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Umberto Maria Giardini

Moltheni – Una Bellezza Senza Eredità

I N T E R V I S T A


Articolo di Antonio Sebastianelli

1999. Un anno cruciale per il sottoscritto, sia dal punto di vista musicale che personale, capace di evocare un’onda lunga di sensazioni ed emozioni che non si è ancora spenta. Lo stesso anno, incidentalmente ma neanche troppo, debuttava quello che sarebbe diventato uno dei cantautori più raffinati e significativi della canzone italiana: Umberto Maria Giardini in arte Moltheni. In grado di restituire l’intensità di personaggi come Nick Drake e Tenco, ma al contempo di incidere la stessa materia musicale sino a renderla qualcosa di nuovo, personale e unico. Un’esperienza artistica e umana durata dieci anni che oggi trova degna conclusione e quadratura del cerchio con questo ultimo album Senza Eredità. Raccolta di canzoni “perdute” amate e richieste dal pubblico ma che sinora non avevano trovato collocazione su un album ufficiale. Dopo la fine del progetto Moltheni, nel 2009, il nostro ha pubblicato con il suo vero nome ben quattro album; dall’intenso La Dieta dell’Imperatrice nel 2012 al furore elettrico di Forma Mentis dello scorso anno.

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Umberto Maria Giardini, un artista libero

I N T E R V I S T A


Articolo di Eleonora Montesanti

In occasione dell’uscita del suo nuovo album, Forma Mentis (recensione qui), ho fatto una chiacchierata con colui che, da quasi vent’anni, è uno dei musicisti più autentici del panorama musicale italiano: Umberto Maria Giardini. UMG è un musicista appassionato a viscerale che non scende a compromessi e pone il suo modo di fare musica al primo posto, sempre. Per questo è uno degli artisti più liberi che abbia mai incontrato.

Forma Mentis, il titolo del tuo nuovo disco, è una locuzione che descrive una struttura mentale, soprattutto con riguardo al modo di considerare e intendere la realtà. Qual è la connessione fra il titolo e i brani che compongono l’album?

La connessione in questione è reale e assolutamente oggettiva. Quello che canto è molto autobiografico, come spesso è accaduto nei miei lavori precedenti, nonostante la chiave di lettura e i significati siano sempre velati. Lascio molto spazio all’interpretazione dell’ascoltatore e/o lettore. Nulla di ciò che scrivo è definito.

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Umberto Maria Giardini – Forma Mentis (Ala Bianca, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Eleonora Montesanti

Forma mentis: struttura mentale, soprattutto con riguardo al modo di considerare e intendere la realtà. E’ questa la definizione enciclopedica della locuzione che Umberto Maria Giardini ha scelto come titolo del suo nuovo disco, il quarto col suo nome proprio. Ed è importante partire da qui poiché è proprio il suo particolare senso di realtà il motore e la chiave di lettura della sua identità artistica.

UMG è intenso, duro, lacerante, ma soprattutto psichedelico. Ci sbatte nel suo universo senza troppa delicatezza, ci scuote e ci disorienta facendoci oscillare continuamente fra luce e oscurità. Il suo desiderio di intimità passa attraverso un labirinto di atmosfere musicali a tratti calme, a tratti furiose, dove chi ascolta viene invitato a perdersi e ritrovarsi un’innumerevole quantità di volte.

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Umberto Maria Giardini – Futuro proximo (La Tempesta Dischi, 2017)

Articolo di Eleonora Montesanti

Quando mi capita di cercare un esempio per parlare di un artista dall’identità solida mi viene sempre in mente Umberto Maria Giardini. Fin dai tempi in cui era Moltheni, il cantautore toscano non ha mai avuto nessun dubbio nel mostrare il proprio stile. La certezza della propria identità artistica, infatti, è il punto più forte ed evidente della poetica di Umberto Maria Giardini, ma il suo potere evocativo, il suo Talento con la T maiuscola, è quello di circumnavigarla, renderla elastica e mai uguale a se stessa.
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