R E C E N S I O N E


Articolo di Letizia Grassi

Un viaggio alla ricerca della parte più profonda e sconosciuta di sé, un tuffo nell’immenso mare della propria coscienza, per esplorare gli spazi più nascosti del proprio essere. Questo è Niccolò Fabi di Tradizione e Tradimento, il nuovo album del cantautore romano vincitore del premio Tenco 2016 con Una Somma di Piccole Cose. Ed è proprio da questo premio che Fabi ha deciso di ripartire. Dopo un blocco creativo, dato dalla consapevolezza di dover realizzare qualcosa che riuscisse a reggere il confronto con l’ultimo disco, Fabi è stato costretto a mettersi in discussione. Sperimentando nuove strade e itinerari, intenzionato a “tradire” un percorso intrapreso più di venti anni fa, ma mantenendo la propria identità, Niccolò è ritornato sui suoi passi.


La volontà iniziale in Tradizione e Tradimento era quella di sviluppare una serie di sperimentazioni elettroniche, che dessero al cantante romano la possibilità di provare nuovi mondi e nuove modalità di espressione. Ma il risultato è un album in cui suoni e nuove melodie si mescolano al Fabi di sempre, un cambio di direttiva scaturito dalla necessità di non forzare un tipo di Arte che è parte dell’anima del cantante. In questo modo, Niccolò non solo racconta la propria crisi, ma suggerisce anche come poter superare i difficili momenti di indecisione che tutti, prima o poi, devono affrontare.
Tradizione e Tradimento dà voce a moltissime situazioni. Tra elettronica e suoni acustici si costruiscono brani che spaziano da melodie al pianoforte, come l’intro Scotta, ad altre accompagnate dalla chitarra acustica, con violoncelli e trombe che arricchiscono il suono. I testi sono vere e proprie poesie, nelle quali prendono vita idee e concetti espressi sempre in maniera decisa e pacata, mai pungente o polemica. È proprio ciò che emerge in A prescindere da me, in cui il cantante si rivolge a certi personaggi della politica italiana utilizzando allusioni timide e garbate. “Comandanti fateci il piacere, se prendete decisioni decisive sulle nostre vite fatelo soltanto nel momento successivo ad un vostro orgasmo”. Amori con le ali è dotata di una profondità unica e, forse, è uno dei brani più riusciti dell’album. Caratterizzato da un sound esplicitamente elettronico, combinato a quello della chitarra acustica, Amori con le ali altro non è che un quadro cantato. Le parole di Fabi, infatti, richiamano alla mente immagini di mezzi di trasporto di qualsiasi tipo, per poi esplodere su quella delle ali che riesce perfettamente nell’intento di trasmettere il grande desiderio di libertà intrinseco di ogni uomo. Ogni mezzo di trasporto che il cantante menziona rappresenta qualcosa di più. Infatti, ciascun oggetto considerato simboleggia l’importanza di muoversi e di viaggiare, per imparare cose sempre più nuove e fare sempre più scoperte entusiasmanti, capaci di parlare lingue sconosciute e arricchendo la nostra vita.

 

Riflessioni e poesie si muovono sulle note dei pezzi che si susseguono tra tradizione e nuove sperimentazioni, ma le tematiche affrontate dal cantante rimangono sempre proiettate verso un altro a cui parlare.
Io sono l’altro, scelto come singolo di lancio, sottolinea proprio l’esigenza di porre l’altro al centro della propria prospettiva. Fabi esprime chiaramente il suo invito a cercare di provare empatia nei confronti dell’altro, anche per imparare a conoscersi. Si tratta di una riflessione sulla diversità, a partire dal punto di vista della persona che si ha di fronte: “quelli che vedi sono solo i miei vestiti, adesso vacci a fare un giro e poi mi dici”. Già, perché chiunque abbia a che fare con noi è in grado, in quanto “altro” rispetto a noi, di metterci in difficoltà e, dunque, di porci in discussione.
E la difficoltà di Fabi viene resa nota in I giorni dello smarrimento, brano che più di tutti gli altri esprime il percorso del cantante nella composizione dell’album. Si tratta di una canzone molto profonda, che parla della speranza di fare cose nuove e della disillusione momentanea nel rendersi conto della fatica. Tutto il pezzo gira intorno al concetto di bivio, descrivendo perfettamente la sensazione che si prova quando ci troviamo di fronte ad una strada certa e ad un’altra incerta. Non sappiamo bene quale direzione prendere, abbiamo paura delle conseguenze delle nostre scelte e non ci accorgiamo che, spesso, la soluzione è molto più vicina di quello che immaginiamo. Niccolò racconta l’intenzione di voler creare un album dal suono più elettronico, quindi spingersi verso una strada ben lontana dalla sua, salvo poi ricredersi perché non convinto fino in fondo. Al contrario, Nel blu ricorda tutte quelle volte in cui, prossimi ad una scelta, abbiamo l’appoggio di persone care. Con questo brano, ricco di strumenti eterogenei, Fabi mette in luce il problema secondo cui, a causa di un diffuso sentimento umano di diffidenza generale, spesso non ci accorgiamo del grande aiuto che possono essere le persone intorno a noi. Con Prima della tempesta ritorna il suono elettronico, che però resta solo di sottofondo. Si tratta di un brano particolare. Sembra più una storia che una canzone vera e propria, una sorta di profezia riguardante il rapporto dell’uomo con la natura. L’elemento elettronico assume un ruolo decisamente più da protagonista alla fine, quando, mescolandosi alla voce del cantante, la sovrasta concludendo la canzone. Un po’ come la mano dell’uomo moderno che, affamato di potere e di progresso, incombe inesorabilmente sulla natura. 



Prima di concludere il disco, Fabi esorta nuovamente a non lasciarsi trascinare dagli eventi della vita, rischiando di non godersela mai fino in fondo. Con Migrazioni, infatti, sottolinea l’impossibilità di una sopravvivenza senza un continuo cambiamento, fisico e mentale. Come gli uccelli ad ogni cambio di stagione migrano alla ricerca di un posto in cui sopravvivere, allo stesso modo anche noi dovremmo cercare di non soccombere ai nostri limiti ed agli schemi di vita, cercando di andare oltre quest’ultimi. Ed ecco che, con Tradizione e tradimento, ci avviamo alla fine dell’album. La titletrack è manifestazione del senso della ricerca e di esplorazione di Niccolò Fabi. In questa composizione il cantante riesce a mettersi completamente a nudo, raccontando della sua volontà di cambiare pur restando sempre fedele a sé stesso. E, ascoltando l’intero lavoro, immergendosi completamente nelle sue musiche e parole, si può ben affermare che sia riuscito nel suo intento.
Tradizione e Tradimento trabocca umanità e poesia. Gli accostamenti di parole, frasi e melodie per esprimere concetti tanto profondi quanto, a volte, faticosi, consentono a Fabi di affermarsi come uno dei migliori nel panorama del cantautorato italiano. Merito del cantante è stato quello di riuscire a comporre qualcosa che potesse convivere con il suo lato artistico più conosciuto, anche a sé stesso.
Con questo disco Niccolò Fabi è stato capace di accostare i classici strumenti musicali alla componente elettronica.
Empatia, comprensione e cambiamento sono le parole chiave di Tradizione e Tradimento e, benché da una parte sussista il “fallimento” di non essere riuscito a creare qualcosa di completamente nuovo, dall’altra questo stesso sentimento si è trasformato in una vera e propria fonte di ispirazione. Questa ha permesso a Fabi di affermare la propria identità di cantautore completamente libero da determinati schemi e sempre pronto a mostrare uno stile elegante e familiare.
L’album invita a guardare avanti, ad imparare, crescere e maturare. Insegna a non aver paura di tentare e di sbagliare, mostra l’importanza di non restare fermi.
Tradizione e Tradimento è, ancora una volta, un sorprendente Niccolò Fabi che, con la dolcezza della sua voce e l’eterogeneità degli strumenti e delle strutture melodiche che lo accompagnano, ci parla della vita.

Tracklist:
01. Scotta
02. A prescindere da me
03. Amori con le ali
04. Io sono L’altro
05. I giorni dello smarrimento
06. Nel blu
07. Prima della tempesta
08. Migrazioni
09. Tradizione e tradimento