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Letizia Grassi

Leonard Cohen – Thanks For The Dance (Columbia Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Letizia Grassi

Quando esce l’album di un grande artista di solito è accompagnato da un non so che di riverenziale. Ma, se l’album in questione rappresenta una raccolta delle ultime registrazioni di Leonard Cohen, beh, non rimane che sedersi e, in rispettoso silenzio, lasciarsi invadere dalla poeticità della sua musica.
Ebbene, a distanza di tre anni dalla morte del grande artista, ecco spuntare Thanks For The Dance. L’album, curato dal figlio Adam Cohen, rappresenta una prosecuzione di You Want It Darker, uscito nel 2016, qualche settimana prima della scomparsa di Leonard. E, infatti, Thanks For The Dance ha proprio tutte le caratteristiche di un congedo, quello dell’artista canadese che, serenamente accettando la fine della sua vita, compone i suoi ultimi versi.

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Niccolò Fabi – Tradizione e tradimento (Universal Music Italia, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Letizia Grassi

Un viaggio alla ricerca della parte più profonda e sconosciuta di sé, un tuffo nell’immenso mare della propria coscienza, per esplorare gli spazi più nascosti del proprio essere. Questo è Niccolò Fabi di Tradizione e Tradimento, il nuovo album del cantautore romano vincitore del premio Tenco 2016 con Una Somma di Piccole Cose. Ed è proprio da questo premio che Fabi ha deciso di ripartire. Dopo un blocco creativo, dato dalla consapevolezza di dover realizzare qualcosa che riuscisse a reggere il confronto con l’ultimo disco, Fabi è stato costretto a mettersi in discussione. Sperimentando nuove strade e itinerari, intenzionato a “tradire” un percorso intrapreso più di venti anni fa, ma mantenendo la propria identità, Niccolò è ritornato sui suoi passi.


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Devendra Banhart – Ma (Nonesuch, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Letizia Grassi

Un dipinto ad olio raffigurante alcuni abbozzi di fiori colorati, su sfondo nero, con qualche sfumatura blu. Così si presenta il decimo album del cantautore Devendra Banhart, uscito il 13 Settembre con l’etichetta Nonesuch Records. Ma, l’album, racchiude in una semplice cover, realizzata dallo stesso Banhart, tutto il suo significato. Ma, come “mamma”. E, forse, sono proprio i fiori a rappresentare nel modo più appropriato il legame tra una mamma e la vita del suo bambino che, piano piano, germoglia dentro di lei. Quelli disegnati da Devendra sono di diverse forme e dimensioni, alcuni si slanciano verso l’alto, altri hanno le foglie pendenti verso il basso. Un po’ come qualsiasi rapporto tra madre e figlio. Ma la madre raccontata da Banhart in questo album ricco di allusioni, simboli e allegorie, assume molteplici sembianze. Senza avvicinarsi mai completamente al tema della maternità, il cantante lo contempla da più prospettive, riprendendolo in ognuna delle tredici tracce che compongono l’album.

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Noah Gundersen – Lover (Cooking Vinyl, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Letizia Grassi

Amore, fallimenti, droga, sesso, età e rimpianti: Noah Gundersen torna a far parlare di sé, con un album traboccante di sentimenti e di stati emotivi più disparati. Lover è il quarto album firmato dall’artista, cui ha collaborato anche il produttore Andy J. Park. Due anni di registrazioni, di sperimentazioni e di profonde riflessioni che hanno generato qualcosa di davvero intimo e creativo. I temi affrontati da Gundersen rappresentano la verità di un uomo che, completamente nudo, parla con sé stesso, con la propria coscienza, con i propri fallimenti, con le proprie speranze. In altre parole, con la propria vita. Ogni singola traccia corrisponde ad un dialogo, una conversazione con i momenti più significativi che hanno segnato l’esistenza del cantante. E, perché no, quella dei suoi ascoltatori.

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Bon Iver – i,i (Jagjaguwar, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Letizia Grassi

Il 9 agosto è arrivato l’autunno, con ben 21 giorni di anticipo sull’anticipo. Già, perché il quarto album dei Bon Iver, previsto in uscita per il 30 agosto, conclude le stagioni cominciate dodici anni fa con l’inverno di For Emma, Forever Ago. L’autunno è la stagione più introspettiva delle quattro, caratterizzata da un repentino cambiamento nei colori e dal mutare costante dei sentimenti, per raggiungere la perfetta malinconia che rende accessibile l’esistenza. E la chiave di lettura dell’intero album si trova proprio nel titolo, da analizzare ancor prima di iniziare l’ascolto. Infatti, la reiterazione del pronome personale i,i potrebbe sottolineare la natura intima del lavoro della band, quel viaggio introspettivo attraverso la musica dei rumori a cui Justin Vernon ci ha sempre abituato.

Photo Credit: Graham Tolbert / Eric Carlson

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Jack in Water – Presence (Nettwerk-Bertus, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Letizia Grassi

Presence. Già nel titolo del nuovo EP, Jack in Water sottolinea il seguito naturale dell’EP Absence, con il quale nel 2018 ha iniziato a collaborare con la Nettwerk Music Group. Ed è proprio la “presenza” il filo conduttore di questo viaggio alla scoperta delle vere relazioni umane. Jack in Water, all’anagrafe William Clapson, è un mix di malinconia e di esplosione di sentimenti, di gioia, di dolore, di conforto e di consapevole rassegnazione. Il tutto raccontato con una voce soul, calda e viva, che si muove secondo un’alternanza di intensità e di dinamicità, rendendo la melodia estremamente coinvolgente.

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