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Storifilìa: il nuovo album di Orlando Manfredi in anteprima al FolkClub di Torino, 18 aprile 2019

L I V E – R E P O R T


Articolo di Eleonora Montesanti

Storifilìa è il nuovo bellissimo progetto del cantastorie e attore torinese Orlando Manfredi, un disco il cui obiettivo è quello di raccontare storie che riguardano il nostro presente. E quale palco avrebbe potuto ospitarlo meglio se non quello del FolkClub di Torino, così intimo e così importante da trasudare esso stesso pezzi di storia da tutti i pori? Un pubblico caldo, complice e amico ha accompagnato Orlando e i suoi musicisti in un viaggio attraverso racconti pieni di emozioni in cui – grazie anche alle atmosfere melodiche dei fiati di Igor Sciavolino e del contrabbasso di Stefano Micari – era impossibile non immedesimarsi.

Ph. Massimo Forchino

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Vampire Weekend – a Luglio in Italia

C O M U N I C A T O – S T A M P A


DNA concerti
è felice di presentare

UNICA DATA IN ITALIA A LUGLIO!
VAMPIRE WEEKEND

Photo Credits: Monika Mogi

9 luglio 2019 – Milano – Circolo Magnolia
Ingresso: 30€ + d.p.
Apertura Porte: 19.00
Inizio Concerto: 20.30
Biglietti in vendita su www.ticketone.it da martedì 14 maggio alle ore 10.00

La band capitanata da Ezra Koenig torna nel nostro paese dopo una lunghissima pausa, per promuovere il suo nuovo album, “Father of the Bride”.

Sono passati più di dieci anni da quando i Vampire Weekend sono venuti in Italia per l’ultima volta. Undici anni, per la precisione, tre album – dopo l’omonimo “Vampire Weekend” sono usciti “Contra”, “Modern Vampires of the City” e ora, da pochi giorni, “Father of the Bride” – e mille trasformazioni. La scrittura dei pezzi si è fatta più sofisticata, i testi di Ezra Koenig sempre più complessi e profondi, Rostam Batmanglij ha lasciato il gruppo per darsi alla carriera solista ma è rimasto un membro mobile della formazione (è il produttore del primo singolo, Harmony Hall, e il co-autore e produttore di We Belong Together).

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Cactus? + Pijamaparty @ Circolo Ohibò, Milano – 27 aprile 2019

L I V E – R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini
immagini di Silvia Violante Rouge

Serata all’insegna del ritmo, festa comune delle chitarre e dei Synth, quella che si è vissuta questa sera al circolo Ohibò. Sono di scena due band esordienti, arrivate per strade diverse, più o meno contemporaneamente al disco di debutto, entrambe dedite a sonorità che si potrebbero definire “retrò” ma espresse attraverso formule senza dubbio efficaci. Non sappiamo come andrà a finire ma al di fuori dei circuiti mainstream, queste sono due proposte che ci sentiamo di consigliare.

Cactus?

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Primo Maggio Roma 2019: non un Festival di Sanremo bis, ma il luogo delle parole forti e dei sodalizi musicali

L I V E – R E P O R T


Articolo e foto di Iolanda Raffaele

Come nei due anni precedenti, anche quest’anno abbiamo vissuto la strana e straordinaria esperienza del Primo Maggio a Roma e vogliamo raccontarvela. È stata un’edizione criticata su ogni fronte, dalla scelta degli artisti che sembra strizzare l’occhio a Sanremo, alla presenza di poche donne nella line up, alla conferma dei precedenti presentatori nella conduzione.
Off Topic, tuttavia, non ama giudizi e polemiche e si vuole concentrare sulla bellezza di questo evento sia pur nelle difficoltà che sono proprie delle grandi manifestazioni. Il clima non è stato di certo amico, la pioggia, infatti, è stata quasi un cantante aggiunto, ma non ha scoraggiato il pubblico con la sua schiera di ombrelli colorati, riparato con giubbini, impermeabili o oggetti improbabili di fortuna, né la musica, né i cantanti.

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Andrea Rock e Nicholas Johnson. Una casa e un’amicizia.

I N T E R V I S T A


Articolo di Giacomo Starace
Immagini sonore di Anna Monguzzi

Sono stato agli Attitude Studios a intervistare Andrea Rock e Nicholas Johnson, due amici, due uomini di musica che sono protagonisti di molte storie. Sono legati da un’amicizia profonda e dalle corde di una chitarra. A marzo è uscito il loro primo album in collaborazione, This is Home, un disco ricco e pieno di vita.

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Cage The Elephant – Social Cues (Rca, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Prendere i Cage The Elephant. Aggiungere dell’ottimo rock invecchiato in botti d’acero dal sapore hendrixiano. Mescolare saggiamente con alcune gocce di Pixies e Nirvana. Shakerare il tutto con l’aggiunta di ¼ di Beatles e ¼ di Black Keys dal colore rosso intenso. Versare in un bicchiere e gustare ghiacciato. Suonano così i ragazzi del Kentucky, un po’ amarcord con gusto retrò e un po’ strafottenti alla Pete Doherty. C’è tanto stile in quello che fanno e producono, che ogni loro nuovo passo viene atteso come una boccata d’ossigeno a livello musicale. Per questo erano attesi al varco i Cage The Elephant, come Atreyu al passaggio della prima porta nel film La storia Infinita; il tutto sta nel credere in se stessi se si vuole sopravvivere.

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Killing Cartisano – “Se la bellezza non la senti dentro risulta inutile cercarla fuori”

I N T E R V I S T A


Articolo di Giovanni Carfì

Killing Cartisano è involontariamente il nuovo moniker dietro il quale ritroviamo l’autrice e polistrumentista italiana Roberta Cartisano. Dopo due lavori e un’interruzione involontaria durante la stesura del terzo disco in italiano, torna con un nuovo lavoro in inglese, uscito ormai nel novembre scorso. Partendo proprio da questa interruzione forzata, abbiamo contattato Roberta, per farci raccontare di questa trasformazione e dell’inevitabile evoluzione che ne è scaturita

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Gianluca Gozzi (TOdays Festival): Anche l’Italia ha il suo Primavera Sound?

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Parlare di eccellenza associata al TOdays ormai non è più una novità. Da qualche anno il festival torinese inanella programmi di grande qualità con nomi internazionali del calibro di PJ Harvey, Editors, Band of Horses, War on Drugs, Mogwai ad alternarsi nelle varie edizioni, in compagnia di artisti italiani di assoluto prestigio (solo l’anno scorso, per dire, abbiamo avuto gente come Colapesce, Cosmo e M¥SS KETA). Giunti al quinto appuntamento però, hanno davvero deciso di giocare in grande: dal 23 al 25 agosto, in diversi luoghi del capoluogo piemontese, poco conosciuti ma altamente suggestivi, si esibirà una selezione di band e artisti che mai, neppure nelle nostre più recondite fantasie, avremmo pensato di vedere negli stessi giorni. Impossibile nominarli tutti ma già accennare a Low, Spiritualized, Jarvis Cocker, Bob Mould, Cinematic Orchestra, Deerhunter, Johnny Marr, Hozier, Beirut mi sembra abbastanza per far capire che siamo di fronte a qualcosa di veramente grosso. Senza contare, tra l’altro, che all’appello mancano ancora diversi nomi, che verranno annunciati a breve…

Insomma, ci lamentiamo spesso dell’arretratezza italiana in fatto di musica, della difficoltà cronica a mettere in piedi un festival che possa anche solo lontanamente confrontarsi con quelli europei ma questa volta, forse, ci siamo: se l’Ypsigrock sta sempre di più diventando un punto di riferimento a sud, il TOdays lo sta facendo al nord. Per saperne di più abbiamo raggiunto al telefono il sempre disponibilissimo Gianluca Gozzi, che di tutta questa meraviglia è il principale ideatore. Ecco quel che è venuto fuori.

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Megha: Adesso mi potete anche vedere in faccia

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Difficile orientarsi in mezzo al mare di uscite discografiche da cui siamo sommersi ogni venerdì (perché soprattutto da quando lo streaming è il mezzo principale per fruire la musica, le novità si concentrano in questo giorno della settimana). Ancora più arduo poi, è capire cosa vale e cosa no, nel momento in cui il tempo da dedicare ad ogni singolo nome diventa sempre più esiguo. Senza contare che, trovato il genere di successo, le coordinate stilistiche che possono più agevolmente garantire la risposta del pubblico, tutti vi si buttano a pesce (è successo così in ogni momento storico), con l’inconveniente di un panorama artistico sempre più uniformato. Oggi, almeno in Italia, da una parte abbiamo Trap e Hip Pop, dall’altra quella che da tempo gli addetti ai lavori chiamano It Pop, che è poi una versione più sfacciata e piaciona di quello che una volta era l’Indie. Passerà, probabilmente, ma al momento è questo che abbiamo. E sia chiaro che non ci va affatto male: fatti salvi i gusti e le sensibilità personali (che saranno sempre e per sempre insindacabili), ogni genere ha i suoi codici espressivi, attraverso cui esce un determinato prodotto. E il prodotto può essere buono o meno buono, sia chiaro; ma è un problema di contenuto, non di forme.

Megha, da questo punto di vista, appartiene a quelli che la ricetta la sanno preparare bene. È romano, incide per Asian Fake ed è prodotto da Frenetik & Orang3 (ha preso parte anche a ZEROSEI, esordio discografico del duo, uscito un paio di mesi fa), che al momento, quando si parla di certe sonorità, sono forse il meglio che ci sia sulla piazza.
Basterebbero questi elementi per renderci bendisposti verso Superquark, il suo primo disco, che arriva dopo quattro singoli di altissima qualità usciti negli ultimi due anni, che lo hanno subito fatto collocare tra gli artisti da tenere d’occhio nel prossimo futuro. Noi ne avevamo parlato in occasione del report del concerto dei Coma_Cose a Milano, lo scorso settembre. Adesso, con un bel po’ di materiale in più a disposizione, gli abbiamo telefonato e abbiamo ascoltato che cosa aveva da raccontarci…

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