L I V E – R E P O R T
Articolo di Daniela Pontello, immagini sonore di Marco Cassé
Le luci del Legend si abbassano è quasi buio poi appare Chris Corner silhouette affilata, trucco rituale, movimenti che oscillano tra l’umano e l’alieno. Guardarlo da vicino resta straniante. Ex Sneaker Pimps, artista che ha trasformato la depressione in architettura sonora, produttore ossessivo che cura ogni dettaglio, dal vivo si riduce a un corpo che lotta con la luce. Tra i gesti teatrali, però, affiora una vulnerabilità evidente. Il Legend Club, con le sue dimensioni ridotte e il soffitto basso, amplifica tutto. L’atmosfera è quella di un bunker post-apocalittico, ma con un’eleganza decadente che si sposa perfettamente con l’estetica IAMX. I visual frenetici e sporchi, le luci stroboscopiche, la figura di Corner che si muove come posseduta dal ritmo dei suoi stessi sintetizzatori: un impatto visivo e sensoriale immediato. La sala è piena di una comunità compatta di misfits che canta ogni parola. Nonostante i testi continuino a parlare di isolamento e fratture interiori, dal vivo si emana una gioia catartica, quasi liberatoria.

Il suono è sporco e industrial un vero “muro di frequenze” che fa vibrare fisicamente il torace nelle prime file. I bassi sono distorti, i synth graffianti, la voce passa da sussurri fragili a urla laceranti. È il suono del caos accettato. Corner appare particolarmente a suo agio. In più di un’occasione si spinge verso il pubblico, cercando il contatto visivo diretto.
Prima di diventare l’icona dark-electro che domina il palco, Corner è stato la mente creativa degli Sneaker Pimps, simbolo del trip-hop anni ’90. Nel 2004 ha scelto di “uccidere” quel passato per dare vita a IAMX, un progetto totalmente indipendente. Produce, mixa, filma, monta, disegna: tutto ciò che si vede sul palco è farina del suo sacco. La “X” del nome non è un vezzo grafico: è l’ignoto, la parte di sé che non può essere spiegata, solo evocata. Negli anni ha attraversato depressione clinica e insonnia cronica, fino a sfiorare il ritiro dalle scene. Il trasferimento da Berlino a Los Angeles è stato un tentativo di cercare luce, un tema centrale dell’album Alive in New Light. Oggi, con il progetto HEADNOISE, porta avanti un lavoro di sensibilizzazione sulla salute mentale insieme alla storica collaboratrice Janine Gezang.

Il tour attuale celebra Fault Lines², un capitolo che mescola synth-pop melodico, industrial e momenti di ambient oscuro. Dal vivo, questi brani acquistano una dimensione più fisica, quasi carnale. IAMX non è un’esperienza per tutti, e forse non vuole esserlo, ma è una dimostrazione di come l’elettronica possa essere profondamente umana, fragile e violenta allo stesso tempo.
Setlist :
- Disciple
- The X ID
- Sailor
- Fault Lines
- Aphrodisiac
- After Every Party I Die
- Grass Before the Scythe
- The Adored
- I Come With Knives
- Exit
- Happiness
- Spit It Out
Encore:
- No Maker Made Me
- Bernadette
- Mercy / Your Joy Is My Low









immagini sonore © Marco Cassé




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