R E C E N S I O N E


Articolo di Letizia Grassi

Cip! questo il titolo del nuovo album di Brunori Sas uscito il 10 gennaio. Undici tracce che parlano dell’uomo e delle sue contraddizioni, entrambi inseriti nel grandioso e misterioso universo. Ciò che in un certo senso sorprende dell’intero disco è il significato intrinseco in ognuno dei singoli, ovvero l’importanza del contesto in cui è inserita la vicenda umana. Lo stesso Brunori lo ribadisce: “Con questo nuovo progetto volevo riconsiderare, in una sorta di Gestalt forma calabra, il rapporto fra ciò che ho sempre considerato centrale – la vita degli uomini – e ciò che ho da sempre considerato periferico – l’universo che ci ospita”.
Compito degli ascoltatori è quello di dotare di significato personale le undici tracce che compongono Cip!, il cui titolo onomatopeico è particolarmente curioso. Infatti, il pettirosso rappresentato sulla copertina dell’album è simbolo di semplicità e di fierezza combattiva allo stesso tempo. Sembra che l’obiettivo del cantante calabrese sia quello di creare un esercito di pettirossi, all’interno del quale ognuno si senta libero di esprimere la propria creatività.

Le undici canzoni che si susseguono all’interno dell’album sono ricche di sentimento e di amore, declinato in ogni singola variante. Brunori racconta dell’amore di coppia, di quello ideale che suscita la sua visione del mondo e di quello familiare. Allo stesso tempo, pone l’accento su ciò che scaturisce dall’amore stesso: la tenerezza accompagnata dalla pazienza nel far fronte alle difficoltà. E, per spiegare ancora meglio questo concetto, decide di aprire Cip! con Il mondo si divide, brano ironico che racconta la naturale inclinazione a sentirsi sempre divisi tra istinto e morale. È difficile riuscire a prendere la decisione giusta scindendola da quella più conveniente. Tuttavia, con pazienza e pugni stretti, è possibile trovare lo spazio sufficiente che permette di cambiare prospettiva e di vincere il momento di fatica.
Già con il brano di apertura Brunori rende particolarmente esplicito il desiderio di trattare in maniera intima un tema delicato come quello della vita e della difficoltà di esistere, di stare, di muoversi e di prendere decisioni. Allo stesso modo, in Capita così ribadisce quest’ultimo concetto, sottolineando il senso di inadeguatezza che si prova quando, da adulti, si fa un bilancio degli obiettivi raggiunti. Allora capita di rendersi conto di non essere all’altezza delle scelte prese, ma capita anche che l’imprevedibilità della vita ci sorprenda e ci riempia di gioia. Non c’è una ragione, capita così. Più che una canzone, questo brano è uno sfogo di gioia, in cui gli archi danno quel ritmo che tanto basta per attribuire alla melodia un’emozione quasi urlata.
I toni tornano più rilassati con Mio fratello. Un coinvolgente sound ricco di strumenti più disparati fa da sfondo alla voce di Brunori, che racconta varie storie sul fratello Alessandro. Pianoforte, archi, ottoni, cori e un assolo di sax nel finale ci ricordano l’importanza di prendersi cura dei propri cari, cosa che, spesso, si trasforma nel miglior modo per curare anche noi stessi. Una bella riflessione che, senza dubbio, agita i cuori e che Brunori inserisce prima del brano più spirituale dell’album: Anche senza di noi. Il riff corale di apertura, che accompagnerà tutta la melodia, suggerisce la tipica domanda esistenziale che tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo posti: qual è il senso profondo della nostra vita, quale traccia lasciamo sulla terra? Attraverso un sottofondo di pianoforte e interventi di chitarra, Brunori ci invita ad accettare serenamente il fatto che il mondo andrebbe avanti nonostante tutto.

Con La canzone che hai scritto tu si giunge al tema centrale dell’album, ovvero l’amore. Ma, a differenza di ciò che si potrebbe pensare, l’amore cantato da Brunori va al di là di banalità sentimentali. “Volevo scrivere una canzone speciale, una canzone per tirarti su, col ritornello che pian piano sale e le lacrime che vanno giù. Però ti devi accontentare, io non so fare davvero di più, e se qualcuno dice che è banale facciamo finta che l’hai scritta tu”. Ancora una volta il cantautore evidenzia la libertà di scelta dell’uomo e, attraverso le note della sua chitarra e le sonorità elettroniche, lascia che chi lo ascolta decida cosa fare delle sue parole. Questo è, infatti, l’amore, raccontato anche in Al di là dell’amore, primo singolo estratto dall’album. Anche in questo caso, Brunori affronta il tema amoroso ampliando la prospettiva nel quale è solitamente inserito. Ironia e sarcasmo espressi nelle strofe si alternano ad una profonda riflessione, contenuta nel ritornello, riguardo l’importanza di lavorare su sé stessi quando, invece, saremmo propensi a giudicare il male altrui. L’amore cantato da Brunori non si limita solamente a quello sentimentale, non è solamente uno slancio emotivo, ma anche e soprattutto capacità di esistere e resistere a prescindere dalle ideologie, dai torti subiti e dai differenti punti di vista.
Il “mondo” raccontato nel brano di apertura ritorna nella ballata Bello appare il mondo. Chitarra e mandolino danno voce ad un testo che, lungi dall’apparire scontato, cerca di sottolineare la bellezza delle cose semplici della vita. L’invito di Brunori è quello di lasciar perdere ciò che non si può cambiare, per concentrarsi sui doni che abbiamo. E, quindi, “bello dovrebbe apparire il mondo anche a te che invece sei sempre nervoso, chissà poi perché. Non puoi fare l’amore se non smetti di urlare, se non smetti di farti ogni volta del male per le cose che non puoi cambiare. Ma lasciale stare, ma lasciaci stare”.

Non mancano, in questo Cip! ricco di profonde riflessioni filosofiche, creazioni sonore di ogni genere, meravigliosa conseguenza di un continuo susseguirsi di strumenti musicali. Ne è un perfetto esempio Benedetto sei tu, brano che alterna archi e banjo a basso, batteria, chitarre, tromba e ad un coro che supporta il cantante in un inno a favore della ricerca dell’etica. E, ancora, archi e pianoforte sono i protagonisti del brano Per due come noi, in cui l’amore torna come tema centrale. Questa volta, però, è proprio il rapporto di coppia ad essere affrontato e Brunori, con una dolcezza infinita, esalta la bellezza delle relazioni durature, nelle quali gioie e sofferenze permettono di costruire qualcosa di davvero forte e stabile.
Fuori dal mondo rappresenta la colonna sonora dei sognatori, di coloro che sono un po’ dei pesci fuor d’acqua poiché vedono sempre il lato positivo della vita in una società che, al contrario, li vorrebbe disincantati. “Noi che ‘buongiorno amore’ anche se è un giorno di merda, e che per stare in piedi non puoi stare per terra. Noi che siamo contenti anche nei giorni infelici, perché quello che muore nutre le radici di questa terra che si sente un poco giù, che adesso c’ha la febbre e suda un po’ di più”.
Quelli che arriveranno
è il brano conclusivo dell’album. Le note di un malinconico pianoforte si trasformano nella melodia perfetta per raccontare la storia di Achille, che guarda le stelle e la luna e si chiede come sarà il mondo che lui non potrà vedere. Con questa struggente e delicata poesia cala il sipario su Cip!, che conferma ancora una volta la profondità del cantautore calabrese, capace di toccare temi estremi attraverso una semplicità di musiche e parole.
Brunori Sas racconta l’uomo, tutto quello che lo rappresenta e tutto ciò che lo circonda, il mondo. Cip! altro non è che il manifesto di un intenso viaggio interiore, quello del cantante, e della sua volontà di rendervi partecipe anche il suo esercito di pettirossi.

Tracklist:
01. Il mondo si divide
02. Capita così
03. Mio fratello Alessandro
04. Anche senza di noi
05. La canzone che hai scritto tu
06. Al di là dell’amore
07. Bello appare il mondo
08. Benedetto sei tu
09. Per due come noi
10. Fuori dal mondo
11. Quelli che arriveranno