T E A T R O


Articolo di Nicola Barin

L’Estate Teatrale Veronese entra nel vivo con la tragedia shakespeariana Tito Andronico, la più feroce e violenta del bardo inglese, che tenta di indagare i meandri più sordidi della natura umana: violenza, potere, vendetta e affermazione del sé.
Il regista Davide Sacco con la Compagnia Molière, Teatro Quirino porta, in prima nazionale sul palco del Teatro Romano di Verona, la sua visione della tragedia shakespeariana.
La scenografia deborda dal palco invadendo la platea con un cimitero zeppo di croci e una struttura desolata con pneumatici dimenticati e un ponte levatoio che unisce il palco all’esterno, quasi a voler raggiungere gli spettatori a farli partecipi di una violenza che non ha confini che si espande con naturalezza e che è connaturata all’uomo.

Francesco Montanari, attore che si muove con naturalezza dal teatro al cinema, procede con sicurezza insieme a gli ottimi Guglielmo Poggi e Marianella Bargilli, in realtà è l’intera compagnia che offre una prova di prim’ordine.
Sacco ha le idee chiare e le umiliazioni, le crudeltà e la degradazione fisica e morale che tenta di indagare non è solo nel passato ma è qui ed ora: i riferimenti ai conflitti mondiali attuali sono palpabili e non velati resi manifesti anche dai costumi e dai riferimenti all’attualità.

I militari sono vestiti come soldati della seconda guerra mondiale, Saturnino l’imperatore ha l’abbigliamento di un trapper d’oggi e le violenze si commettono sia ad arma bianca che con armi da fuoco moderne. La violenza in tutte le sue declinazioni si espande con facilità nell’animo dell’uomo che è pronto ad accoglierla e a nutrirla, nella Roma antica, e cosi nel mondo contemporaneo.

L’aggressività prende il sopravvento e diventa norma giornaliera a cui ci si può facilmente assuefare, il regista punta il dito sui silenzi, sull’abitudine alla violenza che ci ha reso sterili, miopi a ciò che accade intorno a noi.

Le variazioni al testo di Sacco sono funzionali, ad esempio il diverso finale: nelle mani del regista la tragedia del bardo inglese diviene malleabile pronta ad assumere i connotati non del suo tempo ma dell’hic et nunc. Il richiamo a stilemi o a una certa estetica cinematografica è palese ed è utile per l’avvicinamento dello spettatore alla vicenda. Il regista non perde di vista il testo di Shakespeare, ma lo modifica e lo varia per offrirci un’esperienza unica e attuale.
Una pièce poco rappresentata ma che ci offre uno spaccato tetro e feroce dell’umanità di ieri e di oggi.

da William Shakespeare
adattamento e regia: Davide Sacco
con Francesco Montanari, Marianella Bargilli
e con Guglielmo Poggi, Ivan Olivieri, Beatrice Coppolino, Claudia Grass, Jacopo Riccardi, Giuliano Bruzzese, Filippo Rusconi, Enrico Spelta, Matilde Pettazzoni
scene: Fabiana Di Marco
costumi: Alessandra Benaduce
luci: Luigi Della Monaca
musiche originali: Davide Cavuti
produzione: Compagnia Molière, Teatro Quirino

Photo © Estate Teatrale Veronese_Comune di Verona

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