T E A T R O
Articolo di Mario Grella
Ho la fortuna di essere amico di Don Carlo Scaciga, nome che a molti lettori non dirà nulla, ma vale la pena citarlo poiché, se non fu proprio l’ispiratore de La Buona Novella di Fabrizio De André, quanto meno giocò un ruolo di rilievo nell’ispirazione del cantautore genovese che, la domenica della Palme del 1969, incontrò ad Intra, sul Lago Maggiore, un gruppo parrocchiale e inevitabilmente un ragazzo chiese a De André di cantare una canzone. Fabrizio, che era un uomo fondamentalmente timido, dopo qualche esitazione cantò per loro Si Chiamava Gesù. E poi confessò a Don Carlo che avrebbe voluto scrivere un disco con testi del Vangelo, ma poi osservava, “quelli sono l’ufficio stampa ufficiale del Paradiso”. A questo punto Don Carlo suggerì a Fabrizio di leggere i Vangeli Apocrifi e, in particolare il Protovangelo di Giacomo, dove c’è tutta la storia di Maria.

Mi è tornata in mente questa vicenda assistendo al bellissimo spettacolo di Neri Marcoré, intitolato proprio La Buona Novella, andato in scena lo scorso weekend al Teatro Coccia di Novara, spettacolo di prosa e musica, modulato sul “concept-album” di De André uscito nel 1970. Uno spettacolo-concerto molto ben articolato per la regia di Giorgio Gallione, una coproduzione tra Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Carcano di Milano, Teatro della Toscana, Marche Teatro e Teatro Nazionale di Genova. Effettivamente i dieci pezzi di quello storico album si prestano molto ad essere “raccontati” attraverso il trait-d’union di una voce narrante. Le parole dei pezzi di De André sono già di diritto nelle antologie di poesia, e questo avrebbe potuto essere anche un fattore di rischio, ma Neri Marcorè, le ha sapute abilmente trasformare in una sorta di Sacra rappresentazione, coadiuvato dall’altra voce narrante, quella di Rosanna Naddeo.

La misura è certamente la cifra stilistica del testo, mentre le parti cantate sono sorprendentemente aderenti allo stile asciutto di Faber e la capacità canora di Marcorè è davvero notevole, come è notevole l’amalgama dei musicisti: Guia (voce e chitarra), Barbara Casini (voce chitarra e percussioni), Anaïs Drago (violino e voce), Francesco Negri (pianoforte), Alessandra Abbondanza (voce e fisarmonica). Di De André e di questo suo capolavoro resta paradossalmente poco altro da dire, se non ricordare che canzoni come Il ritorno di Giuseppe, Il sogno di Maria, o la soave Ave Maria sono entrate da tempo nella storia della musica e qualcuna, come Il testamento di Tito, con quella lettura quasi sacrilega, ma così potentemente umana e divina dei Dieci Comandamenti, direttamente nella leggenda. Lo spettacolo di Neri Marcorè invece entra certamente di diritto tra le cose migliori di questa stagione teatrale (e non solo del Teatro Coccia di Novara).




Photo © Tommaso Le Pera






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