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Legend Club Milano

Against The Current – 01/06/19 @Legend Club (Milano)

L I V E – R E P O R T


Articolo di Manuel Gala

La serata al Legend Club di Milano si preannuncia particolarmente calda. L’estate è arrivata e le ventole che girano vorticose sopra i fan accalcati in prima fila non sono sufficienti ad alleviare la totale mancanza di aria, ma nulla potrebbe farci schiodare dal nostro posto, trepidanti e in attesa che la serata abbia finalmente inizio. Alle ore 21 in punto, entrano in scena gli Halflives, band emiliana capitanata dalla frontman e vocalist Linda Battilani, pronti per scaldare il pubblico (qualora ce ne fosse bisogno) e farlo saltare con tanto di birra alla mano, al ritmo delle loro hit made in English. In generale una buona prova per il gruppo nei 40 minuti a loro disposizione, con alcune discrete intuizioni sonore e un’acustica che purtroppo li ha penalizzati notevolmente soprattutto nei giri di basso.

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Samantha Fish @ Legend Club – Milano, 30 maggio 2019 [opening Curse of Lono]

L I V E – R E P O R T


Articolo di Giovanni Carfì
Fotografie di Matteo Musazzi di Nightguide.it

Classe ’89, Kansas City la provenienza; lei è Samantha Fish, con l’acca e il pesciolino intarsiato sulla fedele Telecaster. La sua carriera inizia circa una decina di anni fa ed è stata una continua ascesa, attraverso collaborazioni e premi che l’hanno portata sotto i riflettori e all’attenzione del grande pubblico appassionato di quelle sonorità blues/rock provenienti da oltre Oceano. Arriva in Italia per la prima volta nonostante i numerosi album, e lo fa in previsione dell’ennesimo lavoro che uscirà ad agosto/settembre, dal titolo Kill Or Be Kind, ma non è sola sul palco, in apertura ci sono i Curse Of Lono di Felix Bechtolsheimer, direttamente da Londra e in uscita a luglio con il quarto album 4am and Counting (live); le loro sonorità oscillano tra sospiri roots e intarsi blues.

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Ash @ Legend Club – Milano, 03 dicembre 2018

Articolo e immagini sonore di Stefania D’Egidio

Lo avevo detto mesi fa, facendo la recensione di Islands (puoi leggerla qui) che era tra gli album  più belli, se non addirittura il più bello in assoluto tra quelli pubblicati nel corso del 2018, segnando un ritorno sulle scene in grande stile per la band irlandese degli Ash.

Un album in grado di soddisfare tutti i palati, da quello punk a quello rock e pop: per questo non vedevo l’ora di assistere al loro live, per tastare con mano la loro carica esplosiva anche dal vivo.

Dopo un’attesa durata mesi, finalmente arriva la data fatidica del 03 dicembre, apertura porte anticipata rispetto al solito, non che mi dispiaccia, visto che il giorno dopo si lavora, quindi giusto il tempo di mangiare un panino con un’amica e subito si corre a ritirare l’accredito per accedere al pit.

Intorno alle 21.00 si spengono le luci e sale sul palco la band di supporto, gli Indoor Pets, gruppo di giovanissimi provenienti dal Kent, con alle spalle un paio di EP e freschi di pubblicazione di un paio di nuovi singoli.

Facce da bravi ragazzi, propongono un poprock vivace e spensierato, l’ideale per scaldare l’atmosfera del Legend in vista degli headliner; saranno pure giovanissimi, saranno pure allegri e in buona salute, ma cavoli se picchiano! Per nulla intimoriti dal grande pubblico, non soldout la serata, ma locale quasi pieno, divorano il palco nel poco tempo che è loro concesso, per un totale di otto brani. Da seguire con attenzione negli anni a venire.

INDOOR PETS

Pochi attimi per scambiare qualche impressione con i colleghi ed ecco salire sul palco Tim Wheeler e soci; ne è passata di acqua sotto i ponti, da quando questi tre eterni ragazzi iniziarono la loro avventura insieme a Charlotte Haterley. Aspetto decisamente più maturo rispetto agli anni ’90, gli anni degli eccessi in stile Gallagher in giro per l’Europa, a seminar scompiglio nei locali e negli alberghi, la vita è andata avanti, lungo la strada hanno perso un pezzo, per l’appunto Charlotte, ma la voglia di esprimersi con la musica è rimasta intatta.

Si parte col botto, iniziano lo show con True Story, dall’ultimo lavoro, di cui suoneranno alla fine ben sette brani, procedendo dritti come un treno, senza un attimo di sosta e senza cali di tensione: appare subito chiaro che non è una serata per pigri, non ci si risparmia né sul palco né in sala perché la parola d’ordine è “cantare e sudare!” e così si fa.

Mark Hamilton ha solo quattro corde, ma battono sui timpani come fossero otto, tanto è corposo e di sostanza il suo basso, in più ha una presenza scenica che non guasta mai, altissimo rispetto ai suoi colleghi, cattura le attenzioni del pubblico, specie di quello femminile.

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L’esibizione raggiunge il picco con Confessions In The Pool, il brano più allegro e pop di Islands, di cui circola in rete anche un video molto divertente, ma c’è tempo per soddisfare davvero tutti: si passa da canzoni scatenatissime, come Buzzkill, che riportano indietro nella Londra dei Sex Pistols, a lenti strappalacrime, la splendida Incoming Waves, per poi ripercorrere nel finale i primi successi con Burn Baby Burn.

In totale ventuno brani in circa due ore, intense, emozionanti, al cardiopalmo proprio come mi aspettavo: saranno pure passati ventisei anni dall’esordio, ma lo smalto è rimasto intatto come il primo giorno, solo due minuti di pausa separano la prima parte dello spettacolo dal bis, chiuso con Did Your Love Burn Out? e Lose Control.

Il finale lascia un pò di tristezza nei cuori perché avremmo voluto andare avanti così per tutta la notte, ma l’indomani si lavora e prima o poi bisogna pur rincasare.

Setlist completa:

Indoor Pets
Hi
Electrify
Mean Heart
Teriyaki
Heavy Thoughts
Being Strange
Barbiturates
Pro Pro

Ash
True Story
Kung Fu
Cocoon
Annabel
Oh Yeah
Confessions In the Pool
A Life Less Ordinary
Goldfinger
Walking Barefoot
Shining Light
All That I Have Left
Incoming Waves
Orpheus
Cantina Band
Jesus Says
Numbskull
Buzzkill
Girl From Mars
Burn Baby Burn
Did Your Love Burn Out?
Lose Control

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INDOOR PETS

Ritmo Tribale @ Legend Club, Milano – 7 aprile 2018

Articolo di Simone Nicastro immagini sonore di Stefania D’Egidio

Non amo scrivere di band che con la loro musica hanno rappresentato le fondamenta della mia adorazione per questa arte. Guardandosi in giro risulta palese come ormai siamo invasi in ogni dove da un senso di perenne nostalgia e conseguente sovra esposizione di parole, giudizi ed esaltazioni del passato (il più delle volte correlato a valutazioni eccessive in contrapposizione ad un presente sempre pretestuosamente da svilire e tacciare di inutilità).

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Colter Wall @ Legend Club – Milano, 31 Gennaio 2018

Colter Wall

Live report di Andrea Furlan, immagini sonore di Stefania D’Egidio

È un Legend Club gremito quello che attende al varco Colter Wall per l’unica data italiana del suo tour europeo. C’era molta attesa intorno al suo nome dopo l’exploit di una sua canzone, Sleeping On The Blacktop, apparsa nella colonna sonora di Hell Or High Water, e il primo album (seguito all’EP Imaginary Appalachia contenente la canzone del film) pubblicato lo scorso anno, un esordio già maturo e sorprendente che aveva lasciato tutti di stucco. Una voce profonda, baritonale, che inequivocabilmente ricorda quella di Johnny Cash, l’uomo in nero, e una serie di canzoni molto belle scritte con in mente Townes Van Zandt, Guy Clark, Waylon Jennings. A parlare attraverso di lui è la tradizione, l’outlaw country, il folk e le sue regole non scritte.

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