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Andrea Chimenti – Il Deserto La Notte Il Mare (Vrec Music Label, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Arianna Mancini

Il 5 novembre, in pieno autunno che esplode in tutto il suo splendore, esce il nuovo lavoro di Andrea Chimenti: Il Deserto La Notte Il Mare. Un titolo che evoca uno scrigno denso di visioni. Ci si avvicina sempre in punta di piedi e con timore reverenziale ad artisti di tale calibro e ad un’opera così intensa, per apprensione di usurparne la bellezza ed il valore.

Il percorso creativo di Andrea Chimenti è scolpito di devota coerenza artistica, spessore e ricerca. Non ha mai cercato di seguire le tendenze, mantenendo intatta la sua autenticità ed espandendo la sua arte ben oltre la musica, cimentandosi in più discipline. Gli albori musicali si collocano nella Firenze degli anni Ottanta con i Moda, formazione che ha rappresentato la colonna della new wave italiana, con cui pubblicò tre dischi. Gli anni Novanta lo vedono abbracciare la carriera solista che lo ha condotto fino ai nostri giorni con nove album in studio, una raccolta ed un live. Ha collaborato con svariati artisti come David Sylvian, Mick Karn, Mick Ronson, Steve Jansen, Gianni Maroccolo, Federico Fiumani, Piero Pelù, Sycamore Age, Nosound, Moongarden, Patrizia Laquidara, Rita Marcotulli, Anita Laurenzi, Corde Oblique, Stefano Panunzi, Nicola Alesini, Giancarlo Onorato, Yo Yo Mundi. Andrea oltrepassa i confini del cantautorato d’autore, espandendo la sua creatività ad altre espressioni artistiche. Ha lavorato nel teatro e nel cinema come attore e scrittore di colonne sonore, da progetti sperimentali con Fernando Maraghini a Carlo Verdone e Riccardo Sottili, per citarne alcuni. Si dedica inoltre alla direzione artistica come curatore di installazioni e sonorizzazioni di mostre e filmati d’arte. Il suo amore per la letteratura lo vede esprimersi in una duplice incarnazione, sia come creatore di musica che come autore. Adorna di ulteriore melodia i testi di Ungaretti, Pessoa, estratti della Bibbia del Qoèlet e del Cantico dei Cantici. Nel 2005 esce il suo racconto Il Fiume Perduto, parte della raccolta Voci di Fiumi; nel 2014 il suo primo romanzo Yuri che si è poi sviluppato l’anno successivo nel disco omonimo. Nel 2020 vede la luce L’organista di Mainz, raccolta di cinque racconti. Un’edizione preziosa a tiratura limitata, accompagnata da una scatoletta di metallo in cui sono riposti piccoli oggetti simbolici, che profumano di ricordi d’infanzia, fra cui una chiavetta usb che contiene la lettura di due racconti. Il 2 ottobre al M.E.I. (Meeting delle Etichette Indipendenti) di Faenza, poco prima dell’uscita del suo ultimo lavoro, riceve il premio alla carriera.

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Nicola Lotto – Le cose iniziano ad esistere se tu inizi a immaginarle

I N T E R V I S T A


Articolo di Joshin E. Galani

È uscita l’opera prima di Nicola LottoSi comincia così – che da diversi anni si muove artisticamente in progetti poetici e musicali: negli spettacoli teatrali è protagonista di esibizioni che uniscono canzoni e letture, talvolta di veri e propri reading. Questo suo imprinting lo ritroviamo anche nell’EP che colloco sicuramente tra le uscite illuminate di quest’anno. Dovevo preparare delle domande 🙂 Ecco l’intervista che ne è emersa, buona lettura!

Ciao Nicola complimenti per la tua opera prima musicale, un progetto molto coinvolgente! A settembre è uscito il tuo primo singolo, Una Luce; partenza in salita, una canzone intensa e la partecipazione di Stefano Edda Rampoldi, che ha dato il suo tocco “parasognante” al brano. Ci racconti il dietro le quinte di questa collaborazione?
Ciao, sono innanzitutto felice ti piaccia il disco e ti ringrazio. Dietro la collaborazione c’è la mia grande stima per Edda come prima cosa. Il lavoro persuasivo di Marco Olivotto ha in seguito permesso l’incontro e l’incrocio. Volevo una voce molto diversa dalla mia che creasse un dialogo quasi malato e che rendesse il senso dell’onirico. Credo che ci siamo riusciti. Ho visto che il termine ‘parasogno’ suscita molta curiosità, è un po’ il simbolo misterioso della canzone.

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Giulio Casale – Inexorable (Vrec Music Label, 2019)

Articolo di Fabio Baietti

Inesorabile, Giulio Casale

Riesce a trasformarsi metaforicamente nel vento forte che soffia Poesia e Suoni.

Sentivo il bisogno di un suo ritorno alla “forma canzone”, plaudendo da 23 anni alle sue camaleontiche, poliedriche capacità di elargire copiosamente emozioni.

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