R E C E N S I O N E


Recensione di Mimmo Stolfi

Conoscere il linguaggio dell’altro fino a cogliere dove una frase potrebbe andare: l’intesa fra Ivo Perelman e Matthew Shipp nasce da trent’anni di musica condivisa. Basta un accenno perché il partner possa svilupparlo oppure deviarlo verso qualcosa che il primo non aveva previsto.
Duologues 7: Distillation (Squid Note Records), doppio album digitale pubblicato il 2 ottobre, nasce da questa intesa fra sassofono tenore e pianoforte. I diciannove episodi provengono da due sedute registrate da Jim Clouse ai Park West Studios di Brooklyn, il 30 dicembre 2025 e il 16 gennaio 2026. Delle due sedute resta traccia nella divisione dei volumi: nove improvvisazioni nel primo, dieci nel secondo. Con Distillation, l’esperienza condivisa trova una formula che ne suggerisce la concentrazione. Senza una sezione ritmica a mediare il confronto, il tenore si misura direttamente con il peso armonico del pianoforte, mentre sulla tastiera ogni intervento incontra la mobilità del respiro. Parlare di solista e accompagnatore diventa insufficiente per descrivere una relazione tanto stretta.

Una svolta decisiva nel percorso del duo fu Callas. In un’intervista del 2018, Shipp individuava proprio in quel disco l’apertura di una nuova fase lirica: l’approfondimento delle qualità vocali del tenore aveva modificato anche la loro interazione. È un’osservazione che aiuta a comprendere Perelman oltre l’immagine del sassofonista degli acuti estremi. La vocalità riguarda la flessione delle note e il modo di legarle, quella continuità del respiro che può mantenere un’intenzione cantabile anche dentro un suono aspro. Questa conquista costituisce un antecedente essenziale di Distillation. Il lirismo offre alla musica una possibilità ulteriore in quanto una melodia può affiorare senza diventare un tema da ripetere, conservando qualcosa di provvisorio. Il canto e la sua deformazione appartengono allo stesso vocabolario. Nel pianoforte di Shipp, analogamente, la forza percussiva convive con un pensiero armonico che rende riduttiva qualsiasi descrizione fondata soltanto sull’energia.

I brani del nuovo album mostrano un lavoro abbagliante su frammenti melodici e sulle loro implicazioni armoniche, accanto a bruschi cambi di registro e a variazioni di densità. Per goderne appieno l’intensità va prestata attenzione al rapporto fra un’idea appena accennata e un passaggio più fitto. Anche la scelta di identificare gli episodi soltanto con numeri ha un effetto sulla lettura dell’album. Nessun titolo indirizza verso un’immagine o suggerisce una storia. L’ascoltatore incontra diciannove improvvisazioni distribuite fra due giornate, con la possibilità di seguirle singolarmente oppure di considerarle nella successione dei rispettivi volumi. Il doppio conserva così il carattere di due occasioni distinte, anziché presentarsi come un’unica lunga esecuzione.

Il silenzio appartiene a questo campo di possibilità quanto la durata delle note. Una pausa può lasciare irrisolta una frase oppure segnarne la conclusione; la sua funzione dipende da ciò che la precede. È un aspetto particolarmente significativo nel confronto fra uno strumento che prolunga il suono attraverso il fiato e uno che deve fare i conti con il decadimento di ogni nota.
Distillation propone dunque una parola impegnativa per un doppio album. La concentrazione evocata dal titolo riguarda il valore attribuito a ogni gesto, più che la quantità complessiva della musica. È su questa relazione fra ampiezza del documento ed essenzialità dell’espressione che il nuovo lavoro chiede di essere ascoltato.

Tracklist:
01. Distillation One (4:58)
02. Distillation Two (3:39)
03. Distillation Three (7:27)
04. Distillation Four (6:43)
05. Distillation Five (6:56)
06. Distillation Six (5:50)
07. Distillation Seven (6:34)
08. Distillation Eight (6:01)
09. Distillation Nine (4:48)

10. Distillation One (5:14)
11. Distillation Two (6:21)
12. Distillation Three (6:50)
13. Distillation Four (3:51)
14. Distillation Five (5:17)
15. Distillation Six (4:37)
16. Distillation Seven (7:19)
17. Distillation Eight (4:35)
18. Distillation Nine (5:22)
19. Distillation Ten (6:14)

Photo © Peter Gannushkin

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