Sherpa records

Hidden Hind – Hidden Hind Ep (Sherpa Records, 2016)

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Articolo di Luca Franceschini.

Non so quale sia la ragione, ma gli anni ’80 del Post Punk così come i ’90 del Dream Pop e dello Shoegaze, sono un punto di riferimento fisso per la stragrande maggioranza delle giovani band che si affacciano su una scena musicale sempre più affollata.
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Morning Tea – No poetry in it (Sherpa Records, 2016)

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Articolo di Luca Franceschini.

Arriva al traguardo del secondo disco Morning Tea, il progetto personale di Mattia Frenna, primo artista messo sotto contratto dalla milanese Sherpa Records, ormai tre anni fa.
La bellezza di “Nobody Gets a Reprieve“, suo disco d’esordio, ci aveva colpiti fin da subito, così che era lecito attendersi un passo in avanti di una certa consistenza.

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Morning Tea – Where The Rivers Meet The Sea ***anteprima esclusiva streaming***

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Abbiamo il piacere di ospitare la première del nuovo singolo di Morning Tea. Si chiama “Where The River Meets The Sea” ed è la traccia conclusiva di “No Poetry in It”, il suo secondo disco, in uscita tra qualche settimana per Sherpa Records.
L’esordio di due anni fa “Nobody Gets a Reprieve” ci aveva convinti pienamente ma questo segnerà un deciso passo avanti, come già si è potuto ascoltare nei brani anticipati nei mesi precedenti e da questo pezzo che vi offriamo in esclusiva.
Ci occuperemo approfonditamente di lui nei prossimi giorni per cui, se vi piace il pezzo prenotate il disco è venite a farci visita…

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Dust – Il nostro nuovo millennio

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Intervista di Luca Franceschini

I milanesi Dust, tra gli ultimi entrati nel sempre più numeroso e valido roster della Sherpa Records, hanno finalmente trovato la stabilità e la continuità che anelavano da tempo. L’ep “Kind”, uscito nel 2009 non rimarrà dunque l’unica fugace testimonianza della validità artistica di una band che “avrebbe potuto farcela ma è stata sfortunata” (come spesso si dice di molte realtà, non solo nostrane).
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Dust – On the go (Sherpa Records, 2015)

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Articolo di Sabrina Tolve.

Marzo è stato un mese proficuo per l’Italia musicale.
Il 25, per Sherpa Records, è uscito il primo album dei Dust, già noti, in realtà perché attivi dal 2009.
Tra le diverse autoproduzioni e l’uscita dell’EP Kind del 2012, questo sestetto milanese si era già fatto notare.
Adesso, con On the go, hanno definito le loro intenzioni e, in qualche modo, offrono un lavoro di qualità senza pari per una band italiana.

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Old Fashioned Lover Boy – The Iceberg Theory (Sherpa Records, 2015)

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Articolo di Luca Franceschini.

La Sherpa Records non sta davvero sbagliando un colpo. Dopo le uscite di Morning Tea, Abiku e Omake, che hanno raccolto consensi e dato al nostro paese ottime realtà di cui andare fieri (per la verità gli Abiku avevano già fatto un disco ma questo album ha rappresentato un passo avanti notevole), ecco arrivare Old Fashioned Lover Boy, ultimo ingresso di un roster che, parola mia, se le cose andranno come devono, farà davvero parlare molto di sè.

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Abiku – La vita segreta (Sherpa Records, 2014)

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Articolo di Luca Franceschini.

Siamo il paese del melodramma e dei cantautori. Per anni parlare di rock in Italia è stato difficile se non impossibile e abbiamo sempre vissuto questo fenomeno da lontano, come un qualcosa di esterno a noi, come un prodotto di importazione che a tratti abbiamo cercato di scimmiottare ma mai realmente di capire. Che fosse la mera traduzione italiana di alcuni pezzi del repertorio beat, l’affezionato e fedelissimo omaggio al post punk e alla New Wave (vedi Diaframma e Litfiba), l’overdose springsteeniana targata Rocking Chairs o Massimo Priviero (ci ha provato anche Ligabue ma si è trasformato presto in qualcos’altro di ben peggiore), suonare rock nel nostro paese ha sempre e solo voluto dire tirare in ballo i modelli stranieri. Quando non addirittura mettere due chitarre distorte in una base e chiamarlo rock, come l’esempio di Vasco insegna.

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