T E A T R O


Articolo di Barbara Guidotti

Quando il sipario si apre, solo tre colori dominano la scena: il bianco, il rosso e il nero. Il bianco dell’arredamento, dei libri, della finestra aperta sull’esterno, delle parole scritte col gesso sul muro nero che si fa lavagna. Nero come le due figure che si muovono sulla scena, intorno a un divano rosso come il risentimento che a poco a poco affiora mentre il dialogo si fa incalzante. Due amici, uno di fronte all’altro, si misurano in un dialogo serrato in cui il non detto, il sottinteso, l’insinuato apre incrinature che diventano solchi profondi e incolmabili non solo tra tra due uomini, ma tra due mondi, due visioni dell’esistenza, due piani prospettici: l’oscurità della tana dove barricarsi, perché “la vita è là/ semplice e tranquilla”, troppo estranea da accogliere (la citazione di Verlaine si interrompe sull’orlo del rimpianto: “che hai fatto, tu che qui/ piangi senza tregua,/ dimmi che hai fatto, tu/ della tua giovinezza?”), e la normalità di un’esistenza che scorre sui binari di una rassicurante e apparente certezza.

Continua a leggere “Pour un oui ou pour un non – Umberto Orsini e Franco Branciaroli – Teatro Verdi, Fiorenzuola d’Arda (PC)”