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Giorgio Poi, Clavdio, etc. @ Balena Festival, Porto antico, Genova – 28 aprile 2019

L I V E – R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini

Partiamo dalle cose fondamentali: il Balena Festival merita di diventare un appuntamento fisso nell’ambito delle rassegne musicali del nostro paese. Nel cuore del Porto Vecchio di Genova, sotto ad una tensostruttura ideale per proteggersi dal mal tempo (e questa sera ne avevamo davvero bisogno!), artisti che si alternano su due palchi, un Main stage ed uno molto più piccolo situato dalla parte opposta, così da evitare lunghe e fastidiose pause, un servizio ristorazione efficiente ed un personale fatto di ragazzi appassionati, amichevoli e motivati. Se aggiungiamo un cast di livello assoluto, che per quattro sere ha visto alternarsi act quali Franco 126, La rappresentante di lista, Edda, Giorgio Poi, Tre allegri ragazzi morti e altri, possiamo farci un’idea piuttosto precisa del livello della questione.

Io ci sono andato venerdì, la sera in cui era Bomba Dischi l’assoluta protagonista, con due dei suoi artisti di punta, Giorgio Poi e Clavdio. Soprattutto il primo, che ha fatto un disco bellissimo e che dal vivo ha sempre centellinato un po’ le esibizioni, mi tentava davvero parecchio, anche per l’idea di poterlo vedere in un contesto più favorevole rispetto ad un Mi Ami che, se tutto andrà come deve andare, sarà sempre troppo affollato e dispersivo.

Giorgio Poi

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dellacasa maldive: dalla mia cameretta ad un pontile di Genova [intervista]

Intervista di Luca Franceschini

Riccardo Dellacasa non è un nome nuovo, per chi bazzica da tempo l’ambiente dell’underground italiano. Già bassista dei Wemen e poi in forza alla live band di Verano (il progetto di Anna Viganò, ex Officina della camomilla), il polistrumentista varesino ha iniziato da diverso tempo a comporre canzoni da solo. È passato dall’inglese all’italiano, ha trovato i componenti giusti e ha creato dellacasa maldive, un monicker che unisce la suggestione semantica del suo cognome all’immaginario esotico di un luogo che ha da sempre rappresentato la fuga dal caos informe della realtà quotidiana.
Per il momento sono usciti solo due singoli, “Genova” e “Davide”, ma la freschezza retro del loro sound e la bellezza cristallina delle melodie sono state sufficienti a farmi innamorare di questo progetto. Così, qualche giorno prima di testarne la resa dal vivo all’Ohibò di Milano (occasione privilegiata per ascoltare qualche altro pezzo), ho raggiunto al telefono Riccardo che, in procinto di recarsi alle prove, mi ha raccontato qualche interessante retroscena degli inizi e mi ha svelato cosa succederà in futuro.

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Ex-Otago – I tapullatori del pop, da Marassi ai palchi di tutta Italia

Articolo di Giacomo Starace

Studi Universal, una conferenza stampa che si trasforma in una chiacchierata distesa fra una battuta e l’altra: i protagonisti sono loro, gli Ex-Otago, direttamente da Genova con un disco bellissimo, Marassi, che sono riusciti a rendere ancora più bello grazie a collaborazioni inaspettate (da Finardi a Caparezza e Levante). Rigiro fra le mani questo doppio cd su cui campeggia una fotografia di Genova in notturna, con una zona scura, più o meno corrispondente al loro quartiere, che dà il titolo all’album.
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Ex-Otago: i nuovi realisti – l’intervista

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Articolo di Iolanda Raffaele

Colorati, sbarazzini, vivaci, la loro cifra è di sicuro l’allegria e la spontaneità.
Ad occhi chiusi si percepisce tutta la voglia di saltellare in lungo e in largo, di disegnare la musica con le parole, senza dimenticare di rendere la musica vita, di giocare con le note e di sperimentare nuove strade.
Questo sono gli Ex-Otago, un misto di suoni e sensazioni, di ritmi e polistrumentismo che riesce a far viaggiare con la mente anni luce, con Gli occhi della luna, senza mai scappare da se stessi, Non molto lontano, magari al Mare e fino a Marassi.

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