R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Potremmo definire Knots and Notes un esperimento, ma in fondo tutti i lavori musicali ed artistici, in senso lato, sono degli esperimenti, il cui esito positivo o negativo sarà disvelato, non solo e non tanto per il successo che il disco o il concerto avrà presso il pubblico, quanto per il tempo in cui sarà ricordato. Giancarlo Tossani, pianista, compositore e, se possiamo dirlo, sperimentatore sociologico-musicale con Auand Records, etichetta discografica che dell’esplorazione alla ricerca di nuovi talenti ha fatto la sua stessa ragione d’essere, hanno provato a riunire cinque musicisti di generazioni diverse attorno ad un nome importante del jazz, ovvero quello del grande contrabbassista free William Parker. Così Gabriele Mitelli (tromba, filicorno contralto, synth), Tobia “Bobby” Bondesan (sax alto), Michele Bondesan (contrabbasso), Andrea Grillini (batteria), Amanda Noelia Roberts (alla voce in due pezzi), si sono cimentati in questo “esperimento di laboratorio”.

Certo “la traccia William Parker” è piuttosto impegnativa, ma l’esame (di maturità per i più giovani), sembra superato e sembrano confermate tutte le grandi doti dei musicisti più esperti. Slipped incomincia con cigolii e sussurri free, come nelle migliori delle tradizioni, dove la tromba dipinge pennellate di sorprendenti solitudini in uno scenario minimale che lascia intravedere spiragli di possibili discorsi musicali. Una diversa, colorata e multiforme atmosfera la si respira nel secondo brano In Order To Survive, che con il suo “pieno” sembra contrapporsi ai “vuoti” del primo; di impronta caratteristicamente free, ha un convincente dialogo di fiati tra Gabriele Mitelli e Bobby Bondesan. Il disco corre via veloce tra asperità e tracce meno ardue, come nel caso della bellissima Hunk Pappa Blues Junk Meal (magnifica summa di due brani). Confesso di avere una naturale predisposizione per il minimalismo atonale e Lashing mi sembra a tale proposito, di cristallina bellezza ed equilibrio. Magnifico per intensità e sperimentazione Autumn Leaves Vermeer, con la la bella voce cantante-recitante di Amanda Noelia Roberts, un testo composito su sogno e libertà che va ad incastonarsi come un gioiello nella partitura e dove il contrabbasso di Michele Bondesan sembra dividere in due il brano. Di rarefatta bellezza rumoristica l’attacco di Mr. Reeve, che in un crescendo imponente e corposo, termina poi con una possente sessione ritmica di sax distorto e lacerante. Si chiude in bellezza con ONeals Porch che volteggia tra un energetico free jazz e ricercatezze più pacate. Un filo che lega più generazioni, anzi più che un filo, una matassa di fili, come ottimamente illustrato nella bella copertina di Carmine Caletti; un disco che fa sua la lezione del free, la ridisegna sotto l’egida del grande William Parker, guida ideale e riferimento sicuro di chi non è, e non vuole essere mai, sicuro di nulla, come ogni jazzista che si rispetti.


Tracklist:
01. Slipped
02. In Order To Survive
03. Binding
04. Hunk Pappa Blues Junk Meal
05. Dream Flag
06. Sennit
07. Old Tears Fall Down
08. Lashing
09. Autumn Leaves Vermeer
10. Mr Reeve
11. Whipping
12. ONeals Porch
13. Hitch