Ricerca

Off Topic

Solo contenuti originali

Tag

Intakt Records

James Brandon Lewis Quartet – Code of Being (Intakt Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Riccardo Talamazzi

James Brandon Lewis mi aveva colpito da subito con quell’esordio Moments del 2010, un album autoprodotto in cui si avvertiva la già matura personalità strumentale del saxofonista allora appena ventisettenne. Il colpo del k.o. lo subii qualche anno più tardi, quando nel 2015 uscì un album in trio – Days of freeman – dentro al quale un sax aggressivo ma non troppo si muoveva supportato solamente dal contrabbasso e dalla batteria. Chi pratica uno strumento a fiato sa che dopo il disco-solo, la difficoltà più grande è suonare con una formazione senza un vero e proprio strumento “armonico” come un piano o una chitarra, qualcosa che ti consenta un appoggio su una base rassicurante costituita da accordi e non solo da singole note, o al massimo da bicordi, come li può permettere il contrabbasso. In questi ultimi casi quasi tutta la responsabilità della sostanza sonora si carica sulle spalle del solista e se non sei più che bravo a mantenere accesa l’attenzione finisci per perderti nell’oleoso mare della noia. Ma J.B.Lewis è più che bravo, non tanto e non solo dal punto di vista tecnico su cui peraltro egli non insiste più di tanto ma piuttosto nella costruzione melodica e nel fraseggio in cui dimostra un’invidiabile individualità espressiva. In questa sua ultima uscita Code of Being – la decima produzione discografica da titolare della sua carriera – c’è continuità col lavoro precedente, Molecular, anch’esso licenziato in quartetto con gli stessi musicisti di questo disco e cioè Aruan Ortiz al piano, Brad Jones al contrabbasso, Chad Taylor alla batteria oltre allo stesso Brandon Lewis al sax tenore.

Continua a leggere “James Brandon Lewis Quartet – Code of Being (Intakt Records, 2021)”

Alexander Hawkins – Togetherness Music (Intakt Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Se dovessi collocare Alexander Hawkins in un ambito musicale avrei serie difficoltà. Non avrei invece nessuna difficoltà se dovessi collocare un suo cd in uno scaffale, non per il fatto di avere una nutrita discoteca (non solo), bensì per il fatto che saprei perfettamente dove mettere i lavori dei poeti della musica e non importa di quale musica, quel che importa è che si tratti di quella che il mio amico Riccardo Bertoncelli battezzò “musica da non consumare”. Quello sarà l’immaginario scaffale per “Togetherness Music for Sixsteen Musicians Feat” di Alexander Hawkins, Evan Parker e del Riot Ensemble. Per la cronaca (ma anche per la storia della musica), i sedici musicisti sono: Alexander Hawkins (Piano e composizione), Evan Parker (sax soprano), Aaron Holloway-Nahum (direzione), Rachel Musson (flauto e sax tenore), Percy Pursglove (tromba), James Arben (flauto e clarinetto basso), Neil Charles (contrabbasso), Mark Sanders (batteria e percussioni), Matthew Wright (elettronica), Benedict Taylor (viola), Hannah Marshall (violoncello) e ancora il “The Riot Ensemble” con Mandhira de Saram e Marie Schreer (violini), Stephen Upshaw (viola), Louise McMonagle (violoncello), Marianne Schofield (contrabbasso). 

Continua a leggere “Alexander Hawkins – Togetherness Music (Intakt Records, 2021)”

WordPress.com.

Su ↑