R E C E N S I O N E
Recensione di Elena Colombo
Può esistere spiritualità senza religione? Sì, e la si può esprimere con la musica, secondo Iacampo, artista veneto autore dell’album Preghiere Contemporanee. Il disco, pubblicato il 20 marzo 2026, usa parole tratte dal linguaggio liturgico per proporre interrogativi e lanciare canti di speranza. Le canzoni di Marco Iacampo si muovono lungo una tensione costante tra unità e separazione, che riflette il lungo e stratificato percorso che ha portato alla genesi di questo album.
«Quando ho scritto queste canzoni era tutto diventato una preghiera – spiega il cantautore – Vivevo in una fattoria a un paio di chilometri dalla laguna veneta, dove il tempo era sospeso e osservavo il mondo da una certa distanza e la natura da molto vicino. Ci ho vissuto 7 anni. Covid compreso. Tutto era diventato una preghiera. Fare, non fare, amare, odiare. Penso sia questione di linguaggi, di alfabeto spirituale, di che nome dai alle cose. Questo disco ha una scrittura lunga, e una lunga attesa di uscita. È un disco antico, è un disco del futuro. Perché quando si prega ci si connette oltre il tempo e lo spazio».

L’album si presenta con la voce pulita di Iacampo, che accompagnato dalla chitarra classica e da un meraviglioso violoncello, racconta di come l’amore sia un Mondo parallelo, “un paradiso che nasce in questo putiferio”. Una voce femminile, quella di Chiara Castello, che tornerà diverse volte nell’album, canta i cori del ritornello. In questo brano è molto presente il linguaggio religioso, con invocazioni al “regno dei cieli, la promessa dei santi, il bacio di Dio e di tutti gli amanti”.
Queste parole sono strumenti espressivi potenti, che vengono usati per dare voce a ciò che altrimenti sarebbe indicibile. Anche in Quanto Assomigliamo a Dio torna il riferimento religioso, ben evidente già dal titolo, anche se il brano parla più che altro di amore e della fatica dell’addio. Il testo è ricco di metafore: l’autore si impersonifica infatti in diverse creature, per poi infine identificarsi con un “tu” con cui instaura un dialogo canoro, accompagnato da una melodiosa chitarra classica.
Lo strumento diventa più vivace in F.A.R.O., brano dal tono allegro – complice il cajon, suonato magistralmente da Leziero Rescigno – ma dal testo nostalgico. Nel ritornello Iacampo spera che un “faro” illumini la strada e dia un’indicazione sul tragitto da percorrere.

L’album si fa sempre più intimo con il brano I Miei Occhi, I Tuoi Occhi, che racconta di un amore mai vissuto, uno sguardo incrociato per strada in cui il cantautore ha visto una storia da raccontare. «In questa canzone uso il racconto di cose che non mi riguardano direttamente, perché so raccontare più storie che non mi appartengono, che di come mi sento ora, perché i tuoi occhi mi rivelano qualcosa che non avevo mai visto di me, o che avevo dimenticato», sottolinea I’autore.
Segue Anima Piena, brano un po’ blues che paragona il sangue che scorre tra le vene a un fiume che trasporta l’anima in tutto il corpo. Anche ne Il Regno ritorna il tema dell’esplorazione e della ricerca di una mappa di un regno perduto. La canzone parla di due storie che diventano una: quella di un uomo in cui si nasconde un re e di una donna che si rivela essere una regina. Gli archi che vibrano, energetici, emozionano quando i due scoprono in realtà di avere “lo stesso regno”.
Gesù L’aveva Detto è, a mio parere, il brano più bello. Affronta con delicatezza l’emozione della paura, denunciando chi, ipocrita, usa l’amore come scusa per fare guerra e violenza. Cita il Vangelo di Matteo 23, 4-5, cantando “Era Gesù e l’aveva detto che verranno a suo nome, perché sapeva come vanno le cose”. L’album si conclude con Come Due Cuori e In Tutti i Miei Guai, canzoni che riecheggiano il tono religioso mantenendo coerente l’atmosfera del disco, pur senza aggiungere particolari variazioni sul piano sonoro.
Nel complesso ho trovato l’album molto gradevole, ben costruito e coerente nella sua struttura. È un lavoro intimo e profondo, che arriva dopo sei anni dall’ultimo disco di Iacampo, e che sorprende per la sua capacità di indagare con semplicità messaggi autentici e sinceri. Raccomando l’ascolto a chiunque sia alla ricerca di una spiritualità semplice e vera.
Tracklist:
01. Mondo Parallelo
02. Quanto Assomigliamo a Dio
03. F.A.R.O
04. I Miei Occhi, I Tuoi Occhi
05. Il Regno
06. Anima Piena
07. Gesù L’aveva Detto
08. Come Due Cuori
09. In Tutti I Miei Guai
Marco Iacampo – Musica, parole, voce, chitarre, pianoforte, flauto
Alberto Zuanon – Contrabbasso, pianoforte, voce
Giuseppe Franchellucci – Violoncello
Chiara Castello – Voce
Sergio Marchesini – Fisarmonica, sintetizzatore
Leziero Rescigno – Rullanti, cimbali, cajon
Photo © Alberto Pagliuca – editing Arianna Biasiolo




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