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Lucci, Ford78, Hube – Unabomber (La Grande Onda, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Tre esponenti della vecchia guardia romana (Ford78 alle strumentali, Lucci e Hube ai microfoni) si sono uniti per la realizzazione di questo Ep composto da sei tracce che dura poco meno di venti minuti. Dopo tanti ascolti e una lunga meditazione su cosa dire e come dirlo per non risultare troppo un criticone (anche se poi probabilmente sarà così) ho deciso di concentrarmi su due semplici punti.

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Canova | Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna @ Gallerie d’Italia, Milano

A R T E – M O S T R E


Articolo di Mario Grella

Spesso nella storia dell’arte due artisti furono in competizione. Magari una competizione a distanza, magari non sincronica e magari nemmeno una vera competizione, diciamo un “controcanto”, un allievo che supera il maestro o solo un termine di paragone. Successe con Cimabue e Giotto, con Raffaello e Michelangelo, Canaletto e Guardi e gli esempi potrebbero essere innumerevoli.
Anche Antonio Canova e Bertel Thorvaldsen furono rivali nella Roma settecentesca, classicista e cosmopolita. Che poi proprio da loro nascesse la scultura moderna, come dice il titolo della grandiosa mostra allestita presso le Gallerie d’Italia di Milano, è tutto da vedere; ma si sa che i curatori sono sempre alla ricerca di un filo conduttore, di una tematica, di un trait-d’union, di un pretesto insomma, che giustifichi le loro scelte.

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Francesco Guccini: non tornerò live, non sono Aznavour che saltella sul palco!

C O N F E R E N Z E


Articolo di Joshin E. Galani

In uscita il 15 novembre per BMG Note di viaggio, primo volume della raccolta delle più belle canzoni del cantautore Francesco Guccini, prodotte e arrangiate da Mauro Pagani e reinterpretate da diversi artisti italiani che vedrà alla luce un secondo capitolo nel 2020. Il disco contiene un inedito, Natale a Pavana.
Un nuovo brano, con impeto e slancio, dopo l’abbandono della carriera e l’uso del dialetto pavanese. La canzone è intrisa di ricordi di infanzia, nostalgie, dei natali in famiglia nel loro paese d’origine, Pavana. Ai ritornelli Mauro Pagani. I video raccoglie immagini recenti ma anche di repertorio della carriera di Guccini.

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Gli Scordati di Joe – Vol. 46

R E C E N S I O N I


Articolo di Giovanni Carfì

Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

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Jaimie Branch – Fly or Die II: Bird Dogs of Paradise (International Anthem, 2019)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Non credo che la metafora del volo e la simbologia degli uccelli sia legata “solo” all’evocazione della libertà. L’uccello è un essere poco addomesticabile, è un essere a suo modo misterioso, chiuso nella sua impenetrabile individualità. Come sono gli uccelli dell’ultimo lavoro di Jamie Branch che si intitola Fly or Die II: Bird Dogs of Paradise? Strani; e forse che i cani “da uccello” siano proprio i musicisti? del resto, se non fossero stati strani, non avrebbero nemmeno popolato il disco della trombonista di Brooklyn, che ho avuto la fortuna di ascoltare a NovaraJazz giusto un anno fa.

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Alex Cremonesi – La prosecuzione della poesia con altri mezzi (Riff records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Luca Franceschini

Alessandro o “Alex” Cremonesi non è mai stato un artista facilmente inquadrabile. Ha legato il suo nome principalmente all’operato dei La Crus, di cui ha scritto, insieme a Mauro Giovanardi, praticamente tutti i testi, influenzandone la poetica ma senza mai apparire in prima persona sul palco, essenziale e allo stesso tempo defilato.
Negli anni successivi allo scioglimento del gruppo si è impegnato in numerosi progetti, spesso e volentieri sperimentali e poco canonici, il più delle volte in compagnia di Lagash, lo pseudonimo con cui Luca Saporiti dei Marlene Kuntz firma i suoi molteplici lavori e collaborazioni al di fuori del gruppo.
La prosecuzione della poesia con altri mezzi è però una questione diversa, soprattutto perché è la prima volta, almeno da quel che mi è dato di ricordare, che il paroliere inscrive il proprio nome in copertina, per un progetto che seppur frutto di un’unica, enorme joint venture, è comunque roba sua.

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Alex Prager – Silver Lake Drive @ Fondazione Sozzani, Milano

A R T E – M O S T R E


Articolo di Mario Grella

Cosa hanno in comune Alex Prager e Duane Hanson? Apparentemente niente: una è nata in California, l’altro nel Minnesota, una è fotografa e regista, l’altro era uno scultore. Eppure passeggiando nel fascinoso “premier étage” di Corso Como, quello della Fondazione Sozzani, il legame tra i due appare più che evidente. Solo che mentre le figure di Hanson sono sculture iperrealiste, quelle di Prager sono fotografie; “artificiale” VS “reale” verrebbe da dire. Ma in entrambi è sempre l’iconico e raggelante concetto di “realtà” a dominare la scena.

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Michael Kiwanuka – Kiwanuka (Polydor Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Stefania D’Egidio

Si dice che nessuno torni mai da un viaggio come è partito, niente di più vero: il viaggio ci plasma e ci cambia, arricchendoci di esperienze nuove mano a mano che ripercorriamo strade già battute da altri.
Se avete voglia di fare un viaggio di questo tipo prendete in mano l’ultimo lavoro di KIWANUKA, dal titolo omonimo, scritto in maiuscolo, quasi a voler sbattere in faccia il suo nome a quanti lo invitavano a cambiarlo perché poco commerciale, pubblicato lo scorso 1 novembre per l’etichetta Polydor/Universal; mettetevi comodi e non prendete altri impegni per i prossimi 51 minuti: non sono ammesse distrazioni, la tracklist terrà occupati tutti i vostri sensi.

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L’anima di Battisti rivive in Gianmarco Carroccia @Teatro Politeama Mario Foglietti, Catanzaro – 8 novembre 2019

L I V E – R E P O R T


Emozioni – viaggio tra le canzoni di Mogol e Battisti

Articolo di Iolanda Raffaele

Mi ritorni in mente è l’espressione giusta per lo spettacolo andato in scena venerdì 8 novembre al Teatro Mario Foglietti Politeama di Catanzaro. Il giovane cantante Gianmarco Carroccia, con la sua voce e il suo volto molto somigliante, ha fatto rivivere Lucio Battisti, interpretando la sua anima e il suo modo di intendere la musica, passando da una canzone all’altra ed attraversando epoche e sentimenti diversi.
Immedesimazione, ma anche originalità, così Carroccia dimostra di non essere un imitatore, ma un conoscitore ed un talentuoso artista; di saper entrare in un altro corpo senza perdere la sua identità; di seguire le orme di uno dei maggiori cantanti della storia italiana e non solo, con un proprio carattere, timido, riservato e manierato.
L’ultimo capitolo musicale di questa edizione del Festival d’Autunno si apre con la dolce Emozioni, tra lo stupore del pubblico e l’accompagnamento magistrale dell’orchestra di ben sedici elementi diretta dal maestro Marco Cataldi.

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