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Sub Pop Records

Aeon Station – Observatory (Sub Pop Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Francesca Marchesini

Today is the day we are finally free of pretending
To be something we never wanted

(Aeon Station, Fade, 2021)

Il 10 dicembre è uscito Observatory, album di debutto di Aeon Station, il progetto solista – ma che in realtà vede la collaborazione di diversi colleghi – del bassista e cantante della band indie rock statunitense The Wrens. Il materiale presente nel disco è stato scritto e realizzato nell’arco di diciotto anni (quelli passati dalla pubblicazione dell’ultimo LP dei The Wrens, Meadowlands) da Kevin Whelan in collaborazione con alcuni membri del suo gruppo d’origine, Greg Whelan e Jerry MacDonald, la moglie Mary Ann e il produttore Tom Beaujour.

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Low – Hey What (Sub Pop Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Arianna Mancini

Un’immagine minimale che richiama modelli d’interferenza, si presenta così la copertina del tredicesimo lavoro dei Low uscito lo scorso 10 settembre per Sub Pop Records. L’artwork, opera di Peter Liversidge, artista multidisciplinare britannico, funge da anticipazione ed autentica visione sonora dei dieci brani che compongono l’album, inni che scorrono su tappeti elettronici susseguendosi nella costante matrice di riverberi e distorsioni in cui echi e ritornelli si ripetono in loop come dei mantra.
In questo loro terzo disco prodotto da BJ Burton, Alan Sparhawk e Mimi Parker, un lavoro in duo senza il bassista Steve Garrington, proseguono e danno compimento definitivo a quella metamorfosi già evidente in Double Negative del 2018. Il cambiamento si condensa acquisendo un cromatismo più netto e senza compromessi, volti ad ottenere il plauso dei fan e della critica, com’è sempre stato nel loro stile. Siamo ormai lontani anni luce dalle melodie tenui e crepuscolari di I Could Live in Hope (1994), ma Alan e Mimi hanno sempre guardato avanti, trasformando e reinventando il loro approccio al sound e restando fuori dalle tendenze maggiormente in voga del periodo.

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TV Priest – Uppers (Sub Pop Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Simone Catena

Uppers è l’esordio discografico per il progetto Tv Priest. La band si forma nel 2019 a Londra, per continuare la scia fortunata e di spessore, sul genere post punk. Il tutto nasce anche dal bisogno fisico, di creare insieme un sound nuovo e ricco di esperienza, per la stanchezza accumulata nel corso degli anni. Dopo i primi singoli rilasciati, il gruppo inglese è pronto al salto definitivo sulla scena underground del momento. Il primo lavoro è prodotto dall’etichetta Sub Pop Records, nel suo interno troviamo incognite politiche e culturali, che sfociano in una rabbia delirante dai toni forti. Durante la pandemia mondiale, come un lampo di genio esce un singolo House of York, che racchiude una ferocia incredibile, in un periodo avvolto nel caos e nella confusione più totale.
Il sound che troviamo all’interno del disco invece, spinge la band a richiami maturi, confermando già il grande successo di collettivi come Fontaines DC e Idles. Il frontman Charlie urla al mondo intero, tutto il suo odio e la sua frustrazione in questo clima desolato. Questa rumorosa macchina infernale prende il sopravvento in maniera tagliente e divertente, per tutta la durata dell’album lasciando di stucco l’ascoltatore.

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