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Sara Jane Ceccarelli @ Castello Visconteo Sforzesco, Novara – 8 agosto 2020

A P P U N T I  D A  N O V A R A J A Z Z


Articolo di Mario Grella

Ormai il jazz è come una cometa, contiene ghiaccio, gas, polveri e materiali vari. Non so se questo sia un bene o un male, almeno non lo so come “principio”. Certo che quando si ascoltano i risultati di questa contaminazione, come è successo questa sera al Castello di Novara con Sara Jane Ceccarelli, non si può che esserne felici. Una intro un po’ celtica e un po’ folk, d’altri tempi, accompagna l’entrata in scena di una voce votata alle atmosfere intense che sembrano subito Be human. Difficile collocare la musica di Sara Jane, difficile, ma bello cercare al suo interno tutte le influenze di cui è pregna. Colors primo brano scritto da Sara Jane Ceccarelli, riassume e racconta  piuttosto bene di un mondo multiforme, un po’ Jonathan Sweet un po’ Tim Burton, e non solo nella forma musicale.

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Francesco Chiapperini – On the bare rocks and glaciers @ Castello Visconteo Sforzesco, Novara – 6 agosto 2020

A P P U N T I  D A  N O V A R A J A Z Z


Articolo di Mario Grella

Chi fosse stato presente al concerto di Francesco Chiapperini e del suo “Extemporary Vision Ensemble”, nell’ambito di NovaraJazz del lontano 2015, un progetto sulle marce funebri che si suonano a Molfetta in occasione del venerdì Santo, non si sarebbe stupito più di tanto nell’ascoltare questa sera, nel cortile del Castello di Novara, “On the bare rocks and the glaciers” (eseguito per la prima volta in pubblico per NovaraJazz Summer). Con un po’ di attenzione, e una certa capacità di “intelligere”, è facile riconoscere nel titolo del nuovo progetto di Francesco Chiapperini il primo verso della famosa e celebrata “Preghiera dell’Alpino”. Cosa può legare due ambiti apparentemente distanti, se non proprio contrapposti, come il mondo degli alpini e il jazz? Io credo che il trait-d’union possa essere uno e uno solo: l’intelligenza. 

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Simone Quatrana e NovaraJazz Collective @ Castello Visconteo Sforzesco, Novara – 18 luglio 2020

A P P U N T I  D A  N O V A R A J A Z Z


Articolo di Mario Grella

C’è chi dice che anche lo spazio può determinare la qualità della musica, in questo senso il cortile del Castello Visconteo-Sforzesco di Novara è sicuramente adatto ad esibizioni come quella di questo sabato sera, nell’ambito delle manifestazioni della rassegna Estate novarese 2020, in collaborazione con NovaraJazz Festival. Conoscendo però la tempra e le grandi qualità di questo giovane pianista, fosse qui o altrove, l’effetto sarebbe stato identico. Ma non guasta certo dire che, sotto questo cielo stranamente blu, circondati da questo maestoso edificio,  le funamboliche improvvisazioni al piano di Simone, sia che si tratti di scorribande coloristiche sulla tastiera, sia che dalla tavola armonica del piano escano quei rabbrividenti tuoni sordi che riempiono la grande corte fino a saturarla hanno lo stesso effetto dirompente.

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NovaraJazz 2020, anzi 2021 – dal 27 maggio al 13 giugno la 18ma edizione

C O N F E R E N Z E


Articolo di Mario Grella

Si è svolta la video-conferenza stampa di NovaraJazz, tenuta da Corrado Beldì e Riccardo Cigolotti per comunicare che, in considerazione della crisi sanitaria, come prevedibile, il NovaraJazz Festival edizione 2020 non si terrà. Ma non si tratta di annullamento, bensì di un rinvio alla primavera/estate 2021. Un grande sforzo da parte degli organizzatori per trasportare tutte le iniziative e che, vale la pena ricordarlo, non coinvolgono solo musicisti e band, ma anche una serie di attività a cui danno il loro apporto associazioni cittadine, aziende ed esercizi commerciali di Novara e della provincia.

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Divisionismo. La rivoluzione della luce @ Castello visconteo-sforzesco, Novara

A R T E – M O S T R E


Articolo di Mario Grella

Che bel secolo per le rivoluzioni è stato il XIX! Intendo riferirmi alle rivoluzioni artistiche, naturalmente, perché per le altre vale il motto hegeliano per cui “tutto ciò che è reale è razionale” e morta lì come si usa dire, senza dare troppi giudizi. La rivoluzione della luce di cui parla il titolo della bella mostra sul Divisionismo al Castello di Novara, fino al 5 aprile prossimo e che ormai tutti i miei concittadini avranno visitato, è una rivoluzione formale, quella della scomposizione della luce e, come molte rivoluzioni ebbe i natali in Francia e poi fu anche in qualche modo “esportata” in Italia, anche se qualche storico dell’arte storce il naso solamente a sentirne parlare. Comunque sia, il Divisionismo italiano è stato un movimento molto importante e molto piacevole da gustare,  nonostante qualche evidente “credit” e basta dare un’occhiata a “Il Ponte” di Pellizza da Volpedo del 1892 per notarne la sua derivazione “seuratiana”. Anche Plinio Nomellini ci prova a fare l’impressionista alla Renoir, con i suoi  “Baci di sole” del 1908, ed il bello è che ci riesce, con quel fogliame traforato dal sole che fa quasi lo stesso effetto di quello della celeberrima “Altalena” del Musée d’Orsay.

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Aparticle @ Piccolo Coccia, Novara – 22 febbraio 2020

A P P U N T I  D A  N O V A R A J A Z Z


Articolo di Mario Grella

Non ho una grande passione per l’elettronica nel jazz, ma mi accorgo che ogni volta che lo scrivo, lo faccio per poi precisare che ci sono delle eccezioni. Di queste eccezioni fa parte la bella band in scena questa sera al Piccolo Coccia di Novara per NovaraJazz Winter, con Michele Bonifati alla chitarra elettrica, Cristiano Arcelli ai sax, Giulio Stermieri al piano Rodhes, Ermanno Baron alla batteria. Si ha sempre la tendenza ad etichettare i gruppi, le forme musicali, gli stili e spesso l’operazione risulta essere un po’ stucchevole e anche un po’ inutile, ma certo è, che quando risulta difficile etichettare una forma musicale, significa che siamo sulla strada giusta. Anzi, vuol dire che sulla strada giusta è chi suona.

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Pure Joy @ Opificio, Novara – 20 febbraio 2020

A P P U N T I  D A  N O V A R A J A Z Z


Articolo di Mario Grella

Prima della (geniale) invenzione delle serate di Taste of Jazz all’Opificio di Novara, da parte dei due ideatori di NovaraJazz, Corrado Beldì e Riccardo Cigolotti, non avevo certo l’idea di quanti giovani musicisti  popolassero la scena jazz italiano. Giovani donne e giovani uomini, qualche volta ragazze e ragazzi, che vivono spesso in provincia e che sono alla ricerca di una loro strada nella musica di qualità, personalità di musicisti lontani anni luce dai cliché dei “personaggetti” televisivi, fatti in gran parte di futile esteriorità, alla ricerca di successi facili.

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Andrea Marchetti Quartet @ Opificio, Novara – 13 febbraio 2020

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Articolo di Mario Grella

Si intitola Dear John il progetto di Andrea Marchetti e del suo “Quartet”; con lui per Taste of Jazz 2020 Federico Rubert al contrabbasso, Lorenzo Blardone al pianoforte, Nicola Tentorio alla batteria. John è John Coltrane, mostro sacro del jazz, a cavallo tra il Bebop e Free, ed ha fatto bene il quartetto novarese a dedicargli un omaggio con brani tratti da classici del jazz quali “Giant Steps”, “Impressions”, “Naima”, “A Love Supreme”.

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Johnny Lapio Quintet @ Opificio, Novara – 6 febbraio 2020

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Articolo di Mario Grella

Stare qui all’Opificio ad ascoltare Johnny Lapio, in una delle sere del Festival di Sanremo, dà la sensazione di stare su una barricata del Boul’ Mich nel maggio del 1968. Johnny Lapio è una persona amabile con cui è bello conversare perché è un musicista di grande spessore, un musicista per cui la musica va oltre lo strumento. Animatore culturale di AR.CO.TE (Atelier delle arti contemporanee e terapeutiche) a Torino, la musica per lui è qualcosa di più di una forma d’arte, è, e può essere anche una terapia, un modo di stare nel mondo, di costruire ponti e abbattere muri. Ma di questo ho già parlato altre volte e allora ascoltiamo questo magnifico quintetto formato da Francesco Partipilo al sax alto, Emanuele Francesconi al piano, Michele Anelli al basso, Davide Bono alla batteria e Johnny Lapio alla tromba.

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