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Guè Pequeno, Dj Harsh – Fastlife 4 (Island, 2021)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

A nove anni dal precedente episodio della saga Gué Pequeno, dopo essersi riavvicinato al produttore dj Harsh decide di pubblicare un nuovo capitolo di Fastlife e nella skit di apertura decide di mettere le cose in chiaro fin da subito affermando che “le liriche che state per ascoltare potrebbero urtare la vostra sensibilità […] per tutti i fake rapper e fake gangster: se la vita veloce non fa per voi, non provate a rifarlo a casa, ma limitatevi a sognare ascoltando il flow che non avrete mai […] ogni strofa che state per ascoltare è stata registrata da Guè con un solo take” insomma, apre le porte ad un progetto che sembra riservarci tanto.
La prima vera traccia si intitola Lifestyle e su una base abbastanza minimale per quanto comunque cruda Guè si lascia andare al racconto dello sfarzo e dei soldi che ama sperperare per quello che è appunto il suo stile di vita. Ad essa seguono i primi di molti featuring: Lazza e Salmo, i quali lo accompagnano in Alex che risulta essere la traccia meno interessante del progetto poiché nessuno dei tre spicca per la strofa e il ritornello suona abbastanza banale.

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Brunori Sas – Cip! (Island, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Letizia Grassi

Cip! questo il titolo del nuovo album di Brunori Sas uscito il 10 gennaio. Undici tracce che parlano dell’uomo e delle sue contraddizioni, entrambi inseriti nel grandioso e misterioso universo. Ciò che in un certo senso sorprende dell’intero disco è il significato intrinseco in ognuno dei singoli, ovvero l’importanza del contesto in cui è inserita la vicenda umana. Lo stesso Brunori lo ribadisce: “Con questo nuovo progetto volevo riconsiderare, in una sorta di Gestalt forma calabra, il rapporto fra ciò che ho sempre considerato centrale – la vita degli uomini – e ciò che ho da sempre considerato periferico – l’universo che ci ospita”.
Compito degli ascoltatori è quello di dotare di significato personale le undici tracce che compongono Cip!, il cui titolo onomatopeico è particolarmente curioso. Infatti, il pettirosso rappresentato sulla copertina dell’album è simbolo di semplicità e di fierezza combattiva allo stesso tempo. Sembra che l’obiettivo del cantante calabrese sia quello di creare un esercito di pettirossi, all’interno del quale ognuno si senta libero di esprimere la propria creatività.

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M¥ss Keta – Paprika (Island/Universal, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Venerdì 29 Marzo è uscito Paprika, il nuovo disco di M¥ss Keta. Prima di parlare del disco in sè ci tengo a sottolineare che per lei e tutto il suo progetto stra vedo. Mi ha conquistato inizialmente con In gabbia (anche grazie alla citazione alla mia Busto Arsizio) per poi riconfermarsi in tutti i progetti successivi, che alla fine la hanno portata a Una Vita In Capslock, ovvero la ciliegina sulla torta. Ammetto che le aspettative riguardanti questo disco non erano altissime, dopo quello precedente era veramente difficile riconfermarsi. Inoltre quando ho visto la tracklist, con moltissimi featuring, i quali potevano fate felici un po’ tutti (Guè Pequeno, Gabry Ponte, Mahmood…) non ero convintissimo.

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Mumford & Sons – Delta (Island, 2018)

Delta, dove tutto confluisce

Articolo di Giacomo Starace

E’ iniziato il quarto capitolo della storia dei Mumford & Sons. Delta si presenta come il frutto di un percorso iniziato dieci anni fa con il primo album Sigh No More: il sound del gruppo è cambiato radicalmente, ma vengono mantenuti quelli che sono i loro elementi caratteristici (lo stile percussivo, i testi poetici e filosofici, la calda voce baritonale di Marcus, gli inni cantati a squarciagola dal pubblico dei loro concerti), che pervadono tutto il nuovo disco. I Mumford stavolta si presentano con un apparato sonoro diverso e di tutto rispetto, creato con il produttore Paul Epworth, pilastro del pop dell’era moderna (U2, Adele, Coldplay, Paul McCartney) e proprietario degli studi Church di Londra, dove hanno registrato. Il rapporto di familiarità fra i membri del gruppo e il produttore ha permesso di sperimentare ogni tipo di idea, definendo la nuova forma della loro musica. La prima cosa che colpisce l’ascoltatore è la quantità di suoni presenti nei brani: basi elettroniche, sintetizzatori, riverberi e un’intera orchestra, ben diverso dalle prime pubblicazioni.

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Ash – Islands (Infectious Music, 2018)

Articolo di Stefania D’Egidio

Islands è l’ottavo album in studio del gruppo nord irlandese Ash, nato a tre anni di distanza da Kablammo! per l’etichetta Infectious Music e prodotto dallo stesso Tim Wheeler, cantante e chitarrista della band.
Dodici tracce, una più bella dell’altra, in cui il trio, composto oltre che da Tim anche da Mark Hamilton al basso e Rick McMurray alla batteria, riesce a combinare con grande maestria punk e britpop, suoni ruvidi e melodie leggere.

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U2 – Songs of Experience (Island, 2017)

Articolo di Thomas Maspes

Molto difficile oggi come oggi riuscire ad inquadrare un disco nuovo del gruppo irlandese U2. Per rimanere in pista 40 anni la band ha cambiato pelle ben più di una volta.
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