C I N E M A
Articolo di Daniela Pontello
Il film concerto Queen Budapest documenta la storica ed esibizione della band il 27 luglio 1986 al Nepstadion di Budapest. La visione in anteprima restituisce la potenza visiva e l’impatto emotivo di un evento che ha fatto la storia del rock e del costume. Il vero fiore all’occhiello di questo lavoro è il restauro in 4K e il missaggio audio. La qualità del suono non è soltanto nitida, ma incredibilmente tridimensionale ed avvolgente. La separazione delle frequenze e il bilanciamento dei volumi sono curati al punto da azzerare la distanza tra la sala cinematografica e lo stadio del 1986. Sembra letteralmente di essere presenti tra la folla. Anche i cori dell’arena e le risposte del pubblico al celebre “Ay-Oh” di Freddie risuonano attorno alla sala.

È fondamentale sottolineare la profonda differenza tra questo titolo e le opere cinematografiche biografiche realizzate sulla band. Un film biografico riproduce la storia attraverso la drammatizzazione, attori che recitano e scene ricostruite in studio. Un film concerto, al contrario, è la realtà pura e senza filtri. Sullo schermo non ci sono finzioni sceniche: c’è la band vera, nel pieno della propria maturità artistica. Si assiste all’interazione reale, all’improvvisazione, al sudore e al carisma autentico di quattro musicisti straordinari. La portata storica dell’evento è imponente. Nel 1986, con la Guerra Fredda ancora attiva, portare la più grande produzione rock occidentale al di là della Cortina di Ferro rappresentò una svolta culturale senza precedenti. I Queen non solo abbatterono le barriere politiche, ma regalarono al pubblico dell’Est Europa un assaggio di libertà e uno spettacolo di livello mondiale.

A colpire la platea durante l’anteprima è l’atmosfera che traspira dagli spalti del Nepstadion. In un’epoca ben lontana dall’avvento degli smartphone, l’assenza di schermi illuminati o di telefonini sollevati restituisce un tipo di fruizione oggi dimenticata. Il pubblico di 80.000 persone è immerso a 360 gradi nell’esperienza: la partecipazione è viscerale, fatta di mani alzate, sguardi catalizzati sul palco e cori all’unisono, come quando Freddie canta il brano tradizionale ungherese Tavaszi Szél Vizet Áraszt. Questo concerto si inserisce all’interno del Magic Tour, l’ultima tournée stadi dei Queen con Freddie Mercury. La performance del frontman è monumentale: voce cristallina, carisma straripante e un dominio assoluto del palcoscenico, elementi che acquistano un valore ancora più profondo e commovente col senno di poi.

Hungarian Rhapsody non è solo un documento d’archivio, ma una macchina del tempo acustica e visiva che permette di vivere, come se fossimo davvero lì, il testamento dal vivo di una delle più grandi rock band. La testimonianza irripetibile di un momento di unione collettiva e di trasformazione storica.
Queen Budapest è diretto da János Zsombolyai e distribuito da Sony Music Vision. In Italia, nelle sale dal 7 all’11 ottobre, il “Queen Budapest” è distribuito in esclusiva da Nexo Studios in collaborazione con Sony Music e con i media partner Radio Deejay, Radio Capital, MYmovies e Barley Arts.

L’elenco completo delle sale è consultabile su nexostudios.it

Photo Courtesy of Sony Music, Photo b/n © Denis O’Regan






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