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Andrew Cyrille, William Parker & Enrico Rava – 2 Blues for Cecil (Tum Records, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Per ricordare Cecil Taylor, grande pianista jazz scomparso nel 2018, si sono messi insieme tre grandi musicisti ovvero il flicornista e trombettista Enrico Rava, il batterista Andrew Cyrille e, il più giovane dei tre, il bassista William Parker. Non si tratta però di un “matrimonio di puro interesse”, poiché i tre hanno già fatto parte della ”Cecil Taylor Unit” e di altri ensemble a cui diede forma Cecil Taylor. Da questo fruttuoso incontro nasce 2 Blues for Cecil, disco registrato dopo il concerto del trio tenutosi il 31 dicembre 2020 e intitolato “Tribute to Cecil Taylor” nell’ambito del festival “Sons d’hiver” a Parigi. Come poteva incominciare un disco così? Naturalmente, vista la natura dei tre, anzi dei quattro musicisti, con Improvisation no. 1, dove le spazzole fugaci come un battito d’ali di Andrew Cyrille e il suono apparentemente accennato e in cerca di appoggi di Enrico Rava, dicono subito su quale terreno ci troviamo a muovere.

[Foto Luciano Rossetti © Phocus Agency]
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James Brandon Lewis / Red Lily Quintet – Jesup Wagon (TAO Forms, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Chi è George Washington Carver? Un agronomo. Certo i jazzisti sono bizzarri e il loro Olimpo di eroi (o anti-eroi) a cui fare riferimento e da cui trarre ispirazioni e suggestioni, è spesso molto diverso da quello di altri musicisti. Carver, nato a Diamond nel Missouri, discendeva da una famiglia di schiavi e la sua professione di agronomo lo portò a diventare un educatore nel campo dell’agronomia, il che permise a centinaia di schiavi di ricevere un’adeguata preparazione ed un conseguente riscatto sociale, proprio grazie agli insegnamenti ricevuti da George Washington Carver. La sua era una “scuola itinerante” per così dire, si trattava infatti del suo carro agricolo, il Jesup Wagon, riprodotto nella magnifica copertina di questo altrettanto magnifico disco del grande sassofonista James Brandon Lewis e del suo Red Lily Quintet, uscito lo scorso 7 maggio per l’etichetta Tao Forms. Il Red Lily Quintet, messo insieme per questa occasione, è composto da James Brandon Lewis al sax tenore, Kirk Knuffke alla cornetta, William Parker al basso e gimbri, Chris Hoffman al violoncello e Chad Taylor alla batteria e mbira.

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Big Monitors – Knots And Notes (Auand Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Potremmo definire Knots and Notes un esperimento, ma in fondo tutti i lavori musicali ed artistici, in senso lato, sono degli esperimenti, il cui esito positivo o negativo sarà disvelato, non solo e non tanto per il successo che il disco o il concerto avrà presso il pubblico, quanto per il tempo in cui sarà ricordato. Giancarlo Tossani, pianista, compositore e, se possiamo dirlo, sperimentatore sociologico-musicale con Auand Records, etichetta discografica che dell’esplorazione alla ricerca di nuovi talenti ha fatto la sua stessa ragione d’essere, hanno provato a riunire cinque musicisti di generazioni diverse attorno ad un nome importante del jazz, ovvero quello del grande contrabbassista free William Parker. Così Gabriele Mitelli (tromba, filicorno contralto, synth), Tobia “Bobby” Bondesan (sax alto), Michele Bondesan (contrabbasso), Andrea Grillini (batteria), Amanda Noelia Roberts (alla voce in due pezzi), si sono cimentati in questo “esperimento di laboratorio”.

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