R E C E N S I O N E
Recensione di Nicola Barin
Con sette album alle spalle la cantante Sonia Spinello si è affermata come delle voci più interessanti del panorama jazzistico contemporaneo. Dotata di una vocalità pacata e profonda i suoi interessi sono molteplici, il jazz ma anche molti riferimenti alla musica classica contemporanea. L’accompagnano in questa avventura la pianista Sonia Candellone, il clarinettista e sassofonista Achille Succi, Daniele di Bonaventura al bandoneon e il trombettista Piotr Schmidt.
Il progetto richiama un’estetica minimalista: dieci brani, alcuni originali scritti dall’artista di origini siciliane insieme a Sonia Candellone, altri che si appoggiano alla musica di alcuni grandi musicisti del passato, Erik Satie ad esempio, e importanti musicisti contemporanei che rientrano a pieno titolo nella corrente minimalista come Graham Fitkin e Jeroen Van Veen.

In Mirrors la musica di Satie diviene una base a cui la Spinello si appoggia per definire la sua melodia e creare un testo adatto. Tutto è calibrato, pacato, costantemente in sospensione, con strutture cicliche e la mancata risoluzione tonale, la Candellone ha un tocco leggero e Succi si inserisce indagando il registro grave grazie al clarinetto basso. Nothing is like before vede il timbro della voce variare, diventare più introspettivo e vellutato, la tromba delinea in chiusura la dinamica del brano. Kibou ha un’energia intensiva notevole, la sua forza è l’unione di tutti componenti per giungere alla bella chiusura sospesa. She ha dalla sua la bellezza coloristica del piano che armonicamente determina la traccia, voce e tromba vengono lasciate libere per sviluppare la melodia. Ego ibi tibi ero scopre il bandoneon di Daniele di Bonaventura dominare il brano in una dolce malinconia che ci trasporta. In Eterea il contributo di tutti è fondamentale, su un essenziale chorus l’aggregazione degli strumenti sviluppa sia la stasi che la sospensione e, a circa tre quarti del brano, si trasforma in un blues.
Il progetto è corposo, caratterizzato da un’introspezione di fondo che lotta costantemente per palesarsi in cui la voce della Spinello assume contorni complessi, multiformi. Si tratta di un album strutturato che vede una linea empatica tra la cantante e la pianista, artefici di un convincente lavoro.
01. Mirrors [9:59]
02. Nothing Is Like Before [6:05]
03. Kibou [5:06]
04. Where Are You? [3:35]
05. She [5:27]
06. Dragonfly [2:12]
07. Time don’t move [2:49]
08. Ego ibi tibi ero [5:42]
09. Eterea [9:19]
10. Ma réalité [3:43]
Sonia Spinello: voce
Sonia Candellone: pianoforte
Achille Succi: clarinetto basso (tracce 1, 3, 9)
Daniele Di Bonaventura: bandoneon (tracce 8, 10)
Piotr Schmidt: tromba (tracce 2, 5, 6)
Photo © Luca A. d’Agostino/ Phocus Agency






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