L I V E – R E P O R T
Articolo di Nicola Barin, immagini sonore di Roberto De Biasio
Il festival di Vicenza Jazz, nelle sue innumerevoli direzioni, riesce a coagulare dei progetti autonomi e importanti.
In the Name of Rosa Parks vede la proposta di un progetto originale voluto dal festival e dedicato Rosa Parks a 20 anni dalla scomparsa della paladina dei diritti civili.
Il contrabbassista William Parker, musicista importante, compositore prolifico, punto di riferimento per l’avant-jazz in tutte le sue declinazioni, intavola una serata magnifica.
Lo accompagnano Hamid Drake, batterista portentoso e sensibile, e la chitarrista Ava Mendoza, voce quanto mai originale che si trova a suo agio in diversi contesti, non solo jazzistici.

La giovane Celeste Dalla Porta, protagonista della pellicola Parthenope di Paolo Sorrentino e figlia del noto contrabbassista jazz Paolino Dalla Porta, è la voce recitante di diversi testi scritti dallo stesso Parker.
Il flusso sonoro è continuo e si apre con interventi molto lunghi caratterizzati in parte dall’anima blues che introduce Parker, la direzione invece decisa della chitarra della Mendoza tende a introdurre pattern e soluzioni che miscelano il jazz con sonorità più aspre molto rock.

Il primo set lascia spazio alla Mendoza, nel secondo invece l’idioma jazzistico si fa più presente con Parker che sfoggia il suono dell’algaita, strumento africano a fiato a doppia ancia, che sa misurare raggiungendo momenti di sublime parossismo. Le atmosfere si fanno più tese con la batteria di Drake che insiste reiterando ritmi africani e la chitarra architetta atmosfere suggestive.
L’ultimo set si chiude con Parker e i musicisti che replicano diverse frasi che si inseguono, si scontrano, si accartocciano su se stesse.
Un serata splendida, riuscitissima con musicisti che sono in grado di esprimere al massimo tutto il loro potenziale.










Photo © Roberto De Biasio, per gentile concessione del Vicenza Jazz Festival






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