Cerca

Off Topic

Solo contenuti originali

Tag

Auand

PazzfortheJazz: Intervista ai fondatori del progetto musicale

I N T E R V I S T A


Articolo curato da James Cook

Vivendo praticamente immerso nella musica, succede spesso che mi appassioni a progetti ed idee sentendo il desiderio di approfondirle. Sempre più, negli ultimi anni, mi lascio ispirare dall’universo che ruota intorno al jazz, alla world music, alle mille influenze e contaminazioni che si interconnettono tra di loro in riferimento a questi mondi sonori. Tra i numerosi canali disponibili per trovare stimoli sempre nuovi, da qualche tempo mi capita di esplorare mixcloud. Proprio qui ho incontrato un progetto che mi ha colpito: Pazzforthejazz.
Ho scoperto che dietro a questo curioso moniker si celano due giovani catanzaresi: Sharon Esse e Matteo Caglioti (MTCGT). Mi sono messo in contattato con Sharon per rivolgerle alcune domande alla vigilia di una interessante pubblicazione: il nuovo mix dedicato alla produzione recente della Auand Records, una delle etichette indipendenti di riferimento per il jazz italiano da circa vent’anni, guidata da Marco Valente.
Nel mix troverete brani tratti dai recenti lavori di Forefront, Gaetano Partipilo, Michelangelo Scandroglio, Paolo Bacchetta, Satoyama e Stefano Coppari.

Continua a leggere “PazzfortheJazz: Intervista ai fondatori del progetto musicale”

Stefano Coppari – Scar Let (Auand, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

A Stefano Coppari e alla sua band, oltre che giocare abilmente con gli strumenti, piace giocare anche con le parole. E questa è sicuramente una dote, poiché i grandi giocolieri di parole, da Raymond Queneau a Georges Perec, sono sempre stati alunni un po’ discoli ed indisciplinati e avrebbero avuto bisogno di un maestro severo, per esempio Ludwig Wittgenstein, ma sono sempre stati anche molto divertenti. Il titolo dell’ultima fatica di questo bravo chitarrista, lascia poco (o tanto), spazio ai dubbi: Scar Let. Dopo l’enigmatico e inquietante titolo si prosegue con Alt Her Hego, Heartbeat. Allora “lasciamoci cicatrizzare” da questo disco, meno inquietante nei suoni, di quanto non sia nelle title-track. 

Continua a leggere “Stefano Coppari – Scar Let (Auand, 2020)”

Hobby Horse – Goodnight Moon (Auand, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Avevo ascoltato gli Hobby Horse a NovaraJazz, qualche anno fa e i tre musicisti in varie formazioni, e sinceramente mi aspettavo da questo loro ultimo lavoro qualcosa di completamente diverso. Ma questa non è affatto una sorpresa negativa. Goodnight Moon contiene brani che loro stessi definiscono “ninne-nanne inquietanti”, forse perché composte durante l’ormai famigerato “lockdown”, forse solo per la voglia di frugare, attraverso suoni non consueti, nel profondo dell’animo umano. Suoni sporchi, timbri profondi, ritmi lenti, verrebbe da dire “cime abissali” per citare Alexandr Zinov’ev.

Continua a leggere “Hobby Horse – Goodnight Moon (Auand, 2020)”

Luca Sguera AKA – Berlin Sessions (Auand, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Cominciamo dagli Aka. Chi sono? Sono un popolo pigmeo che vive tra le Repubblica Centrafricana e il Congo. Quindi si potrebbe pensare che Luca Sguera, valente compositore e pianista, si sia ispirato a questo popolo e che per fare l’eccentrico abbia scelto questo nome suggestivo per dare un titolo al suo ultimo lavoro. Non è così, perché, in realtà, gli Aka non sono stati scelti a caso. La loro musica è stata oggetto di moltissimi studi di musicologia anche per il suo carattere polifonico e studiata da registrazioni in loco da Simha Arom, etnomusicologo francese. Ma non basta: molti compositori hanno tratto ispirazione dalla loro musica, come per esempio Steve Reich, il pianista Pierre-Laurent Aimard e, in particolare, il compositore ungherese György Ligeti che tutti conoscono.

Continua a leggere “Luca Sguera AKA – Berlin Sessions (Auand, 2020)”

Paolo Bacchetta Yerkir – The Storytellers (Auand, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Ho sempre un po’ di timore ad ascoltare un lavoro discografico, dove la chitarra elettrica la fa da padrone. È un pregiudizio, lo so. Purtroppo per chi è cresciuto a Jimi Hendrix, Carlos Santana, Eric Clapton, Pat Metheny, Paul Motian e Leo Kottke, tanto per buttare lì (a casaccio), un po’ di nomi che siano congruenti con la mia età, tutto il resto tende a sembrare una vana rincorsa a qualcuno di irraggiungibile. Discorso stupido? No, profonda ed inconscia verità, depositata e sedimentata nel cuore. Mi ci vogliono sempre due o tre brani prima che io riesca davvero a concentrarmi sulle sonorità di una chitarra.

Continua a leggere “Paolo Bacchetta Yerkir – The Storytellers (Auand, 2020)”

Forefront – Absentia (Auand, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Devo ammettere di non aver mai preso in considerazione l’ipotesi che Piet Mondrian potesse essere stato mio nonno, E se devo essere ancor più sincero, non mi ero mai posto il problema se Piet Mondrian avesse avuto dei nipoti. Di lui mi ero limitato a godere di quella serenità, data dal rigore del suo astrattismo geometrico. Avevo soggiornato spesso col cuore nei suoi “Tableaux”, mi ero consolato con il nitore di “De Stijl”, ma della sua parentela, nella quale avrei potuto esserci io (o voi), davvero non mi ero mai occupato. Credo però di aver capito il perché una delle più belle composizioni del nuovo lavoro discografico dei Forefront sia intitolata proprio “What if Piet Mondrian was your mother’s father”.

Continua a leggere “Forefront – Absentia (Auand, 2020)”

Samuele Strufaldi, Tommaso Rosati – 1,15K (Auand, 2019)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Far dialogare il pianoforte con uno strumento diverso dal violino è sempre un rischio, figuriamoci con una ammasso di aggeggi elettronici, materiale da maneggiare con cura. Ci hanno provato Samuele Strufaldi e Tommaso Rosati con 1.15K nuovo disco per la collana Auand Beats della etichetta Auand Records, appena uscito in versione esclusivamente digitale (direi coerentemente con il contenuto).

Continua a leggere “Samuele Strufaldi, Tommaso Rosati – 1,15K (Auand, 2019)”

Gaetano Partipilo – Boom Collective (Auand, 2019)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Si sa che ci sono cose che in Puglia sanno fare e sanno fare bene. Tra queste cose le orecchiette, l’olio e il jazz e non necessariamente in questo ordine. Boom Collective è il nuovo album, dell’omonimo gruppo, edito dalla etichetta Auand Records e ruotante attorno al sax di Gaetano Partipilo. Sgombriamo subito il campo da un equivoco e anche da un fastidio molto personale.

Continua a leggere “Gaetano Partipilo – Boom Collective (Auand, 2019)”

Ghost Horse – Trojan (Auand, 2019)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Mi ha fatto molto piacere, ascoltando Trojan primo album del sestetto italo-americano Ghost Horse, composto da Dan Kinzelman al sax tenore e clarinetto basso, Filippo Vignato al trombone, Glauco Benedetti alla tuba e euphonium, Gabrio Baldacci alla chitarra, Joe Rhemer al basso, Stefano Tamborino alle percussioni, sapere che c’è ancora qualcuno che si ricordi degli indiani d’America.
Osservazione forse singolare, ma necessaria: gli indiani hanno rappresentato, almeno per quelli della mia generazione, uno dei primi simboli della resistenza al tentativo di una globalizzazione sfrenata e senza regole, tanto, mi sia consentito il ricordo personale, che la “radio libera” a cui collaboravo, nel remoto 1977, Kabouter, aveva nell’affiche proprio due indiani d’America che ricordano molto la foto di “Toro seduto”, elaborata dal geniale Evan Ross Murphy per la copertina dell’album.

Continua a leggere “Ghost Horse – Trojan (Auand, 2019)”

WordPress.com.

Su ↑