R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

A nove anni dal precedente episodio della saga Gué Pequeno, dopo essersi riavvicinato al produttore dj Harsh decide di pubblicare un nuovo capitolo di Fastlife e nella skit di apertura decide di mettere le cose in chiaro fin da subito affermando che “le liriche che state per ascoltare potrebbero urtare la vostra sensibilità […] per tutti i fake rapper e fake gangster: se la vita veloce non fa per voi, non provate a rifarlo a casa, ma limitatevi a sognare ascoltando il flow che non avrete mai […] ogni strofa che state per ascoltare è stata registrata da Guè con un solo take” insomma, apre le porte ad un progetto che sembra riservarci tanto.
La prima vera traccia si intitola Lifestyle e su una base abbastanza minimale per quanto comunque cruda Guè si lascia andare al racconto dello sfarzo e dei soldi che ama sperperare per quello che è appunto il suo stile di vita. Ad essa seguono i primi di molti featuring: Lazza e Salmo, i quali lo accompagnano in Alex che risulta essere la traccia meno interessante del progetto poiché nessuno dei tre spicca per la strofa e il ritornello suona abbastanza banale.

Se dovessi descrivere questo mixtape nella maniera più semplice e sintetica possibile dire semplicemente che è “una tamarrata incredibile” ma non vorrei che questo rischiasse di ridurre il valore che può avere un disco come questo in cui per assurdo conta maggiormente l’approccio e il lavoro di produzione che il risultato finale. Questo disco infatti, anche per la posizione privilegiata e solida che ha Guè Pequeno nella scena rap italiana, fa una cosa molto semplice: fregarsene dei ragionamenti musicali dettati dalle case discografiche e dalle compilation e propone un progetto in cui anche lui si deve essere divertito molto nella realizzazione.
L’altro grande punto di forza sono le sonorità che risultano tutte molto hip-hop; dalla conclusiva Fast Life con North of Loreto (progetto elettronico di Bassi Maestro) che riprende una mood più dance che non si sentiva da tempo fino alla classicità del freestyle con Marracash, da produzioni più cafone come quella di Denim Giappo a quelle più ipnotiche di CO$YMON£Y il progetto riesce a fare un quadro di tutti i suoni più classici del genere portandoci anche indietro nel tempo.

In conclusione possiamo descrivere Fastlife 4 come un progetto leggero e su cui non bisogna avere troppe pretese, soprattutto per quanto riguarda la parte testuale, ma che risulta molto piacevole all’ascolto. Questo ricorda a tutti gli appassionati del genere che ci sono tantissimi suoni tra cui si può spaziare all’interno della musica hip-hop in un momento in cui la scena si sta standardizzando molto e che, dall’altra parte, per fare un progetto interessante non è d’obbligo la serietà, in un paese come l’Italia che si muove ancora su idee per le quali se un disco rap è pesante allora è bello ed è vero rap, mentre dischi più leggeri valgano per forza di meno.

Tracklist:
01. Disclaimer
02. Lifestyle
03. Alex (feat. Lazza, Salmo)
04. Smith & Wesson Freestyle (feat. Marracash)
05. Champagne 4 The Pain (feat. Gemitaiz, Noyz Narcos)
06. Wagyu (feat. Night Skinny)
07. Marco da Tropoja (feat. Vettosi)
08. Co$¥mon€¥
09. Italian Hustler (feat. Rasty Kilo)
10. Babyma (feat. Mv Killa)
11. Denim Giappo (feat. Luchè)
12. Me & My B
13. Fast Life (feat. North of Loreto)
14. Vita Veloce Freestyle