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Joe Talbot

Idles – Crawler (Partisan Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Simone Catena

La super band inglese Idles fa un ulteriore balzo in avanti, nel suo percorso energico e graffiante, con questa nuova creatura. Crawler è l’ennesimo viaggio distopico e martellante, per i ragazzi di Bristol che, dopo il precedente album Ultra Mono, uscito solo un anno fa, lanciandoli a un livello superiore sul genere post punk, si confermano alla grande. Con questa nuova fatica, prodotta sempre per l’etichetta americana Partisan Records, la band continua il suo cammino sopra composizioni eccellenti, creando delle vibrazioni personali e godibili. Anche nei testi troviamo passaggi di protesta che si sposano alla perfezione con il mondo visionario del gruppo, lasciando l’ascoltatore a bocca aperta. Il singolo delizioso The Beachland Ballroom, è solo il primo assaggio di questo lavoro, per un chiaro segnale alle nuove idee, che il gruppo mette in atto. La melodia leggera, si incastra sugli stop aggressivi, un autentico marchio di fabbrica. Poi sulla linea vocale inconfondibile di Joe Talbot, si inserisce tutta la rabbia e il dolore, per una traccia stupenda, che esplode nel cambio finale, con una grinta sensazionale. 

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Anna Calvi – Hunted (Domino Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Antonio Sebastianelli

“Hunted” dall’inglese: braccato, cacciato.

La cacciatrice di Hunter si è tramutata in preda. Tra i solchi dell’album del 2018 per la prima volta Anna Calvi, classe 1980, una delle cantautrici più dotate della sua generazione, si mostrava in piena luce. Fiera della sua sessualità e consapevole del suo corpo; un inno al risveglio della carne. A due anni da quel disco, l’inglesina decide di dare alle stampe una sorta di riscrittura di Hunter o meglio secondo le sue stesse parole, “una rivisitazione intima” che cattura il primo momento in cui scrisse i brani, accompagnata da alcuni dei suoi artisti preferiti, da Julia Holter agli Idles.

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Idles @ Magnolia, Segrate (Mi) – 22 novembre 2018

Articolo di Luca Franceschini, immagini sonore di Stefania D’Egidio

Ci sono molte ragioni dietro il successo degli IDLES ma la principale è senza dubbio che sono una band autentica. Laddove “autentica” vuol dire essere in grado di esprimere se stessi e le cose che interessano senza filtri, senza immagini distorte. Li hanno definiti una band politica ma anche qui, che cos’è la politica? Se ci si allontana dai soliti stereotipi da appartenenza di classe e dalle battaglie ideologiche, alla fin fine, come dicono loro, tutta la realtà è “politica”. Perché nella misura in cui si è dentro la realtà, nella misura in cui si vive e si cerca di costruirci qualcosa, con la propria vita, questa è già politica e di conseguenza anche ciò che succede nel mondo non può non interessare.

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