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Cristiano Carenzi

Willie Peyote – Iodegradabile (Universal, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Il nuovo disco di Willie Peyote è uscito il 25 Ottobre 2019 dopo che sono passati più di due anni da La sindrome di Toret. Questo disco è intitolato Iodegradabile perché, come ha detto lui stesso, oggigiorno la musica dura poco, come le relazioni e tanti altri fattori, proprio per questo il tema centrale del disco è proprio il tempo (come ci dice anche la voce nell’intro).

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Lazza @ Alcatraz (MI) – 24 ottobre 2019

L I V E – R E P O R T


Articolo di Cristiano Carenzi, immagini di Tommaso Prinetti

Per Lazza il 2019 è stato un anno fondamentale: inizialmente l’uscita del suo secondo disco Re Mida che lo ha confermato al centro della scena Rap italiana, la collaborazione con Guè alla hit Montenapo, il ruolo (a mio parere) da MVP nel Machete Mixtape 4, il re-pack del disco a cui si sono aggiunti un Ep di cinque singoli e un disco eseguito solo con il pianoforte contenente dieci dei brani del progetto iniziale e adesso il tour che inizia con un sold-out all’Alcatraz, nella sua città.

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Willie Peyote – Conferenza stampa Iodegradabile

C O N F E R E N Z E


Articolo di Cristiano Carenzi

Venerdì 25 ottobre è uscito il nuovo disco di Willie Peyote il Lunedì della stessa settimana è stata organizzata la conferenza di presentazione dell’album alla stampa a cui ho avuto la possibilità di partecipare. La prima cosa che Willie tiene a dire è che, essendo il primo disco in major (Virgin Records), non è assolutamente abituato a fare questo tipo di cose. Prima delle domande introduce quella che, come poi ci ricorda la intro durante l’ascolto, è la tematica del disco: Il tempo, e subito dopo spiega copertina e titolo: “Sono diventato commerciale infatti mi vendono direttamente al supermercato come il pollo” (per spiegare la copertina ndr). E Iodegradabile perché “la musica finisce troppo in fretta, dura poco come dura tutto poco, l’unica cosa che dura di più è la vita”.

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Kettle of Kites – Arrows (Autoproduzione, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

I Kettle of Kites tornano dopo quattro anni dal loro primo album e lo fanno con Arrows, un disco di nove brani che si incentra su suoni folk ma che non si limita alle strutture e alla forma canzone canonica del genere. In questi anni il gruppo ha cambiato formazione infatti sono rimasti Tom Stearn e Pietro Martinelli (rispettivamente voce e basso) e si sono aggiunti Marco Giongrandi e Riccardo Chiaberta (chitarra e batteria). Questi ragazzi inoltre vivono in città e paesi diversi, come infatti si può notare nell’ascolto del progetto ognuno aggiunge le proprie influenze ma riuscendo a creare un disco ben strutturato e coeso. Ma se volete sapere di più su di loro, sulla provenienza di ciascuno e sul processo creativo che ha portato alla luce questo disco vi basterà leggere l’intervista che potete trovare qui.

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Uochi Toki – Malaeducaty (Light Item, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Malaeducaty è il nuovo progetto di Uochi Toki e collocarlo in qualsiasi genere o ambito musicale risulta davvero impossibile; anche metterlo tra coloro che vanno controtendenza non risulta efficace per spiegare questo progetto alquanto particolare. Il disco è composto da diciassette tracce con strumentali composte semplicemente da bassi e rumori. Ovviamente non si tratta di quel tipo di rumori quasi soavi che troviamo spesso nella musica noise, in questo caso si tratta di suoni molto più “hard” e distorti.

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Redh – Torneremo (Artist Firts/Kobayashi, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Il primo ep di Redh è composto da sei brani ma di fatto soltanto uno a noi non ancora noto. Tra l’anno scorso e la prima metà di questo ha infatti pubblicato cinque singoli che con un inedito creano l’ep in questione. Il brano nuovo conclude il progetto e si intitola Non mi va più e rispetto alle altre tracce è più ritmato e, oltre alle immancabili tastiere, anche la chitarra trova il suo posto centrale nella produzione (l’unico altro brano in cui le chitarre fanno da melodia è Ci Credi). Per il resto le canzoni che lo compongono sono tutte abbastanza omogenee e in linea con la nuova scena ItPop che sta uscendo nell’ultimo periodo: canzoni piene di Synth e con la scelta della drum machine al posto di una batteria vera e propria, accompagnate da un cantato lieve ma leggermente sofferto e la tematica d’amore (finito e possibilmente male) al centro della scrittura.

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Claver Gold e Kintsugi- Lupo di Hokkaido (Glory Hole Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Il nuovo Ep di Claver Gold è interamente prodotto dai Kintsugi e riprende, come intuibile dal titolo, la storia del “Lupo di Hokkaido“: una sottospecie di lupo che viveva in una fredda isola giapponese prima di estinguersi del tutto nel corso del rinnovamento Meiji. Sia a livello visivo che strumentale si sentono le forti influenze che arrivano dal mondo orientale, inoltre, all’inizio di quasi ogni brano c’è una voce narrante che racconta la storia di questo lupo in lingua giapponese.

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GOTHBOICLIQUE @ Circolo Ohibò, Milano – 1 giugno 2019

L I V E – R E P O R T


Articolo e immagini di Cristiano Carenzi

il tour europeo della Gothboiclique è iniziato una settimana fa e tra le tappe scelte c’è (stranamente e per fortuna) anche Milano. Circolo Ohibò insieme ad Humble Agency e Costello’s hanno permesso che Sabato 1 Giugno la crew americana suonasse nel bel paese. Pensando a cosa raccontare mi sono accorto che potrei parlare di questo live e dei suoi esecutori per ore, quindi, sperando di non dilungarmi troppo provo a sintetizzare tutto di seguito. La Gothboiclique, per chi non ne fosse al corrente, è il principale riferimento per la scena Emo trap (appellativo che risulta spesso erroneo e restrittivo ma ormai anche caratteristico) sfociata su Soundcloud negli ultimi anni.

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Blank Banshee @ Santeria Toscana, Milano – 17 maggio 2019

L I V E – R E P O R T


Articolo di Cristiano Carenzi

Blank Banshee rappresenta il maggior esponente della cultura vaporwave in campo musicale e venerdì 17 Maggio è tornato in Italia per la prima di tre date. Quella di Milano si teneva al Santeria ed è stata organizzata da Radar Concerti. Blank Banshee è un artista che reputo molto interessante, nei suoi tre album usciti per ora (“Blank Banshee 0”, “Blank Banshee 1” e “Mega”) non si è mai ancorato troppo ai suoni della vaporwave ma ha sempre inserito elementi recuperati da altri generi; nell’ultimo disco ha ripreso addirittura dei suoni affini alla trap. L’altra particolarità del produttore canadese è che fa parte degli artisti senza volto; non è il primo, anzi, negli ultimi anni soltanto in Italia abbiamo avuto I Cani, Liberato e Myss Keta mentre su scala mondiale ricordiamo sicuramente i Daft Punk e gli Slipknot. Così anche lui ha deciso di coprirsi il volto con una maschera che sembra quella di un robot, costituita da tanti quadratini di metallo riflettente che nel complesso è perfettamente in linea con la sua estetica.

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