercarsi e cercare nuovi stimoli e nuova voce, e la sua storia si dipana tra esibizioni in locali sparsi dall’Australia al Regno Unito e in Italia, testimoniando sei album che compongono il suo percorso artistico. La sua scrittura, attenta alla tecnica musicale e scrittoria dei testi, diviene un tratto distintivo e profondo della sua essenza, e si intreccia magistralmente con esibizioni dal vivo travolgenti, e con album di sperimentazione ed esercitazione che delineano una devozione prorompente e vibrante.

Lyrics for Pauline emerge come il sesto capitolo della sua discografia, immerso nelle radici del blues, nell’esplorazione sperimentale del folk e nei ritmi malinconici del ragtime. Un lavoro che porta con sé un’anima crepuscolare e a tratti tormentata, riflettendo il profondo impegno artistico di Place nel tradurre emozioni complesse attraverso le sue composizioni musicali.
Per questo album, David Place ha potuto contare anche sulla professionalità di altri artigiani sonori quali Umberto Calentini, mago del contrabbasso, Teodoro Carriero, percussioni e batteria, Pierpaolo Vitale, maestro del pianoforte e delle tastiere, Sebastiano Lillo, virtuoso della chitarra acustica ed elettrica nonché percussionista, e Paolo Palmieri, all’organo. In questo intreccio di talenti, ogni nota è un tassello prezioso.
Le tracce, tutte di esclusiva creazione di David Place, prendono vita grazie a una produzione che è il frutto dell’alchimia collaborativa tra Sebastiano Lillo, non solo artista ma anche fondatore della Trulletto Records, lo stesso David Place e Paolo Palmieri, che ha curato il mixaggio e il mastering. Il disco è stato plasmato presso lo Slap Studio a Castellana Grotte.
Il risultato è un album decisamente ben fatto, un’opera che dichiara il fascino di David Place come autore e musicista. Lyrics for Pauline è un viaggio musicale che, con maestria, si snoda tra le complesse sfumature della sua identità artistica.
L’album ci trascina lungo dieci brani che sono lo specchio stesso dell’esperienze del cantautore australiano: eppure appaiono come storie da pub, racconti di strada, ognuno con un’anima diversa e ognuno con un certo sentimento. Si passa infatti tra confessioni intime cupe e complesse a momenti di pura ironia e un certo black humor, che fa dell’intera opera un cammino attraverso una miscela poliedrica e versatile di argomenti e generi musicali: iniziamo infatti dal blues opulento di Abandon and Reclaim per passare a Caledonian Road che invece ricorda un certo folk cupo e quasi goth. The Happy Drinker è una storia d’alcolismo che si muove sui ritmi del ragtime, mentre No More Cocaine diventa incandescente grazie ad un contrabbasso accattivante e delle percussioni graffianti. Lyrics for Pauline è forse il più scenico dei brani, sebbene il punto più alto dell’album sia At the Devil’s Door che torna di nuovo sui ritmi del ragtime e ci riporta ai primi anni del ‘900 – cosa non nuova per David Place che aveva già nel lavoro precedente, Pandora’s Box, aveva sperimentato impeccabilmente il fingerstyle.
Place è un artista di grande intensità emotiva e sicuramente qui non delude. Lyrics for Pauline è decisamente un buon album con un’atmosfera blues persistente e radicale, ancora aggrappato alla sperimentazione e con uno slancio bello e curioso. Da tenere sott’occhio.
Tracklist:
01. Abandon and Reclaim
02. Caledonian Road
03. The Happy Drinker
04. No More Cocaine
05. Old King’s Head
06. At the Devil’s Door
07. Lyrics for Pauline
08. Speedin’ Train
09. Hurricane
10. Shanghai Hotel






Rispondi