Afterhours @ Carroponte – Sesto San Giovanni (Mi) – 6 settembre 2014

Postato il Aggiornato il

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Testo e immagini sonore di Thomas Maspes

Andare a un concerto degli Afterhours è come salire su di un ottovolante emozionale. Vieni a contatto con molte parti del tuo essere che per varie ragioni tu stesso fatichi a riconoscere o a credere possano fare parte del tuo mondo interiore. C’è un così violento e liberatorio scambio di energia fra la band sul palco e il pubblico stipato di fronte che tutto sembra cancellarsi: il tempo che passa, le cicatrici sulla pelle, la vita molto spesso compressa che si conduce in una città frenetica come Milano.
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Sono nuovamente on the road per rendere omaggio al loro disco più celebrato e osannato (per la verità principalmente dalla critica, perché i fans la pensano in modo leggermente diverso), ovvero quel Hai paura del buio? che nel 1997 venne da molti proclamato come il disco che poteva portare il rock alternativo italiano ad un livello superiore.

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Sotto il palco del Carroponte ci saranno almeno duemila persone, un po’ di tutte le età: si va dagli adolescenti quasi intimiditi dall’ambiente e con lo sguardo sempre fisso verso il palco, ai cinquantenni con barba bianca, birra in una mano e sigaretta sempre accesa nell’altra. Gli After salgono sul palco alle 21,40. Tutta la prima ora è incentrata sull’esecuzione integrale di Hai paura del buio?. Dopo la bestemmia che dà il via a 1.9.9.6 è tempo della prima pogata con l’inno generazionale di Male di miele. Il pubblico è già infiammato e risponde a squarciagola, ma Manuel Agnelli è molto carico e non ha nessuna voglia di farsi sopraffare dalle urla del pubblico. La sua voce è miracolosamente tornata potente come e più di vent’anni fa, e lui stesso sembra rendersene conto. Non si tira mai indietro e quando c’è da spingere non sembra risentire dello sforzo fatto. La passione, la dedizione e il coinvolgimento che prova verso questa band e soprattutto verso la musica che ha composto in tutti questi anni, sono di un’autenticità unica, difficile da trovare in altri gruppi sia italiani che stranieri.

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Dopo la riproposizione integrale del disco del 1997, la band lascia il palco. Passano appena cinque minuti e Manuel torna e scherza con il pubblico, facendo un ardito parallelismo tra le attenzioni che un uomo dovrebbe continuare a riservare alla propria donna anche dopo anni di convivenza o matrimonio che sia, e che invece tende a negargli, facendo così capire al pubblico che se non continua ad applaudire durante la dipartita del gruppo dal palco, la band potrebbe decidere di non eseguire nessun bis. “Anche se poi ve li facciamo ugualmente”, chiude con un tono in bilico tra l’ironico e il perentorio. E così infatti è: si entra subito nel cuore di Padania, l’ultimo disco uscito nel 2012. Si parte con Spreca una vita, per proseguire poi con Ci sarà una bella luce, Io so chi sono, la sempre struggente Costruire per distruggere ed infine la title-track Padania. L’ultima mezzora di concerto poi è una bomba vera e propria. Gli After partono subito con una sorpresa davvero inaspettata, una versione molto tirata di un brano tratto dal loro primo disco in italiano datato 1995: Strategie. Finalmente dopo anni di richieste da parte del pubblico, attraverso cori e/o striscioni vari, la canzone viene inserita in scaletta. Poi sarà il turno di un paio di canzoni a testa tratte dagli album seguenti: Non è per sempre e la devastante La verità che ricordavo dall’album Non è per sempre; Quello che non c’è e Bye Bye Bombay (posta come chiusura del concerto) prese dal disco Quello che non c’è; ed infine La sottile linea bianca e Ballata per la mia piccola iena tratte da Ballate per piccole iene. Nessun brano invece estrapolato dal loro controverso penultimo lavoro di studio I milanesi ammazzano il sabato.

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L’anno prossimo scatterà l’anniversario per i vent’anni di Germi. Ci dovremo aspettare l’ennesimo tour celebrativo o gli Afterhours si chiuderanno in studio per dar corpo al successore di Padania? Si spera ovviamente nella seconda ipotesi, sempre pronti comunque ad aspettarli dal vivo per “rubare energia” in totale Simbiosi.

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