Xabier Iriondo

Afterhours #30 – Agosto 2017 – Bolgheri (Li), Pineto (Te)

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Articolo di Luca Franceschini (Bolgheri, 10 Agosto), immagini sonore di Stefania D’Egidio
(Pineto, 13 Agosto)

Arriva un certo momento nella vita in cui ti accorgi che andare ai concerti è diventata una dipendenza. Magari non proprio con tutti i crismi del caso ma ecco, diciamo, qualcosa del genere. Perché scoprire che gli Afterhours suoneranno a cinque minuti di macchina dal luogo dove sei in vacanza per una decina di giorni e  sorprendersi a pensare: “Finalmente un bel concerto!”, quando in realtà sei in vacanza anche per staccare da un certo modo di fruire la musica che ogni tanto rischia di diventare stressante, dà forse una misura della gravità del problema.
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Todo Modo @ Biko – Milano, 11 aprile 2017

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Articolo di Eleonora Montesanti, immagini sonore di Alberto Mori

E’ stato un concerto potente e coinvolgente, quello di martedì 11 aprile al Biko di Milano, dove i milanesi Todo Modo hanno presentato il loro secondo disco appena uscito, Prega per me.

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Buñuel – A resting place for strangers (La Tempesta International / Goodfellas, 2016)

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BUNUEL_A_RESTING_PLACE_FOR_STRANEGRS

Articolo di Sabrina Tolve.

Incubi, malinconia, urla provenienti da un mondo ctonio, scosse telluriche, buio.
Un inferno. Un ottimo posto per riposarsi, per gli sconosciuti.
Perché poi, a disco finito, ci si sente spossati come Farinata degli Uberti fuori dalla tomba.
Se non sapete chi è Farinata degli Uberti, non è colpa mia.

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Todo Modo – Todo Modo (Goodfellas Records, 2015)

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Articolo di Savino Di Muro

Todo Modo è il progetto del cantautore Paolo Saporiti, Giorgio Prette, ex batterista degli Afterhours e Xabier Iriondo, chitarrista e polistrumentista degli Afterhours.
Quest’ultimo è il trait d’union fra gli altri due: ha suonato a lungo con Prette e ha prodotto la musica di Saporiti. I tre creano una musica “essenziale”, priva del basso sostituito dalla pedaliera di Iriondo, una sorta di cantautorato noise, con saturazioni aspre e taglienti, a volte disturbanti.
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Afterhours @ Carroponte – Sesto San Giovanni (Mi) – 6 settembre 2014

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Testo e immagini sonore di Thomas Maspes

Andare a un concerto degli Afterhours è come salire su di un ottovolante emozionale. Vieni a contatto con molte parti del tuo essere che per varie ragioni tu stesso fatichi a riconoscere o a credere possano fare parte del tuo mondo interiore. C’è un così violento e liberatorio scambio di energia fra la band sul palco e il pubblico stipato di fronte che tutto sembra cancellarsi: il tempo che passa, le cicatrici sulla pelle, la vita molto spesso compressa che si conduce in una città frenetica come Milano.
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Paolo Saporiti – Paolo Saporiti (2014 – Orange Home Records)

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Paolo Saporiti - Paolo Saporiti (2014)

Articolo di Andrea Furlan

Mi piacciono i dischi che suscitano forti emozioni. Mi piacciono i dischi che costringono a prendere posizione, a scegliere da che parte stare, che in nessuna maniera lasciano indifferenti e puntano dritto all’estremo coinvolgimento dei sensi. Dischi che regalano un’esperienza unica e totale, che non fanno sconti e impongono a chi li ascolta un rapporto esclusivo. Puoi tanto amarli quanto odiarli dischi così, di certo lasciano in te un segno indelebile. Se li ami è perché resti affascinato dai loro suoni, dai loro colori, dalla loro atmosfera; se li odi è perché ti mettono all’angolo e ti costringono a fare i conti con te stesso. Vanno in profondità per raggiungere anche le corde più nascoste del tuo intimo. Quando tutto ciò si avvera, come nel caso in questione, la fascinazione che ne deriva è per me pressoché immediata!

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