C H I E D O _ A L L A _ P O L V E R E


di Silverio Natali

Da un paio di mesi, ogni settimana mando un pezzo a James; James, per ragioni che prima o poi dovrò chiedergli, continua a pubblicarlo; io ne scrivo un altro.
Non ho la più pallida idea di chi li legga. In ipotesi, anche nessuno. Che poi sarebbe un modo piuttosto impegnativo per parlare da soli, ma conosco hobby peggiori.
Scrivere per una rivista online ha qualcosa del messaggio nella bottiglia, con la differenza che almeno la bottiglia, se nessuno la raccoglie, continua a galleggiare con una certa dignità.
Un articolo invece viene pubblicato, compare per qualche giorno in una pagina, scivola lentamente verso il basso e infine raggiunge quel luogo misterioso nel quale riposano i contenuti di Internet che nessuno ha più motivo di cercare.

Spinto dalla curiosità, sono andato a rovistare nell’archivio di Off Topic.
Ho trovato una vecchia rubrica musicale. Il titolo era evocativo, anche se non lo ricordo con esattezza… qualcosa che aveva a che fare con il rock e con la memoria.
La prima puntata era dedicata a un disco al quale l’autore era particolarmente legato.
Alla fine dell’articolo annunciava: «La prossima volta vi parlerò di un album storico per l’hard rock mondiale!»
Ho cliccato.
Il disco era Jazz dei Queen.
Ora, Jazz è un ottimo disco. Contiene Fat Bottomed Girls, Bicycle Race, Don’t Stop Me Now. È anche un disco nel quale i Queen fanno più o meno quello che hanno sempre fatto quando erano al meglio: tutto ciò che gli passava per la testa.
Definirlo un disco storico per l’hard rock mondiale richiede invece una concezione dell’hard rock sufficientemente larga da comprendere probabilmente anche Romagna mia.
Ma non è questo il punto.
Il punto è che quella era la seconda puntata della rubrica. E anche l’ultima.
La cosa mi ha dato da pensare, anche se, a ben vedere, una rubrica può tranquillamente interrompersi dopo due uscite. Succede. Uno cambia idea, cambia lavoro, cambia giornale, si stufa, litiga con il direttore, scopre il giardinaggio.
Internet è piena di prossime volte che non sono mai arrivate.
Blog abbandonati dopo tre post. Podcast la cui ultima registrazione termina con un «ci sentiamo la settimana prossima». Pagine Facebook sulle quali qualcuno, nel 2014, ha scritto «grandi novità in arrivo».
Piccole Pompei digitali.
La vita è passata altrove, ma loro sono rimasti esattamente nell’istante precedente al futuro.


Silverio Natali ha pubblicato bestseller sotto lo pseudonimo di Elena Ferrante, inciso le parti vocali di Innuendo al posto di Freddie Mercury e abrogato quarantamila regi decreti. Di queste tre cose, una sola è documentabile.

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